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Rischio di impugnativa sulle stabilizzazioni. Piraino: ‘Ricorreremmo alla Corte costituzionale’
di Chiara Giarrusso

Sulla legge che ha messo in sicurezza 22.500 precari della Pa incombe ora il Commissario dello Stato. Saranno gli Enti locali a condurre il processo ma la Regione fornirà indicazioni e sostegno economico

Tags: Precari, Enti Locali, Lavoro, Raffaele Lombardo, Andrea Piraino



PALERMO - “Con la legge approvata dall’Assemblea regionale siciliana sulla stabilizzazione dei precari si chiude per sempre la stagione del precariato in Sicilia, sottraendo migliaia di lavoratori dal ricatto della proroga annuale e senza gravare di un solo euro le casse della Regione”.

È il senso dell’intervento del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo all’indomani del voto d’aula del testo di legge sulla stabilizzazione per circa 22.500 mila precari della regione proposto dal governo e approvato all’unanimità dal parlamento siciliano. “Manteniamo l’impegno assunto l’estate scorsa - ha detto il presidente Lombardo, nel corso della conferenza stampa ai giornalisti - quando superammo i vincoli imposti dalla manovra finanziaria dello Stato che avrebbe impedito a gente che presta servizio negli enti locali da 15 - 20 anni di continuare a lavorare. Lo Stato ci aveva chiesto di fare una legge per risolvere la questione e noi l’abbiamo fatto. Mi auguro che siano loro, adesso, a rispettare gli impegni. Noi siamo determinati ad andare avanti”. Per il governatore, “questa legge è l’attuazione del principio, che sottrae questi lavoratori dal ricatto delle proroghe anno per anno per dare loro la certezza dell’impiego”.                                                                      
 
Nel corso del suo intervento l’assessore al lavoro Andrea Piraino, invece, ha illustrato i punti cardine della legge, precisando che “il testo si compone di due parti: la prima prevede la proroga di tutti i rapporti di lavoro compresi quelli per ora non coinvolti nell’avvio del processo di stabilizzazione”.                                       
 
“Oltre i 22.500  – ha continuato -  ci sono anche i 6.500 Asu non contrattualizzati, che percepiscono soltanto un assegno sociale dell’Inps. “La seconda parte della legge - ha continuato Piraino - fissa le modalità per l’avvio del percorso che porterà alla stabilizzazione: riguarda circa 22.500 lavoratori che hanno già un contratto in essere con gli enti locali, frutto di precedenti misure di fuoriuscita dal precariato, e che abbiano lavorato per almeno 8 anni negli ultimi dieci.  Saranno gli enti locali a condurre il processo di stabilizzazione definitiva, ma la Regione fornirà le indicazioni e il sostegno economico, già previsto dalle leggi, per i 10 anni successivi alla stabilizzazione”. Piraino ha aggiunto che “la legge à stata predisposta in ossequio alle indicazioni dello Stato e ai vincoli finanziari che non potevamo non rispettare”.                                                                  
 
E sui rischi di impugnativa da parte del Commissario dello Stato di alcune norme l’assessore al lavoro Andrea Piraino ha annunciato che “Il governo della Regione resisterà ricorrendo alla  Corte costituzionale”. “Stessa posizione – ha aggiunto – è stata espressa anche dai gruppi di minoranza”. Chiuso il capitolo stabilizzazione, a sala d’Ercole continua l’iter per l’approvazione della finanziaria, che se non sarà approvata entro il 31 dicembre darà il via libera all’esercizio provvisorio.
 


Raffaele Lombardo. Mai più assunzioni senza concorso pubblico
 
Abbiamo intervistato il Governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo.
Presidente  non ritiene che la stabilizzazione di dipendenti entrati nella pubblica amministrazione senza un concorso sia fortemente discriminatorio e legittimi il meccanismo della chiamata diretta nella Pa?                                                        
“La legge prevede che per alcune categorie C e D si debbano fare delle selezioni e queste selezioni saranno fatte. Si tratta di persone assunte venti anni fa e da allora vanno avanti di proroga in proroga. Ci sono norme e sentenze recenti che costringono gli enti utilizzatori a stabilizzare questi lavoratori e a ricostruire la loro carriera”.
D’ora in poi, dunque, non ci saranno più assunzioni nelle Pa siciliane senza concorso pubblico?    
“Non si procederà più a nessuna assunzione senza concorso pubblico. Questo è scritto anche nella legge, per i prossimi dieci anni almeno prima di procedere a nuove assunzioni bisognerà attendere  che venga  riassorbito il surplus di personale attualmente in servizio”.

Articolo pubblicato il 21 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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