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Ricchezza: Sicilia lumaca, lontana dal Nord
di Liliana Rosano

Le previsioni sul Pil 2011 elaborate da Unioncamere e Prometeia confermano il gap sempre più ampio tra le due parti del Paese. Crescita stimata attorno all’1,1% contro il +1,8% della Lombardia e il +1,6% del Nord Ovest

Tags: Ricchezza, Pil, Unioncamere, Prometeia, Consumo



PALERMO - Ancora una volta la fotografia è quella di un’Italia a due velocità, con un Nord ricco, locomotiva trainante e un Sud che arranca e si aggrappa. Lo scenario è quello elaborato  da Unioncamere e Prometeia, che hanno diffuso un Rapporto di previsione sul Pil 2011, in occasione della 132ª Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio.

La macro area del Nord Ovest sembra essere destinata a procedere a passo più spedito, portando a incrementare il Pil dell’1,6%, contro una media nazionale prevista dell’1,3%. Alle spalle della Lombardia, che dovrebbe “svettare” con un +1,8%, l’Emilia Romagna, con l’+1,6%. Quindi, a pari merito, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, dove il Prodotto interno lordo dovrebbe crescere dell’1,5% nel 2011. Passo lento e pesante, invece, quello del Mezzogiorno (+0,8%), con la Sicilia (+1,1%) che spinge più delle altre e la Campania (+0,5%) che invece fatica di più.

E nella graduatoria nazionale del Pil pro capite per provincia (su prezzi correnti del 2009), in vetta alla classifica si conferma Milano, che da 15 anni non smentisce la sua fama di “Provincia dei Paperoni”, con un Pil pro capite pari a 36 mila euro. In fondo alla classifica, le 9 province siciliane, con Siracusa in testa con un Pil di 17.984 mila euro, seguita da Palermo (17.601), Messina (17.542) Ragusa (16.740), Caltanissetta (16.493). A sorpresa Catania, più volte ribattezzata la “Milano del Sud”, scivola in fondo alle ultime posizioni con un Pil pro capite di 16.256 euro. Chiudono la classifica di Unioncamere, la provincia di Trapani (15.737), Enna (15.575) e Agrigento in penultima posizione con 14.605 mila euro a testa.

Se la crisi colpisce tutti, a Sud colpisce due volte. A farne le spese saranno le famiglie degli italiani costretti ad una riduzione dei consumi. Nello scenario di previsione 2010-2011, delineato da Unioncamere, la spesa per consumi delle famiglie in Sicilia crescerà soltanto dello 0,5 per cento, mentre gli investimenti fissi lordi saranno del 2,2 per cento.

A spingere verso l’uscita dalla crisi sono soprattutto le esportazioni, che, dopo il sensibile recupero atteso per quest’anno (+7,3% il dato stimato per il 2010), dovrebbero proseguire la loro corsa nel 2011, mantenendo un ritmo di crescita ancora consistente (+5,2%). Le attese migliori si confermano quelle del Nord Ovest (+6,1%), seguite da quelle del Nord Est (+5,7%). Più debole la dinamica, invece, del Centro (+3,8%) e del Sud (+2,6%).

Sarà la Lombardia a proseguire e irrobustire il percorso di recupero delle sue esportazioni rispetto al 2010: +7% l’aumento atteso nel 2011 dopo il 4,2% con il quale dovrebbe chiudersi il 2010. Alle spalle di questa regione e su valori superiori alla media nazionale si dovrebbero posizionare il Veneto (+6,3%), l’Emilia Romagna (+5,9%), la Calabria (+5,4%). Molise (0%) e Valle d’Aosta (+0,5%) mostreranno invece una sostanziale staticità.

Nel settore delle esportazioni dei beni verso l’estero, la Sicilia potrebbe e dovrebbe investire di più aumentando la sua competitività. Le previsioni parlano di uno scarso 1,8 per cento nel 2011.

Articolo pubblicato il 30 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Graduatoria del Pil pro capite a prezzi correnti nel 2009 per provincia a partire dalla 81 ma provincia in classifica (Siracusa)
Graduatoria del Pil pro capite a prezzi correnti nel 2009 per provincia a partire dalla 81 ma provincia in classifica (Siracusa)


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