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Quotidiano di Sicilia

Trapani - Più burocrazia che infrastrutture e le imprese traslocano altrove
di Vincenza Grimaudo

La desolante situazione di Marsala è emersa in un incontro tra gli artigiani e l’assessore Venturi. Il segretario Cna Giacalone: siamo una delle province con meno aree industriali

Tags: Impresa, Burocrazia, Infrastrutture



MARSALA (TP) – Le imprese cercano le migliori condizioni ambientali ed economiche ma quando manca soprattutto quest’ultimo aspetto e per di più ci si mette anni per delle semplici carte bollate è ovvio che l’imprenditore va altrove. Ed è quello che succede anche in provincia di Trapani e specificatamente a Marsala, la città più grande del territorio e quella che ha anche più aziende operanti. Ovvio che questo tipo di allarme si faccia sentire di più da queste parti.

“Le imprese sono costrette ad adeguarsi al mercato. Si spostano alla ricerca di costi più bassi e risorse più qualificate. Un dipendente oggi arriva a costare, solo come contribuzione, dagli 800 ai 1.000 euro al mese. Questo non fa che scoraggiare l’assunzione e spingere alla delocalizzazione” ha spiegato il segretario provinciale della Cna Luigi Giacalone che nel corso di un incontro organizzato appositamente ha chiesto il sostegno della Regione per aiutare invece le piccole imprese artigiane, di cui è formato il tessuto imprenditoriale locale, a rimanere sul territorio ma soprattutto a trovare le adeguate forme di sostentamento.

“Togliendo le aree metropolitane, Trapani – ha spiegato ancora Giacalone – è una delle province più sviluppate dal punto di vista imprenditoriale ma una delle meno attrezzate dal punto di vista delle aree industriali. Un’altra questione che scoraggia gli investimenti sul territorio.  E’ necessario che la Regione  indirizzi gli impegni economici e le proprie  risorse verso la creazione degli spazi dove le imprese possono crescere”. Tra gli esempi riportati a proposito di aree industriali proprio Marsala: “C’è un progetto – ha ricordato Giacalone - che riguarda contrada Matarocco, presentato nel 1992, con pareri positivi di Genio Civile e Provincia, ma fermo all’assessorato Territorio e Ambiente, un progetto che darebbe respiro alla città”.

“Chiediamo tutela del territorio e sostegno alle imprese: su questo si deve basare la strategia economica principale della Regione – è stato affermato un po’ tutti gli intervenuti - Vorremmo avere una Regione amica. Ci sono imprese che hanno fatto investimenti. Servono strumenti celeri ed efficaci ma soprattutto che ciò sia fatto nei tempi dell’impresa non della politica”. Dopo avere ascoltato i vari interventi e le richieste dei presenti, l’assessore Venturi ha garantito l’impegno suo e della Regione.
 

 
Accesso al credito. Le banche chiudono i rubinetti e falliscono le aziende familiari
 
MARSALA (TP) - Gli artigiani hanno avanzato all’assessorato regionale alle Attività produttive richieste ben precise: non contributi a fondo perduto ma più attenzione all’accesso al credito; il rifinanziamento della Crias; il credito d’imposta regionale anche per l’assunzione dei dipendenti. “Questo - ha detto Giacalone - permetterebbe agli artigiani di risolvere i problemi con la Montepaschi Serit Il quadro prospettato non è certo roseo: Il 45 per cento delle imprese artigiane e il 52 percento delle imprese commerciali non paga i contributi previdenziali. E se non pagano è solo perché altrimenti non potrebbero sfamare la famiglia”. E in più il 35 percento di loro ha un contenzioso aperto con la Montepaschi Serit. “Se un falegname fallisce perché Montepaschi gli fa il pignoramento – ha sottolineato il segretario regionale della Cna, Mario Filippello - è un’impresa familiare che fallisce, un tessuto economico. Le banche hanno chiuso i rubinetti ma l’accesso al credito è fondamentale per sopravvivere”.

Articolo pubblicato il 26 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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