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Catania - Il Comune e gli Stati... generici, tante chiacchiere, zero progetti
di Melania Tanteri

Ma il sindaco Stancanelli promette: “Entro il 2011 alcune di queste proposte diventeranno realtà”. Il rapporto finale è più un elenco dei desideri che una lista di possibili azioni

Tags: Catania, Stati Generali, Raffaele Stancanelli



CATANIA - Dopo quasi un anno di proposte, avanzate durante i seminari e i sottoseminari , gli Stati generali della città, fortemente voluti dal sindaco Stancanelli, sono arrivati a conclusione. In un affollato Palazzo della Cultura, nel corso dell’assemblea plenaria conclusiva, il primo cittadino e il comitato di presidenza, insieme al rappresentante del Censis, Francesco Estrafallaces, hanno presentato il rapporto finale del lavoro di confronto con la città, avviato nel febbraio del 2010. Sessantasette pagine, divise in due parti, una a cura del Censis e l’altra a cura del comitato di presidenza, in cui sembrerebbe essere scritta la ricetta per risollevare le sorti della città di Catania e farla ritornare agli antichi splendori.

Sicurezza, mobilità, cultura e riqualificazione urbana tra le principali esigenze di Catania, secondo il Censis, da cui può passare il rilancio della città, solo se l’amministrazione – l’attuale e quelle future - sapranno però opportunamente utilizzare i suggerimenti emersi nel confronto con la città e predisporre una gerarchia di interventi.

Sono 43 in tutto, invece, i macro argomenti evidenziati dal comitato di presidenza degli Stati generali, elencati nella seconda parte del rapporto (che spaziano dalla mobilità, al water front, dall’integrazione all’attenzione dei quartieri, dalla cultura alla famiglia, dalla sicurezza al decoro urbano), di cui 20 da poter attuare entro il 2011, secondo quanto dichiarato dallo stesso Stancanelli. 

“Prendo l’impegno – ha infatti affermato nel corso del proprio intervento - che nel 2011 una ventina di queste proposte diverrà realtà. Anzi alcune di queste sono già in cantiere: mi riferisco alla parziale chiusura del centro storico con l’imminente montaggio di barriere anti accesso su via Etnea. Garantisco inoltre che questa amministrazione darà, attraverso il Piano urbano del traffico già presentato, priorità ai pedoni, poi ai bus urbani e infine alle auto”.

Un rapporto, per la verità, molto più simile a un elenco di desideri che a una lista di possibili azioni, che ha fatto storcere il naso a qualche presente, che ha sottolineato la distanza tra le belle idee e la loro effettiva attuazione, ma che, tutto sommato, sembra esser stato apprezzato da molti soggetti coinvolti, alcuni dei quali molto scettici in precedenza. I sindacati, ad esempio, che hanno sottolineato la validità del progetto, purchè vi si inizi a lavorare immediatamente.

Anche la presidenza del Consiglio comunale, fortemente critica in passato, sembra aver cambiato idea: nel corso del proprio intervento, infatti, Marco Consoli, presidente del Consiglio, ha sottolineato la validità dell’iniziativa, purchè le decisioni più importanti vengano elaborate e approvate dall’assise cittadina.

“All’inizio – ha sottolineato - la mia posizione era quella di chi diffidava dall’iniziativa, convinto che potesse scavalcare il ruolo del Consiglio. Devo ammettere che, con il senno di poi, il ruolo degli Stati generali è stato quello di colmare un vuoto che, nel corso di questi anni, si era creato. Mi riferisco al confronto tra le istituzioni e la città”.

“I grandi temi su cui ci si è confrontati – ha concluso Consoli – esculsi quelli che possono essere attuate immediatamente dall’amministrazione, vedranno adesso come protagonista il Consiglio comunale che si impegnerà nel recepire alcune delle proposte emerse dagli Stati Generali, come la pianificazione urbanistica”.

Articolo pubblicato il 15 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Un momento dell'assemblea plenaria (mt)
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