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Rinnovabili, avanti adagio ma poche tracce del Pears
Energia: in aumento la produzione attraverso solare e fotovoltaico. Il Piano regionale ancora non decolla, occorre accelerare

Tags: Speciale Economia



PALERMO – Un bilancio senza eccessi per un anno di transizione sul futuro energetico e ambientale dell’Isola. Raffaele Lombardo ha impresso alle giunte degli ultimi anni un preciso indirizzo in termini di produzione energetica e questo 2010 si inserisce a pieno titolo nel grande disegno che dovrebbe lanciare l’Isola nel pieno della terza rivoluzione industriale. 
Pur non essendoci ancora dati aggiornati al 2010, la produzione dell’anno che sta passando sembra confermare il trend degli ultimi tempi. Il governatore ha infatti puntato sulle rinnovabili “pulite” incentivando i piccoli impianti e facendo registrare crescite in tutti i settori verdi.

Attualmente, secondo i risultati ottenuti dalla campagna “1000 tetti fotovoltaici” che prevede la realizzazione di 5000 impianti fotovoltaici di potenza 3 kWp in Sicilia, sono stati già impiantati 36 impianti tra privati e aziende, principalmente in provincia di Catania (16), Messina (5), e Caltanissetta (6, tutti a Gela).  Resta da risolvere la questione Pears: il piano è attualmente affogato in pastoie burocratiche e non si capisce quanto possa essere efficace, data la rapidità dei tempi della terza rivoluzione industriale, e viste le proteste delle associazioni di settore che lo considerano già antiquato per le nuove sfide mentre gli imprenditori lamentano le lentezze burocratiche.

Sul versante petrolio la vicenda resta intricata. I permessi di ricerca, aggiornati al luglio del 2010 fotografano la realtà: la costa tra le Marche e l’Abruzzo (3 permessi di ricerca), il tratto di costa pugliese soprattutto tra Bari e Brindisi (2), il golfo di Taranto e il Canale di Sicilia (12).

Tuttavia, l’Isola continua a restare l’eldorado dell’energia, nonostante un’analisi dei dati disponibili sulla produzione non può esimersi dal constatare che nel corso degli ultimi cinque anni “il supero della produzione rispetto la richiesta” si è andato sempre più affievolendo passando dall’11,7% del 2005 all’1,6% del 2009. In sintesi l’Isola realizza l’1,6% di surplus energetico, ed è punto di passaggio dei due principali ingressi nazionali di gas: da Mazara del Vallo e da Gela provengono il 35,6% e il 9% del gas nazionale rispettivamente dall’Algeria e dalla Libia.

Resta in sospeso la questione del rigassificatore di Priolo-Melilli, una querelle che si trascina da diversi anni e che probabilmente ha trovato proprio nel 2010 un passaggio essenziale: l’ultima conferenza dei servizi ha sancito 10 prescrizioni da ottemperare prima della costruzione. Una decisione ribadita dall’avvocatura dello stato lo scorso 25 novembre con un parere positivo sull’esito della conferenza dei servizi. Anche per il rigassificatore di Porto Empedocle la situazione resta congelata, dopo il ricorso accolto del comune di Agrigento dal Tar del Lazio.
In quest’ultimo caso lo sviluppo del progetto non è vincolato dall’ingombrante presenza di un’area petrolchimica. (rb)

Articolo pubblicato il 29 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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