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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Scuola: tra edilizia e personale è una collezione di fallimenti
di Luca Insalaco

Penalizzata l’attività didattica, difficoltà nel sostegno, strutture carenti e interventi insufficienti. I tagli e la desolazione nel bilancio del segretario Cisl Scuola Sicilia, Prizzi

Tags: Palermo, Scuola



PALERMO. “Dodicimila posti persi in due anni tra personale docente e personale Ata e novemila precari che hanno perso il loro posto di lavoro, con le punte di maggiori sofferenze a Palermo ed a Catania”. Angelo Prizzi, segretario generale reggente della Cisl Scuola Sicilia, traccia un bilancio della scuola siciliana e palermitana, che non può non essere desolante. Pesano, nel nostro territorio più che altrove, i tagli operati dal Governo: difficilmente gli esuberi potranno essere riassorbiti dal mercato del lavoro (secondo gli ultimi dati di Bankitalia, nel primo semestre del 2010 il tasso di disoccupazione in Sicilia è aumentato dell’1,4%, attestandosi al 15,4%). Ad essere penalizzata è primo luogo l’attività didattica. Mancano i supplenti che a volte i dirigenti, a corto di fondi per i ritardi nei trasferimenti ministeriali, preferiscono non nominare. Altro tasto dolente è quello degli insegnanti di sostegno, con centinaia di posti di lavoro persi negli ultimi anni.

“Questo – spiega il sindacalista - anche per una modifica dei coefficienti introdotta dal precedente governo, di 1 insegnante ogni 2 alunni. Non è ammissibile che sia una legge a stabilire se un bambino ha bisogno di 20 o 24 ore. Da qui la azioni giudiziarie che i genitori sempre più spesso intraprendono, mentre le amministrazioni preferiscono soccombere piuttosto che rimediare”. In provincia di Palermo, ad esempio, i genitori degli alunni portatori di handicap hanno formato il comitato “L’autismo parla”, che raggruppa circa 700 famiglie. Il passo successivo è stato ricorrere al Tar perché il Comune di Palermo, in perenne affanno finanziario, reintegrasse gli assistenti per l’autonomia e la comunicazione. I ricorsi vinti sono già una trentina.

Non va meglio in fatto di edilizia scolastica. Gli istituti sono spessi ospitati in edifici nati con una diversa destinazione d’uso e sono stati comunque costruiti prima che le normative sulla sicurezza fissassero un tetto – oggi più che superato – in termini di “massimo affollamento” per aula. “È alta la percentuale di edifici che necessitano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria – commenta Prizzi - anche se la Regione ha stanziato dei fondi comunitari per un piano graduale di ammodernamento degli edifici. In questo modo, in aule che al massimo possono contenere 15 alunni, ce ne stanno più di 30”. 
Il risultato, in definitiva, non può che essere un costante senso di frustrazione che accomuna alunni e chi sta dietro la cattedra.
 
“Quando si taglia in questo modo e si riducono le ore di insegnamento e si stipano le classi di alunni, non si contribuisce certo a migliorare la scuola, perché il personale è sempre più stressato e stanco. È pur vero che la Regione è intervenuta già dallo scorso anno con dei piani di reinserimento del personale, ma i tempi della burocrazia non coincidono con della scuola e dei bisogni degli alunni in difficoltà. Speravamo di più”, chiosa il segretario regionale.  In alcuni quartieri palermitani la situazione è particolarmente difficile. Se le devastazioni ai danni delle scuole sono all’ordine del giorno, l’istituto comprensivo dello Zen intitolato a Giovanni Falcone detiene il record con 18 raid vandalici subiti finora, a causa del tentativo di dirigente e insegnanti di dare un’alternativa alla strada ai ragazzi del quartiere.

Articolo pubblicato il 14 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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