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Quotidiano di Sicilia

Il possesso di un televisore obbliga a pagare il canone Rai
di Sebastiano Attardi

È possibile però chiedere il sigillo della Tv per evitare di pagarlo

Tags: Rai, Canone Rai



CATANIA - Agli inizi del lontano 1900, lo scienziato Guglielmo Marconi riuscì a trasmettere un “segnale Morse” tra le due diverse sponde dell’oceano Atlantico che andavano dal Regno Unito al Canada. In seguito, inventò la radio che divenne il più potente mezzo di trasmissione di notizie, atteso che poteva raggiungere anche paesi lontani.

Il governo italiano, nel 1938, ritenne opportuno adoperare questo mezzo di trasmissione anche per fini pubblici, creando un apposito ente, e cioè l’Eiar che poi, cambiando denominazione, si chiamò Rai. Poichè detto ente comportava un altissimo costo per la sua gestione, con provvedimento n. 246/1938, venne istituito il “canone Rai”, che doveva, e deve, essere corrisposto da chiunque, all’interno della propria abitazione,  detenga una o più radio, ed ora uno o più televisori. Detto canone, ormai si è snaturato in una “tassa fissa” sul possesso, in quanto va corrisposto anche se il televisore non funziona. In sostanza, è dovuto “il canone Rai per il semplice fatto che si possieda  uno o più televisori. Posto che ormai non v’è famiglia italiana che non possegga almeno un televisore, la Rai (Radio televisione italiana) ci bombarda continuamente di avvisi, diretti ad ottenere il pagamento del canone. Essi vengono fatti a tappeto in quanto si presume, appunto, che ogni italiano guardi la televisione.
Di fronte a queste richieste come ci si può difendere? La maggior parte non fa altro che cestinare la relativa richiesta, mentre altri – timorosi della legge – preferiscono pagare. Altri, ancora, sono costretti a pagare il canone, a seguito di accertamenti eseguiti da funzionari della stessa Rai oppure da agenti della Finanza. Intanto, a tal proposito va subito detto che sia gli uni che gli altri non hanno un diritto al libero accesso nelle nostre abitazione per constatare l’eventuale presenza di un televisore.
 
Eventualmente, potranno entrare ove l’utente sia d’accordo; diversamente “l’ispettore della Rai” od il finanziere, dovranno tornarsene a casa. Tuttavia, se si vuole osservare la legge, quando non si ha più voglia di guardare la televisione e si è nel possesso del libretto d’abbonamento, si può inviare regolare richiesta di disdetta, a mezzo lettera raccomandata,  alla Rai, entro il 31 Dicembre dell’anno in corso, oppure richiesta di sigillare il televisore (quando è stato smarrito il libretto dell’abbonamento). Va qui detto che coloro che hanno settantacinque anni d’età (ed oltre), godono dell’esenzione del relativo pagamento, a condizione, però, che il reddito proprio e della moglie non superi la somma annuale di €  6.713,98 (pari a vecchie £ 13.000.000).

Avv. Sebastiano Attardi
collegio dei professionisti di Veroconsumo

Articolo pubblicato il 15 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Schema relativo alla richiesta di sigillo della tv
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