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Quotidiano di Sicilia

Zone franche urbane da rafforzare
di Marina Mancini

Delle 22 Zfu nel Paese, tre sono siciliane: Erice, Gela e Catania, approvate dal ministero nel 2008. Con delibera dell’11 novembre la Regione ne ha proposte altre cinque

Tags: Zfu, Economia, Sviluppo



PALERMO - La Giunta regionale siciliana, con la delibera n. 426 dell’11 novembre 2010, individua cinque nuove Zfu (Zone Franche Urbane), in lizza per poter accedere al gruppo delle 22 ZFU italiane, distribuite in 11 Regioni, di cui 3 siciliane: Erice, Gela e Catania.

Sono Enna, Bagheria, Vittoria, Palermo-Fiera costa Nord e Palermo-Brancaccio Costa Sud le cinque zone che la Sicilia proporrà al ministero delle Attività produttive, entrate in graduatoria per accedere ai finanziamenti del fondo istituito per favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni residenti in aree di particolare degrado e definite appunto, Zone Franche Urbane, destinata al finanziamento di incentivi e agevolazioni fiscali e previdenziali, al fine di favorire nuove attività economiche.
Le Zfu avranno diritto a incentivi e agevolazioni fiscali e previdenziali, per una cifra pari a 50 milioni l’anno, per nuove attività economiche, soprattutto piccole e micro imprese.

La Sicilia, nel 2008, con la delibera di Giunta n.186, aveva proposto 12 Zfu, tra queste il ministero ha accolto le prime tre in graduatoria: Catania, Gela ed Erice. Catania tra l’altro guida la graduatoria generale, seguita da Torre Annunziata e Napoli. Escluse: Termini Imerese (PA), Messina, Barcellona Pozzo di Gotto (ME), Acicatena (CT), Castelvetrano (TP), Trapani, Acireale (CT), Giarre (CT) e Sciacca (AG).

Oggi la Regione, con la nuova delibera, dopo aver analizzato 6 proposte progettuali, propone le cinque suddette ed esclude Augusta che non risponde ad uno dei criteri proposti dalla circolare ministeriale relativo al tasso di disoccupazione della Zfu che deve essere necessariamente inferiore al tasso dell’intera città. Augusta ha comunicato un tasso di disoccupazione della Zfu pari al 20,13% contro il tasso dichiarato per  la città pari al 19,33%.

I requisiti minimi cui devono rispondere i Comuni per l’istituzione delle Zfu sono: un numero di abitanti non inferiore a 25.000; un tasso di disoccupazione comunale superiore alla media nazionale, devono avere una dimensione demografica minima di 7.500 abitanti e non superiore a 30.000 abitanti, una popolazione residente inferiore al 30% del totale della popolazione residente del comune, e come detto, un tasso di disoccupazione superiore alla media comunale.

Gli indicatori di disagio socio-economico che il ministero dello Sviluppo economico valuta, secondo quanto stabilito dalla delibera Cipe 5/2008, al fine di misurarne il livello di esclusione sociale, sono essenzialmente di quattro tipi: tasso di disoccupazione, tasso di occupazione, tasso di concentrazione giovanile, tasso di scolarizzazione.
La Regione Sicilia con la manovra finanziaria, ed in particolare con gli articoli 67 e 68 della Legge 11/2010 ha definito l’istituzione ed il finanziamento delle Zfu.

Nelle zone franche urbane ammesse al finanziamento a carico dei fondi statali, la Regione concede finanziamenti integrativi al solo fine di garantire le agevolazioni fiscali e contributive.
In sostanza l’istituzione delle Zfu  favorisce la creazione di nuova imprenditorialità e facilita nuovi strumenti normativi per rilanciare l’intervento nel Mezzogiorno e nelle altre aree deboli del Paese.
 


Esonero contributivo e fiscale per le zone a burocrazia “zero”
 
PALERMO - “Le zone franche urbane, sostanzialmente abbandonate dallo Stato quale strumento di sviluppo, sono invece fondamentali per la creazione e lo sviluppo delle micro e piccole imprese siciliane” a sostenerlo l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao, da noi interpellato – “ecco perché la legge regionale finanziaria per il 2010 ne ha previsto il rafforzamento ed il finanziamento a valere sui fondi Fas. Ho già portato in Giunta regionale l’elenco delle 5 zone c.d. Regionali (le due di Palermo Brancaccio e Palermo Fiera, poi Bagheria, Vittoria ed Enna), che si sommano alle tre al tempo assentite dallo Stato di Catania, Gela ed Erice. Ad Enna nei prossimi giorni presenteremo le disposizioni da approvare in finanziaria per il definitivo avvio delle zone franche siciliane, forma di incentivazione che se coniugata al credito di imposta, il cui avvio è previsto per marzo, rappresenta una forte leva per lo sviluppo dell’economia siciliana”.

“La fiscalità di vantaggio è uno degli obiettivi di questo Governo” aveva dichiarato il presidente della Regione Raffaele Lombardo. Le Zone Franche Urbane, definite anche zone a burocrazia zero, possono quindi rispondere a questo scopo.
Aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita, le Zfu possono quindi godere di un  regime di esonero contributivo e fiscale, dove si concentrano programmi di defiscalizzazione soprattutto per la creazione di piccole e micro imprese.
Nate dall’esperienza francese delle Zones Franches Urbaines, lanciata nel 1996 e oggi attiva in più di 100 quartieri, per l’individuazione delle Zfu italiane  si utilizzano indicatori oggettivi, costruiti sulla base di dati infra-comunali del Censimento 2001. Le aree prescelte potranno contare sulle seguenti agevolazioni: esenzione dalle imposte sui redditi per 5 anni, esenzione dall’Irap, esenzione dall’Ici, esonero dal versamento dei contributi previdenziali. In misura minore e circoscritta, è previsto anche il sostegno ad imprese già operanti nelle medesime aree.

Articolo pubblicato il 07 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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