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Fce, domani il merito sulla revoca a Tafuri da quasi tre anni commissario governativo
di Antonio Casa

A fine novembre il provvedimento di Matteoli, con la nomina del più alto dirigente tecnico ministeriale. L’avvicendamento a due settimane dal voto (Mpa contrario) che permise a Berlusconi di continuare

Tags: Circumetnea, Trasporti, Gaetano Tafuri, Altero Matteoli



CATANIA - Oggi il contenzioso tra Consorzio per le autostrade siciliane e il ministero delle Infrastrutture e trasporti. Domani tra quest’ultimo e Gaetano Tafuri, da quasi tre anni commissario governativo della Ferrovia circumetnea, ultima ex ferrovia (che gestisce lo scartamento ridotto sotto il vulcano tra Catania, Randazzo e Riposto, oltre alla metropolitana nel capoluogo e il servizio integrativo in bus) in concessione ad essere commissariata.
 
Un provvedimento emesso il 26 novembre scorso e notificato il 3 dicembre, ha fatto decadere Tafuri dalla carica, con la nomina, al suo posto, del dirigente generale Trasporto pubblico locale dello stesso ministero, Virgilio Di Giambattista. Erano i giorni in cui Tafuri dava notizia sulla rimozione delle transenne nel cantiere per la metropolitana in corso Sicilia, a Catania, e dello stanziamento di 60 milioni di euro provenienti da fondi regionali per il completamento della tratta Paternò-Adrano della Fce. Serviranno al completamento di tutte le opere necessarie per la tratta intermedia di Biancavilla, tra Adrano e Santa Maria di Licodia, e del necessario per definire e completare l’intero tratto rinnovato extraurbano Paternò-Adrano.

“Sono sereno, i risultati della mia gestione sono sotto gli occhi di tutti - spiegava Tafuri all’indomani dell’avvicendamento - e soprattutto hanno una prospettiva e un’importanza di cui anche la città si è resa conto. La verità è che si è trattato di una ritorsione politica, per colpire il presidente Raffaele Lombardo è stato colpito Tafuri, che ha dato fastidio lavorando bene e portando avanti il piano di sviluppo della Ferrovia circumetnea percependo appena 12 mila euro lordi l’anno, ma se queste sono le regole della politica allora dico che dovrebbero essere riscritte, perché così è il territorio ad essere penalizzato. Abbiamo avviato un percorso virtuoso con le imprese esecutrici, rilanciato i rapporti sindacali, valorizzato il personale e rispettato i tempi, inoltre chiudiamo il bilancio di quest’anno con un avanzo di amministrazione di 1 milione e 400mila euro”, spiegava Tafuri in conclusione di mandato.

Non è stato così, perché il commissario governativo ha subito presentato ricorso. La prima sezione del Tar di Catania in un’ordinanza cautelare ha disposto la riabilitazione del commissario spiegando che le ragioni a sostegno del ricorso si “appalesano assistiti da consistenti profili di fumus boni juri”. Domani è fissata la camera di consiglio per l’udienza di merito in composizione collegiale.
 


La denuncia: “Non arriva il denaro promesso”
 
CATANIA - Pochi giorni fa, illustrando i programmi del 2011, Tafuri ha dichiarato che “il denaro che ci è stato promesso da molti mesi ancora non arriva e questo per il nostro territorio è un danno incalcolabile”, riferendosi al finanziamento di 100 milioni di euro promesso nel luglio scorso dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti che servirebbe, aggiunto ai 90 milioni di euro già a disposizione dell’azienda, ad allungare fino a Librino il tratto della linea urbana della metropolitana che va da piazza Stesicoro a via Vittorio Emanuele che lo stesso Tafuri ha reso noto di voler mettere a gara.
“Inoltre - ha aggiunto - pensiamo che siano a rischio anche i 90 milioni che abbiamo già a disposizione in quanto il Governo, in un momento di vacche magre, è impegnato a fare cassa ed è probabilmente influenzato da chi, all’interno del Pdl, si oppone apertamente, senza motivo, alla realizzazione fino all’aeroporto della metropolitana. Ecco perché - ha concluso Tafuri - metteremo subito a gara l’appalto complessivo per l’estensione della linea metropolitana urbana per un importo di 430 milioni di euro necessari fino all’aeroporto”.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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