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Catania - Mercato di Ognina: l’illegalità prospera senza nessun freno
di Antonio Borzì

Il Comune promette interventi ma sembra impotente di fronte a un fatto che si ripete ogni settimana. Bancarelle abusive vendono pesce e prodotti agricoli privi di tracciabilità

Tags: Catania, Ognina, Abusivismo, Franz Cannizzo



CATANIA - Ci sono luoghi, ci sono rumori e ci sono odori che riempiono in modo indelebile e insostituibile la vita di ogni cittadino catanese. La domenica mattina la passeggiata al lungomare diventa quasi un obbligo morale a cui non si può rinunciare. Spesso, infatti, le famiglie con i bambini dedicano il proprio tempo libero per un’uscita all’aria aperta fra un gelato e una risata. E spesso questa passeggiata finisce nel porticciolo di Ognina, dove i pescatori vendono il pesce appena pescato e dove frutta e verdura vengono vendute direttamente dalle vetture in sosta.
Insomma, un quadro romantico… ma illegale.

Illegale perché è tutto sprovvisto di autorizzazioni e illegale poiché il materiale commerciato non è soggetto ad alcun controllo da parte della autorità competenti, con tutti i rischi che ne conseguono per la salute degli acquirenti. Un fenomeno che si ripete da anni e che non accenna a diminuire, anche a causa delle mancate azioni di contrasto da parte delle forze dell’ordine, che sembrano girarsi dall’altro lato di fronte a questo specchio di vita catanese.

Infatti, mentre tanto clamore ha suscitato la pescheria con interventi immediati per regolarizzarla,  poco o nulla si fa per questo mercato domenicale, dove il detto “occhio che non vede, cuore che non duole” sembra essere diventato una regola.
L’assessore alle Attività produttive del Comune di Catania, Franz Cannizzo spiega amareggiato come quello di Ognina sia “un mercato abusivo spontaneo e non regolarizzato”. Un’ammissione a cui dovrebbe succedere un intervento per regolarizzare la vendita e permettere il rispetto dei principi di legge.

“Questo sistema- ha aggiunto Cannizzo - non ha alcuna autorizzazione da parte dell’amministrazione ma continua imperterrito. Noi cercheremo in ogni modo che venga impedita la vendita soprattutto dei beni ittici che devono essere commerciati nel rispetto delle regole igienico-sanitarie”.

I classici buoni propositi a cui non seguono però degli interventi concreti. Come si vede dalle foto ogni settimana si verifica un’autentica kasbah dove tutto avviene, dove nessuno è regolare e tutti abusivi.
Se poi sommiamo l’altra consuetudine degli irregolari che vendono i cd masterizzati al lungomare, notiamo come quella passeggiata salutare diventi un’autentica passeggiata dell’illegalità. E non si può che sottolineare come, a memoria, gli unici interventi repressivi siano riconducibili al periodo estivo, quando su quest’angolo cittadino l’attenzione aumenta e tutti si ricordano del rispetto delle regole.

Articolo pubblicato il 08 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Il pesce venduto dalle barche (ab)
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Venditori abusivi di frutta (ab)
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