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Catania - Decentramento ancora inattuato, ennesima promessa dimenticata
di Melania Tanteri

Riorganizzazione delle Municipalità: si parla di trasferire maggiori competenze e ridurne il numero. Ancora nulla di fatto nonostante i solleciti inviati dalla Regione siciliana

Tags: Catania, Decentramento



CATANIA - Lo impone la legge, lo chiedono i rappresentanti dei quartieri eppure, a Catania, rimane ancora un desiderio che non trova applicazione. È il cosiddetto Decentramento amministrativo, regolato dalla Legge regionale n. 22 del dicembre del 2008 che, insieme agli articoli 33 e 36 dello Statuto del Comune di Catania e del Regolaento sul Decentramento urbano, prevede che alle circoscrizioni cittadine vengano assegnate funzioni e adeguate risorse finanziarie, tecniche e di personale per un corretto svolgimento delle attività di loro competenza e che, nonostante sia richiesto a gran voce, non ha ancora trovato applicazione.

L’ultimo Consiglio comunale aveva fatto pensare a una svolta relativa alle municipalità, dal momento che l’unico punto all’ordine del giorno era proprio il decentramento e sul documento presentato all’assise cittadina erano state poste le firme di tutti i capigruppo, sia di maggioranza che di opposizione. Eppure, anche in questo caso, si è dovuto assistere a un nulla di fatto, dal momento che la seduta è stata rinviata per mancanza del numero legale.

Una delusione per i dieci presidenti di circoscrizione, presenti in aula al momento del dibattito, che da tempo chiedono al sindaco e all’intera amministrazione di dare seguito a quanto imposto dalla legge e dotare le municipalità di poteri trasferendo le competenze per il verde pubblico, le manutenzioni stradali, l’illuminazione pubblica, l’edilizia e le manutenzioni scolastiche. Richiesta giunta anche dall’assessorato regionale agli Enti locali che, qualche mese fa, ha inviato una circolare, dopo un incontro con una delegazione di consiglieri di circoscrizione siciliani. Nel documento si invitava il Comune di Catania, insieme a quelli di Palermo e Messina, a rendere effettivo il decentramento amministrativo e il trasferimento delle deleghe alle municipalità.

“Questo atteggiamento da parte dell’amministrazione – ha spiegato Sebastiano Anastasi, presidente della sesta municipalità e portavoce del comitato spontaneo dei presidenti (costituito appositamente per chiedere il rispetto della norma) – ci fa sentire un peso per la gestione della città, quando proprio noi rappresentanti delle circoscrizioni siamo l’interfaccia con i cittadini”.
“Attualmente – ha aggiunto – abbiamo poco personale e mal distribuito, pochissimi controlli, e una capacità di spesa ridotta all’osso”.

Eppure, e in questo sono tutti d’accordo, le Municipalità, se messe nelle condizioni di lavorare, potrebbero diventare una risorsa per il Comune, anche se ridotte nel numero. Tra i vari punti all’ordine del giorno, infatti, è stata inserita anche la possibilità diminuire le circoscrizioni, attualmente dieci, per risparmiare risorse importanti.
“Prima di parlare di una riduzione – affermano i presidenti – l’amministrazione dica quali poteri darà alle circoscrizioni e quale progetto di decentramento vuole portare avanti. Esiste un regolamento, ma nessun atto deliberativo da parte dell’amministrazione su cui potersi esprimere”.

In attesa della nuova seduta di Consiglio comunale, in cui dovrebbe essere votato l’ordine del giorno, rimangono molti dubbi sull’effettivo trasferimento di poteri e deleghe alle circoscrizioni che, la prossima settimana, si incontreranno per portare avanti una linea comune per pretendere il rispetto della legge.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Sebi Anastasi durante l'intervento in Consiglio comunale (mt)
Sebi Anastasi durante l'intervento in Consiglio comunale (mt)


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