Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Protocolli Ministero-Province attivaCad
di Valeria Nicolosi

Siglati tra il ministro Pubblica amministrazione Brunetta, la Provincia di Padova e l’Unione delle Province del Veneto. Dalla posta elettronica certificata alla firma digitale, individuate pure le fonti di finanziamento

Tags: Renato Brunetta, Innovazione



ROMA - Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha - nei giorni scorsi - sottoscritto dei protocolli con la Provincia di Padova e l’Unione delle Provincie del Veneto al fine di realizzare un programma di innovazione per l’azione amministrativa e agevolare questi enti nell’applicazione delle nuove regole imposte dal Codice dell’Amministrazione digitale con il dlgs. 235/2010 e nell’attuazione del dlgs. 150/2009.

Entrambi i protocolli prevedono l’istituzione di un gruppo di lavoro, che svolgerà attività di coordinamento, pianificazione e controllo, in raccordo con altre funzioni di monitoraggio eventualmente già esistenti. I quattro specialisti, che ne faranno parte, saranno scelti nell’ambito delle stesse amministrazioni, pariteticamente designati dalle parti. Con il supporto delle strutture competenti dei rispettivi uffici, essi definiranno i piani di attuazione dei progetti adottando le raccomandazioni necessarie per l’attuazione del protocollo. Le fonti di finanziamento per il reperimento delle risorse finanziarie sono state individuate dalle parti, nell’ambito delle rispettive disponibilità, alla predisposizione dell’accordo.

Come già sappiamo, il nuovo Cad impone alla pubblica amministrazione una “rivoluzione digitale” che consentirà di acquisire una maggiore efficienza ed economicità dell’azione amministrativa ed arrivare ad una complessiva riduzione dei costi. Ma come? Questo sarà reso possibile grazie all’introduzione della dematerializzazione dei documenti, della semplificazione delle relazioni con gli stakeholders, della valutazione delle performance, della condivisione dei dati, dell’automazione dei flussi informativi  e del miglioramento della gestione della governance.

Diviene inevitabile notare come alcuni enti  ne abbiano acquisito consapevolezza e, seppur tra mille difficoltà economiche, cercano di definire il contesto ottimale per rendere più semplice la trasformazione tecnologica, ma è altrettanto indispensabile notare la situazione generale dello scenario complessivo della pubblica amministrazione siciliana, dominato da palazzi che, nell’oblio dello spreco e della cattiva amministrazione, sembrano ormai essere sprofondati.

La provincia di Padova, nel paesaggio nazionale, si pone invece come esempio di amministrazione virtuosa. Essa ha, infatti,  inserito tra gli obbiettivi prioritari della propria programmazione: l’introduzione delle tecnologie della società dell’informazione, della PEC, della firma digitale, delle architetture aperte di cloud computing, Voip e molto altro. Ma non solo, si è anche impegnata di recente ad avviare un progetto per la pianificazione e la standardizzazione dei processi di dematerializzazione e la definizione di modelli di governance territoriale, sotto il coordinamento dell’Unione Province Italiane (UPI) e della Conferenza unificata Stato – Regioni. Probabilmente vorrete che vi presentassimo anche un esempio virtuoso in Sicilia. Ci spiace,ma al momento non ne abbiamo avuto notizia.
 

 
Il coinvolgimento delle Province per l’eliminazione del digital divide tecnologico e digitale
 
Allo scopo di conseguire le finalità preposte dai protocolli, gli interventi specifici che verranno attuati sono: la realizzazione di istituti di valorizzazione del merito e della produttività, la promozione e l’utilizzazione di procedure e di modulistica standard anche per gli enti locali, la formazione e l’informazione dei dipendenti sulle modalità applicative imposte dal dlgs. N. 150/2009 e l’utilizzazione degli strumenti del Cad attraverso la presenza dei Centri Servizio Territoriali provinciali.
Per consentirne l’avvio, il Ministero per la Pubblica Amministrazione si impegna a fornire il necessario supporto mediante attività di consulenza e assistenza tecnica, attraverso le proprie strutture.

La Provincia di Padova e l’Unione Regionale delle Province del Veneto, invece, come previsto dai rispettivi protocolli, concorreranno con le proprie banche dati all’attuazione degli obbiettivi e delle attività, le promuoveranno attraverso i propri canali di comunicazione e, per assicurarne la massima efficacia amministrativa, collaboreranno anche con gli altri enti firmatari del protocollo. Particolarmente rilevante è il ruolo che in questa fase della riforma è dato alle aziende e ai privati. Per questi, non solo la PA prevede agevolazioni e semplificazioni burocratiche a più livelli, ma cerca di introdurli in un vero e proprio sistema produttivo, con soluzioni di partnership pubblico-privato, definendoli anche stakeholder o interlocutori. A tal proposito, i protocolli suesposti propongono il loro coinvolgimento per l’eliminazione del Digital divide sia tecnologico che culturale.
 

 
A dicembre siglato da Brunetta protocollo con Regione Siciliana
 
PALERMO - La Regione Siciliana, si è impegnata con un protocollo siglato col ministero a dicembre 2010, ad adottare ogni strumento utile a favorire la dematerializzazione dei suoi documenti, la circolarità delle sue banche dati nonché l’istituzione dello sportello unico per le imprese e il rafforzamento di Linea Amica e di Reti Amiche. Con l’iniziativa “Mettiamoci la faccia”, i cittadini potranno anche esprimere direttamente una propria valutazione sulla qualità del servizio appena ricevuto dagli uffici regionali.
 
La Regione Siciliana si è impegnata anche nell’innovazione dei modelli di selezione e di gestione delle risorse umane attraverso il progetto “Vinca il Migliore” così da garantire il miglioramento delle performance delle pubbliche amministrazioni.

La Regione si è posta l’obiettivo anche di agevolare il rapporto tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese migliorando l’offerta dei servizi regionali nel settore della sanità. Questo avverrà non solo attraverso l’invio telematico dei certificati di malattia da parte dei medici per i lavoratori sia del settore pubblico che privato ma anche con l’introduzione della ricetta digitale e la diffusione del Fascicolo Sanitario (Fse). Verrà inoltre sostenuto il processo di integrazione del Centro Unico di Prenotazione (CUP) regionale, con l’obiettivo di consentire sia la prenotazione online delle prestazioni sanitarie sia l’ottimizzazione dei costi e dei tempi di attesa, semplificando e standardizzando le procedure di autorizzazione per le attività d’impresa. I programmi di misurazione e di riduzione degli oneri amministrativi e dei termini procedimentali consentiranno gradualmente la riduzione del 25% degli oneri amministrativi gravanti su cittadini e imprese.

Sulla base di quanto stabilito nel Protocollo, la Regione Sicilia adotterà inoltre ogni strumento idoneo per prevenire il rischio di corruzione e di illeciti a danno della Pubblica Amministrazione. Tra questi si segnalano i “Patti di Integrità” in materia di evidenza pubblica e l’adesione al “Decimo Principio del Global Compact” promosso dalle Nazioni Unite.

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐