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Spesa sanitaria: 485 € a testa dallo Stato contro 62 € alla Toscana e 63 € al Veneto
di Liliana Rosano

In Sicilia il concorso al finanziamento della spesa sanitaria più alto in base al Rapporto 2009 “Spesa statale regionalizzata”. Scarsa partecipazione dall’Isola al finanziamento del debito pubblico. Più attivi in Lombardia e Lazio

Tags: Sanità, Spesa Sanitaria



Sopravvive ancora la vecchia filosofia assistenzialista in Sicilia e in Italia, dove il governo centrale supporta la politica economica regionale attraverso un rilevante sostegno economico.
Così almeno emerge dall’ultimo Rapporto sulla spesa regionalizzata curato dal ministero dell’Economia e delle Finanze ed elaborato su dati Istat.
Nero su bianco, la spesa finale per abitante riguardante le missioni e i programmi.
Le voci sono numerose: dalle politiche ambientali a quelle comunitarie, allo sviluppo sostenibile, all’educazione scolastica ed universitaria.

Una grossa parte della spesa statale pro-capite che arriva nelle casse siciliane è quella destinata all’istruzione scolastica. Ogni abitante siciliano infatti riceve 675 euro ai fini di un’adeguata istruzione scolastica e 211 euro per l’istruzione universitaria.
Cifre che confermano l’alto tasso di bisogno al Sud di interventi da parte dello stato, visto che Basilicata, Calabria e Campania sono in testa con una cifra maggiore destinata all’educazione scolastica per abitante (rispettivamente 745,783, 706).

In tempi di spinte regionaliste e di federalismo fiscale, questi sono dati che fanno di certo riflettere. Ci si chiede allora se le regioni, soprattutto quelle del Sud, potranno sopravvivere senza un eventuale supporto da parte del governo centrale.
Ma se è l’educazione scolastica il settore dove lo Stato spende di più in Sicilia, per quanto riguarda il “Concorso dello Stato al finaziamento della spesa sanitaria” addirittura la Sicilia è al primo posto con 485 euro a cittadino. Al secondo c’è il Lazio ma con un forte distacco: 281 euro pro capite. La Toscana e il Veneto, tra le più virtuose sul piano della gestione della Sanità, ricevono rispettivamente 62 euro e 63 euro pro capite.

Per quanto riguarda l’altra missione “Tutela della salute” alla Sicilia va una cifra vicina alla media: 17 euro, mentre la media Italia è 16 euro, al Veneto 5 euro pro capite e alla Toscana 20.
Si investe poco in Sicilia per ricerca e innovazione. Un dato che non sorprende del tutto e che conferma l’arretratezza tecnologica e nel settore della ricerca con cui l’Isola deve fare i conti. Sono infatti soltanto 7 gli euro per abitante che vengono spesi per questo settore. Una cifra irrisoria se paragonata agli 81 euro della Liguria e 70 per il Lazio.
Sicuramente la Lega insorgerebbe di fronte al dato che vede in testa la regione Lazio con 407 euro per abitante destinate alle politiche economico-finanziarie e di bilancio.

La regione, con Roma capitale, si distacca dalla media delle altre regioni italiane a cui lo Stato destina circa 100 euro per abitante e 115 euro in Sicilia. Piangono le casse anche per le politiche per il lavoro di cui l’Isola avrebbe bisogno, considerato l’alto tasso di disoccupazione. Se non c’è molto anche per le altre regioni, al governo siciliano toccano solo 17 euro per abitante, contro i 19 del Molise. E questa volta i governatori centrali e soprattutto leghisti non possono lamentarsi, accusando la Sicilia di “succhiare” dalle casse dello stato in continuazione soldi per saldare i loro debiti.

I siciliani, infine, investono poco in titoli del debito pubblico, e così per interessi sul debito pubblico lo Stato si trova a pagare molto di più al cittadino lombardo (967 euro) o laziale (1.117 euro) piuttosto che al siciliano (solo 82 euro a testa). È scritto, infatti, nel rapporto “Spesa regionalizzata 2009” che  la spesa per interessi sui titoli del debito pubblico è costituita dagli interessi corrisposti a soggetti residenti sui BOT, sui CCT e sui BTP ed è stata regionalizzata in base ai dati di una rilevazione campionaria della Banca d’Italia sui depositi dei titoli pubblici presso le maggiori banche italiane.

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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