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Vanno a rilento i bandi “a sportello”
di Michele Giuliano

Le imprese commerciali e artigianali vedono i finanziamenti che dovrebbero arrivare dalla Regione con il contagocce. Finanziati con fondi comunitari 2007-13, ma si perde troppo tempo nella valutazione delle pratiche

Tags: Bandi, Finanziamenti, Impresa, Fondi Comunitari



PALERMO - Ancora farraginoso il sistema burocratico per le imprese siciliane. L’ultima conferma arriva dalle organizzazioni di categoria che hanno fatto il punto sull’attuale situazione dei bandi a sportello emessi dalla Regione Siciliana e che riguardano da vicino due settori, quello dell’artigianato e quello del commercio. A fare una sorta di aggiornamento ci ha pensato la Cna siciliana che ha potuto constatare come l’apparato burocratico non giri a pieno ritmo. Per quel che concerne il bando relativo al settore dell’artigianato sono stati ad oggi emessi 52 mandati di pagamento, altri 10 mandati, relativi a decreti definitivi già emanati, sono in fase di emissione. Il numero delle istanze cui è stato già notificato il decreto di concessione provvisoria, registrato dalla Corte dei conti, è di 432.

“Sono state ad oggi esaminate 2.867 pratiche –si legge nel documento della Cna - pari all’87,7 per cento delle istanze pervenute. Di queste 1.696 sono state finora ammesse a contributo”.
Non va meglio sul fronte del bando relativo al settore del commercio: “In questo caso – continua la Cna siciliana - le domande presentate in assessorato sono circa 2.000. Di recente la competenza nella valutazione delle stesse è stata trasferita ad un altro dipartimento dotato di più personale. Abbiamo chiesto che non si perda ulteriore tempo nella valutazione delle pratiche e si risponda rapidamente alle imprese”.

I bandi a sportello, finanziati nell’ambito della programmazione dei fondi comunitari 2007-2013, prevedono la concessione di contributi a fondo perduto, con procedura per l’appunto “a sportello”, alle imprese dei due settori artigianale e commerciale. Un’occasione quindi da non perdere per le imprese che da tempo aspettano opportunità di questo tipo.
Per l’artigianato l’obiettivo che si è posto la Regione è quello di promuovere l’ampliamento delle attività economiche delle imprese in particolare incoraggiando l’insediamento, la produzione in nuovi stabilimenti, al fine di creare una stabile occupazione ai lavoratori.

Per il commercio c’è un notevole ventaglio di opportunità: si potranno acquistare e installare vetrine espositive, sia interne che esterne, impianti di sicurezza, quali sistemi di allarme e videosorveglianza, attrezzature e arredi necessari per l’esercizio dell’attività commerciale, ed ancora strutture prefabbricate per svolgere attività commerciale su aree pubbliche concesse all’impresa per un periodo di tempo pluriennale; infine con questi fondi è previsto anche l’opera di ristrutturazione del locale commerciale sia interna che esterna che non necessitano di concessione. Sulla carta un sistema assolutamente importante per una Sicilia che soffre la crisi delle imprese e la contemporanea restrizione dell’accesso al credito da parte delle banche. Il problema però è far decollare un apparato che invece viene frenato come sempre dalla burocrazia. Il risultato quindi è quello magari di tenere in stand-by una determinata attività imprenditoriale che aspetta un aiuto che arriverà chissà quando.
 

 
Gli obiettivi della misura di finanziamento
 
La Regione si è posta dei precisi obiettivi mettendo a finanziamento questi bandi a sportello per le imprese commerciali e artigianali. In primo luogo si vuole consolidare e potenziare il tessuto imprenditoriale siciliano, incentivando la crescita dimensionale delle piccole e medie imprese, lo sviluppo di distretti e la formazione di gruppi di imprese, facilitando l’accesso al credito. In seconda battuta l’idea di questo finanziamento è legata all’agevolazione dello sviluppo ed al consolidamento delle imprese esistenti maggiormente competitive e di qualità e di quelle di nuova costituzione e da rilocalizzare, mediante l’introduzione di strumenti finanziari e fiscali intesi a migliorare l’accesso al credito per favorire gli investimenti e la crescita. Infine è stato inserito un regime di aiuti che consenta alle imprese, attraverso un unico strumento, la possibilità di operare tra più strumenti agevolativi, ivi compreso il credito di imposta, per investimenti esclusivamente finalizzati a perseguire obiettivi di sviluppo di tipo non generalista. Misure studiate appositamente in una quadra di depressione economica in Sicilia che vede proprio il commercio e l’artigianato affondare con perdite del giro di affari che si stimano attorno al 20 per cento nell’ultimo anno in relazione al fatturato.

Articolo pubblicato il 22 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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