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Fotovoltaico, i conti non tornano. Disparità tra venduto e installato
di Bartolomeo Buscema

Analizzando i dati del Gse emerge la sproporzione di moduli e inverter rispetto agli impianti “esistenti”. Risultato: molti furbetti, per godere delle tariffe più alte, hanno reso false dichiarazioni

Tags: Fotovoltaico, Energia



CATANIA - La Legge 129/2010  che riconosce le tariffe incentivanti  del  2010 agli impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio entro giugno 2011 ha innescato una incredibile corsa alla realizzazione di impianti fotovoltaici.
Ecco i numeri forniti dal Gse (Gestore servizi elettrici): lo scorso anno sarebbero stati (il condizionale è d’obbligo) installati circa 6.000 MWp d’impianti fotovoltaici; anche se una quota di tale potenza, circa 4000 MWp, è legata a dichiarazioni cartacee di fine lavori entro il 31 dicembre 2010.

In breve, dichiarando la fine lavori di un impianto fotovoltaico entro il 31 dicembre 2010, anche se l’allacciamento alla rete elettrica avverrà entro il 30 giugno 2011, è possibile ottenere le tariffe incentivanti relative al 2010 che sono più remunerative.
è una corsa o meglio una sorta di accaparramento di tariffe incentivanti più convenienti che non ha una sua ragionevole giustificazione, posto che le nuove tariffe, almeno per il primo quadrimestre 2011, non sono poi così ridotte.

Sta di fatto che i numeri del boom fotovoltaico hanno dell’incredibile che mal si accordano con i dati disponibili sulle vendite di moduli fotovoltaici e inverter dei principali operatori del settore.
Com’è allora possibile che si sono venduti moduli fotovoltaici e inverter in quantità minore di quelli installati?
Probabilmente, come da più parti evidenziato, perché molti furbetti, per avere tariffe più alte, hanno reso false dichiarazioni di fine lavori al 31 dicembre 2010.

A tal punto che il GIFI (l’associazione di categoria delle aziende che operano nel fotovoltaico), in un recente comunicato, ha ritenuto che sia innanzitutto fondamentale verificare che gli impianti siano stati realmente installati.
La stessa GIFI non sembra essere troppo entusiasta di tale boom di richieste d’installazioni. è convinta che crescite così rapide non favoriscono il regolare andamento del mercato del fotovoltaico.Come ampiamente dimostrato da esperienze analoghe in altri paesi europei .

La forte domanda del 2010 ha spinto ad aumentare sensibilmente la capacità produttiva di celle e moduli fotovoltaici. A tal punto che già quest’anno si prevede una sovrapproduzione di pannelli con un conseguente calo dei prezzi e un inasprimento della competizione tra produttori.

è un quadro generale che potrebbe rimettere in discussione le strategie del governo sulla tecnologia fotovoltaica al 2020. Con la riduzione nel breve termine delle tariffe incentivanti.
Quanto a oggi, sarebbe opportuno che il Gse controllasse in tempi rapidi l’effettiva installazione degli impianti fotovoltaici. Per capire come stanno realmente i fatti.

Articolo pubblicato il 12 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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