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Palermo - Strade: una buca tira l’altra. Pericoli per le auto e i pedoni
di Claudio Di Gesù

Spesso si tratta di ripristini del manto eseguiti male dopo scavi e pose di condotte o cavi. Cedimenti dell’asfalto e tombini mancanti, non si contano i casi in tutta la città

Tags: Palermo, Manutenzione Strade



PALERMO - “Sintissi amico mio, non mi dicissi camurrusu ma c’è purtusu e purtusu. La scaffa siciliana è un’altra cosa: scaffa che vale! Non è la scaffa usuale, settentrionale, che campa massimo ‘na simana e menza ed è senza esperienza”…così apriva il bellissimo monologo sulla “scaffa”, del mai dimenticato attore, umorista, grande intrattenitore, Renzino Barbera. Scaffe, buche, derivate o no da cedimento dell’asfalto o da mancanza di tombini e, in qualsiasi altro modo dovessimo connotarle, oramai, la nostra città, ne è un esempio tangibile.

La priorità dovrebbe essere l’incolumità fisica dei cittadini (pedoni, motociclisti, automobilisti) ma non è così. In alcune zone della nostra città (le foto riportate ne sono una testimonianza) le buche sono diventate piccole voragini e tranne una protezione che il più delle volte è assolutamente insufficiente, non si riesce a fare dell’altro. Il tratto di strada tra via Lenin Mancuso e Via dell’Acacia ne è un esempio. Questo incrocio, corrisponde esattamente alla copertura del canalone Passo di Rigano e va da sé che, questa piccola voragine potrebbe diventare veramente pericolosa, tenuto conto che sotto c’è un dislivello di almeno dieci metri. Sta lì da diversi mesi, ingrandendosi a vista e, tranne la protezione che si può osservare attraverso la foto, null’altro lascia presagire che rapidamente il problema sarà risolto.

A due passi, esattamente in via Lenin Mancuso, fa bella mostra un tombino scoperto. Se queste foto rappresentano solo un esempio, in realtà, potremmo riempirne un album intero, dettagliandovi, sui pericoli diffusi in tutta la città. Il rimbalzo di competenze genera “ritardi”, (usando benevolmente questo termine!), il cui unico risultato è ottenere l’esasperazione dei cittadini che non trovano risposte rapide ed efficienti, soprattutto quando c’è di mezzo la propria e l’altrui vita.
Non sono pochi i cittadini costretti a ricorrere a cure mediche a causa di cadute (sbalzati dalla sella del proprio motorino) ma ci sono stati anche casi di chi ha subito gravissime lesioni permanenti e chi, sull’asfalto, ha perso la vita.

Le cause di tutto ciò sono sicuramente diverse, dalle numerose cavità naturali che possiede la città, al cattivo ripristino del manto stradale dopo lavori di scavo, siano essi imputabili all’Amg (manutenzione cavi elettrici) all’Amap (condotte dell’acquedotto), Amia (manutenzione del manto stradale). Il Comune lancia una sfida per la soluzione del problema: 15 mln di euro, affidati ad Amia (ci auguriamo regolarmente rendicontati) per ristrutturare chilometri, di asfalto cittadino.
 

 
L’assessore Rappa. Una squadra multifunzione fatta da tecnici
 
PALERMO - “Abbiamo da qualche giorno costituito -spiega Sergio Rappa, assessore comunale alle Manutenzioni, da noi intervistato - una squadra multifunzione, formata da tecnici di Amg, di Amia e dell’Amap, assieme a tecnici del comune. I primi risultati - ha proseguito Rappa - sono sotto gli occhi di tutti e in ogni caso stiamo cercando di portare a regime gli interventi per recuperare il tempo perduto. Inoltre, ma non di minore importanza, stiamo studiando il modo per definire in maniera semplice, un registro dei lavori stradali. Un solo elenco - ha così concluso l’assessore - dove le ditte dovranno annotare gli scavi stradali eseguiti, così da potere individuare immediatamente su chi rivalersi per eventuali manchevolezze sui ripristini. Da parte nostra ci auguriamo che tutto ciò prosegua per assicurare alla città risposte rapide ma soprattutto efficienti”.

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Voragine tra le vie Mancuso e Acacia (cdg)
Voragine tra le vie Mancuso e Acacia (cdg)
Tombino scoperto in via Mancuso (cdg)
Tombino scoperto in via Mancuso (cdg)