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Quotidiano di Sicilia

Catania - Palazzo Bernini, l’intera zona in preda a degrado e incuria
di Angela Marina Strano

Covo di zingari e spacciatori, l’area vive nel degrado, tra cassonetti che bruciano e vigili assenti. Il parroco Longhitano: “Anni di promesse ma nessun fatto concreto”

Tags: Catania, Palazzo Bernini



CATANIA - Torniamo ad accuparci del pericoloso e dimenticato palazzo Bernini, poiché sembra che la situazione, anziché migliorare, vada a peggiorare. Il degrado di questa costruzione, oramai fatiscente, sta avanzando e si espande in un’area compresa tra via Bernini, ad angolo col viale V.Veneto, via M. Scammacca, e via Sassari nei pressi di Largo Bordighera. Qui, spesso, cercano rifugio rom, barboni e drogati tra materassi lerci e rifiuti di ogni genere. Nel lato sud di via Bernini, si trova, invece, un terreno inedificato che è diventato, per metà, una vera e propria discarica abusiva, e per metà, parcheggio abusivo con tanto di posteggiatore sempre abusivo. Da tanti mesi nella zona si verificano continui incendi ai cassonetti dell’immondizia, con la conseguenza dannosa di fumi tossici e cattivo odore che evaporano fino agli appartamenti adiacenti. La situazione, oltre a causare un gravissimo inquinamento ambientale, produce un inaccettabile rischio per la salute dei cittadini. Nelle imminenti vicinanze si trova una scuola paritaria elementare, e in prossimità c’è  il Largo Bordighera dove si riuniscono molti bambini a giocare. In tanti sono costretti ed evitare le buche, a percorrere tratti di strada scarsamente illuminata e deturpata.

“Cerco oramai dal 1989 di sensibilizzare - spiega il parroco Franco Longhitano della chiesa Santa Maria della Salute - le amministrazioni comunali su tale situazione di pericolo pubblico, ma ho ottenuto solo promesse e mai fatti. Abbiamo raccolto più di 2200 firme per l’attuazione di un progetto a sfondo sociale, per la realizzazione di un anfiteatro all’aperto e di un campo sportivo nell’area sovrastante il Largo Bordighera, chiedendo la costruzione di un punto di aggregazione per tutti gli abitanti e i fedeli della zona. Ma, a parte le visite dei vari sindaci e amministratori comunali, non è mai partito alcun lavoro”.

“Durante il mandato del ex sindaco Bianco - continua padre Longhitano -  sembrava che fossimo sul punto di riuscire nell’opera, ma poi, col passaggio della fascia di sindaco a Scapagnini, tutto si è fermato e ci è rimasto soltanto un progetto e una planimetria incorniciata e appesa al muro. Ai tempi non richiedevamo fondi comunali, in quanto la stessa Parrocchia avrebbe provveduto per conto proprio, nell’ambito di un regime convenzionale in concessione. Ma, attualmente, non abbiamo più la possibilità economica per intervenire e così non credo più che le promosse sul verde e sui campi da gioco siano mantenute”.

Nel 2001 anche il Lions Club Gioeni di Catania si è occupato della vicenda, con una lettera aperta alla pubblica amministrazione, sottolineando come la richiesta di utilizzare l’area abbandonata a fini socio-pastorali sia stata sempre inevasa. Per tutta risposta, le amministrazioni del tempo, hanno pensato bene di utilizzare il terreno di altre 6000mq come area di parcheggio, proponendo la possibilità di realizzare un’imponente opera in cemento, che seppur coperta da una sistemazione a verde, sottoterra avrebbe dovuto ospitare automobili. Nel 2004 c’è stata la promessa dell’ex sindaco Scapagnini di dare il via ai lavori per la costruzione dell’anfiteatro, e addirittura si erano previsti solo tre mesi di lavori con una cifra di circa 400 mila euro. Ma anche stavolta solo parole.

Molti abitanti della zona segnalano la scarsa presenza delle forze dell’ordine, la mancanza di vigilanza sul deterioramento urbanistico ed ecologico, tutti fattori che favoriscono il permissivismo e l’abusivismo di ogni tipo. Come ha spiegato il sacerdote Longhitano: “Chi vigila sui ragazzi in motorino senza casco, che in senso vietato possono commettere infrazioni e virtuosismi spettacolari? Chi vigila sui passaggi pedonali scomparsi occupati dai commercianti ambulanti, che ostacolano da anni il suolo pubblico, anche al centro delle carreggiate, bloccando addirittura il traffico? Chi sui cassonetti che traboccano spazzatura e spesso incendiati che causano gravi danni agli stabili attigui? Chi si occupa del degrado dell’igiene causato dall’incuria del palazzo Bernini, proprio al centro della città? In un quartiere come questo, la possibilità di avere un anfiteatro, sarebbe stata uno stimolo per i giovani e una possibilità per gli anziani. Ma questo sembra un sogno svanito”.

Articolo pubblicato il 23 giugno 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Palazzo Bernini
Palazzo Bernini
l'area dell'anfiteatro ricoperta da sterpaglie e spazzatura
l'area dell'anfiteatro ricoperta da sterpaglie e spazzatura
Vasca in amianto in via bernini
Vasca in amianto in via bernini