Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

12 milioni per rilanciare i villaggi rurali
di Dario Raffaele

Finanziata con fondi del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007-2013, la misura 322, boccata d’ossigeno per i borghi. Interventi ammissibili per il recupero di edifici da adibirsi ad attività collettive turistico-culturali

Tags: Salvatore Barbagallo, Turismo, Villaggi Rurali



PALERMO - Il dipartimento interventi infrastrutturali in agricoltura, diretto da Salvatore Barbagallo, ha finanziato con fondi del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007 - 2013, la misura 322 “Sviluppo e rinnovamento dei villaggi”. Si tratta di un’occasione di rilancio per quelle piccole realtà locali che necessitano dell’intervento pubblico per diventare, o tornare ad essere, elementi di aggregazione della popolazione residente e di attrazione per le popolazioni dei centri urbani, per i visitatori e i turisti nazionali ed internazionali.

La misura prevede il recupero di edifici e di strutture ad uso collettivo, ubicati in piccoli centri e borghi rurali, aventi una popolazione residente inferiore a 500 abitanti, da adibirsi ad attività collettive, turistico-culturali e di servizio. Gli interventi ammissibili sono quelli riguardanti la sistemazione e l’adeguamento (compresi gli interventi riguardanti le reti idriche e fognarie, le reti elettriche, telefoniche e info-telematiche) di:
–fabbricati destinati alla degustazione dei prodotti locali e alla presentazione del territorio e delle sue risorse;
–fabbricati destinati alla proposizione di procedimenti tradizionali di lavorazione dei prodotti agricoli e artigianali locali;
–fabbricati e strutture di interesse storico o culturale per la valorizzazione e lavorazione dei prodotti tipici o locali e delle attività connesse;
–fabbricati e strutture di interesse storico, culturale e ambientale; -strutture e manufatti tradizionali destinati alla fruizione collettiva (forni, lavatoi, corti comuni, ecc.).

I fabbricati o manufatti oggetto di intervento dovranno essere pubblici ed avere caratteristiche costruttive e architettoniche storiche. Sono, inoltre, ammissibili interventi di recupero di prospetti di edifici privati inseriti in contesti di pubblica fruizione (es. piazze, cortili, ecc.). Per gli investimenti che interesseranno le aree Natura 2000 sarà adottata la valutazione di incidenza.
Al finanziamento dei progetti presentati si provvederà con una dotazione finanziaria di 12 milioni e mezzo di euro, con un sostegno in conto capitale fino al 100% della spesa ammissibile.

Sarà determinante, per l’efficacia degli interventi, la capacità che i comuni avranno nel coinvolgere la popolazione e gli operatori del territorio, nel concentrare le risorse su azioni realmente funzionali e durature che migliorino realmente le condizioni e le opportunità di vita nelle aree rurali.

Una prima boccata d’ossigeno per gli 829 borghi siciliani: “centri e nuclei storici” che sono stati censiti con lavoro certosino dall’assessorato regionale ai Beni culturali all’interno del Piano paesistico che individua le strutture insediative aggregate, storicamente consolidate, delle quali occorre preservare e valorizzare le specificità storico-urbanistico-architettoniche in stretto e inscindibile rapporto con quelle paesaggistico ambientali.
 


L’approfondimento. Sono 829 i borghi censiti in tutta la Sicilia
 
Dal secolo X, borgo indica “un centro abitato di media grandezza e importanza, caratterizzato solitamente da un’economia commerciale e da una zona periferica prevalentemente agricola”.
Ma è dal punto di vista turistico che il termine “borgo” assume una valenza tale da farlo diventare l’elemento cardine, la cellula basilare, attorno a cui sviluppare un piano di promozione turistica moderno ed efficace.
In questo senso, per borgo si intende un luogo opportunamente restaurato ove sono fiorite e sono state valorizzate tutte le attività locali di artigianato, i prodotti agricoli, le cantine, le attività di ristorazione, musei e pinacoteche, un luogo in cui imprenditori avveduti (non ostacolati dalle ragnatele della burocrazia) hanno fatto nascere strutture ricettive a dimensione familiare come Bed and breakfast e agriturismo.
I borghi sono ancora, o dovrebbero essere, quei luoghi dove, sindaci intelligenti e capaci, hanno promosso eventi a tutti i livelli, capaci di attrarre turisti che vogliono conoscere la storia attraverso le testimonianze di oggi.
Intesi in questa concezione moderna, i borghi sono stati e sono la causa della grande ricchezza di regioni come la Toscana, l’Umbria, l’Abruzzo e le Marche, solo per citarne alcune.

Articolo pubblicato il 15 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus