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Una coop sui terreni confiscati e sede rinnovata: l’anno di Libera
di Alessandro Petralia

A Catania il 2010 ha segnato una svolta per l’associazione di volontari presieduta da don Ciotti. La Provincia ha concesso 20 mila euro per risistemare via Grasso Finocchiaro

Tags: Libera, Beppe Montana, Dario Montana



CATANIA – Finito un anno comincia l’altro: anche per “Libera – associazioni, nomi e numeri contro la mafia”, che anche in questo 2011 rinnova il proprio impegno nella lotta alla criminalità organizzata e nella sensibilizzazione ai temi della legalità e della giustizia. E lo fa, in tutta Italia, a partire dai territori attraverso iniziative, manifestazioni e attraverso l’opera quotidiana prestata da tanti volontari: anche a Catania.

Qui  il 2010  appena conclusosi è stato per “Libera” un anno di svolta: si è infatti finalmente costituita la cooperativa sociale “Beppe Montana - Libera Terra”, che gestisce e coltiva presso la piana di Catania circa 100 ettari di terreni confiscati alle cosche etnee: terreni che per anni sono stati veicolo e strumento di un’economia mafiosa e parassitaria e che invece ora sono sempre più inseriti in un circuito economico pulito e alla luce del sole e stanno tornando finalmente ad essere produttivi.

“Siamo soddisfatti – afferma Dario Montana, fratello del poliziotto ucciso dalla mafia nell’estate del 1985 e coordinatore di “Libera” Catania – del 2010 appena trascorso: per noi è stato per molti versi un anno di svolta. Innanzitutto perchè si è finalmente costituita la cooperativa per la gestione dei terreni confiscati alla mafia: un percorso lunghissimo, a cui abbiamo lavorato per anni e che finalmente ora è realtà”.

La cooperativa “Beppe Montana”, lo ricordiamo, è stata costituita da sei ragazzi, selezionati per bando pubblico curato dalle Prefetture di Catania e Siracusa e dai Comuni su cui ricadono i terreni dati in gestione in collaborazione con “Libera”: i soci-lavoratori, tutti disoccupati alcuni dei quali affetti da svantaggio psicofisico, hanno seguito un lungo corso di formazione e adesso stanno dissodando e mettendo a coltivazione i primi ettari di terreno.

“Il difficile - continua Dario Montana - viene adesso: la cooperativa dovrà infatti inserirsi all’interno del circuito nazionale di Libera Terra, il marchio con cui si commercializzano i prodotti biologici provenienti dai terreni confiscati alla criminalità organizzata”.
“Inoltre - conclude Montana - i soci che hanno costituito la coop non conosscevano ‘Libera’  prima di essere selezionati ed è quindi importante che assorbano i valori di legalità e giustizia che essa veicola e se ne facciano a loro volta portatori presso la società civile”.

Il 2010 ha portato con se un’altra importante novità per “Libera” Catania: la Provincia ha deliberato infatti un contributo di 20 mila euro per la sistemazione della sede di via Grasso Finocchiaro, che “Libera” condivide con i ragazzi di “Addiopizzo”.
Il finanziamento - ci spiegano - servirà a mettere a norma tutti gli impianti dell’immobile e, se la cifra sarà bastevole, a curare anche parte degli arredi interni ed esterni: la sede di Catania non avrà così nulla da “invidiare” a quella di Palermo e delle maggiori città italiane.
 

 
Programmi 2011. “Accendere con decisione i riflettori sul tema legalità”
 
CATANIA - “Libera” ha dunque centrato importanti obiettivi nel 2010: una giovane cooperativa in piena attività e soprattutto la sede completata e rinnovata consentiranno all’associazione di puntare ad obiettivi ambiziosi per il nuovo anno. “Per il 2011 - spiega Dario Montana - sarebbe importante ampliare la composizione di ‘Libera’ e magari favorire un certo ricambio nelle posizioni di coordinamento: e credo proprio che grazie alla nuova sede questo obiettivo possa essere realizzato”. Ugualmente importante sarebbe anche accrescere il numero degli associati: a Catani “Libera” conta infatti 200 associati, compresi però i soggetti collettivi. “Libera” ha infatti la peculiarità di essere innanzitutto un’associazione di associazioni, ancor prima che di singoli cittadini: è quindi difficile fare una stima precisa di quanti siano i singoli aderenti all’associazione. “È inoltre fondamentale - conclude Montana - accendere e ampliare l’attenzione della città su quanto stanno realizzando i ragazzi della cooperativa sui terreni confiscati  alle cosche catanesi ed in generale su quanto di buono succede in città dal punto di vista della promozione legalità”.

Articolo pubblicato il 22 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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