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Lotta alla contraffazione per un mercato sano
di Liliana Blanco

Forum con Gianfranco Ardizzone, comandante della Guardia di Finanza di Caltanissetta

Tags: Gianfranco Ardizzone, Guardia Di Finanza, Caltanissetta



Come valuta l’attività svolta nel 2010?
“Posso ritenermi soddisfatto. E’ un consuntivo di tutto rispetto. Abbiamo riservato attenzione a tutti i settori operativi che ci riguardano soprattutto con un occhio rivolto alle tendenze del momento come la lotta alla contraffazione che crea squilibri all’economia perché determina il fenomeno della concorrenza sleale. Da quello che noi riscontriamo nel lavoro di monitoraggio delle aziende che praticano la contraffazione in percentuale del 90%, ne deriva il sommerso d’azienda ed il sommerso di lavoro, ovvero il lavoro nero. Il sommerso di azienda interessa le ditte che lavorano completamente a nero. Abbiamo scoperto 49 lavoratori irregolari. Ci sono aziende che hanno nel loro organico una parte di lavoratori in nero e 40 aziende completamente sconosciute al fisco. Questo è un filone della nostra attività di servizio molto importante perché pone le basi per il ripristino del tema della legalità contro la concorrenza sleale. Analizzando i dati delle aziende della provincia si sente la crisi. Il fenomeno blocca gli investimenti nel nostro territorio: ci sono sempre minori investitori attratti dal nisseno come è stato annunciato anche dalla associazioni di categoria e questo danneggia l’economia. Il dato è sconfortante in questo momento di crisi: l’imprenditore tende ad industriarsi per risparmiare, evadendo il fisco. La concorrenza sleale crea l’anello che ci interessa perché va a danneggiare l’operatore che non evade: noi lavoriamo per riportare alla normalità le condizioni di mercato e proteggere l’imprenditore onesto che paga le imposte cercando di smascherare chi lavora fuori dalla legalità”.

Quali sono gli altri reati che caratterizzano il nisseno?
“A tutela delle uscite di bilancio nella spesa pubblica, ci occupiamo dell’area fiscale tributaria: in questo caso il dato del 2010 è in linea con quelli rilevati negli anni scorsi. Le nostre indagini infatti non interessano solo la sfera delle entrate a favore dello Stato ma anche le uscite degli enti locali: l’obiettivo è dare un segnale del lavoro della Gdf nei confronti della cittadinanza. Sono stati scoperti, nei casi di acquisizione di prestazioni sociali agevolate, persone che acquisivano da parte del Comune contributi senza averne i requisiti. In quest’ambito abbiamo scoperto che un titolare di un’azienda aveva ottenuto l’assegnazione di contributi per un importo di 20 mila euro in due anni: ne è seguita una segnalazione. Questo è il senso del lavoro che svolge la Gdf finalizzato a monitorare le entrate e le uscite dello Stato ma anche dei Comuni e delle Province per garantire il rispetto delle regole da parte dei privati, ma anche delle istituzioni pubbliche sul territorio che è quello più vicino al cittadino rispetto allo Stato: è dalle realtà locali che parte il ripristino della legalità. Ci occupiamo anche della tutela dei fondi strutturali, agevolazioni che provengono dalla Regione e dalla Comunità europea: Siamo un organismo di polizia economico-finanziario ed abbiamo un collegamento diretto con gli investigatori dell’Olaf di Bruxelles, noi  riceviamo gli input per andare a verificare chi sono colori i quali ricevono le contribuzioni, sia privati che enti pubblici. Controlliamo l’ente pubblico come percettore dei fondi europei, per l’eventuale ipotesi di danno erariale degli amministratori. Per svolgere questa attività siamo in continuo contatto con la Corte dei Conti”.

Nel nisseno qual è la situazione del danno all’erario?
“Nel 2010 non ci sono stati episodi di particolare rilevanza: l’ultimo risale all’anno precedente. In quel caso si trattava di spese fatte attraverso l’Asl per le quali sono stati riconosciuti danni erariali da imputare a professionisti. Fra le nostre competenze c’è l’attività di Polizia giudiziaria che ci impegna molto in questa terra: siamo in collegamento con la rinnovata associazione degli industriali. Cerchiamo di dare il nostro contributo contro la cultura della legalità: abbiamo denunciato 293 soggetti di cui 53 sono stati arrestati. Abbiamo sequestrato alle organizzazioni criminali 21 milioni di euro fra beni mobili ed immobili. Dati attenzionati dal Comando generale e regionale. I beni confiscati vengono poi assegnati ad associazioni ed enti attraverso organismi di vigilanza creati di recente e la Prefettura. Un maggiore impegno è stato profuso con l’arrivo del Procuratore generale Scarpinato e del Procuratore Lari che hanno voluto creare un pool con la Questura per vigilare sul territorio”.
 

 
La crisi ha fatto aumentare l’evasione fiscale. Attacco ai patrimoni mafiosi per la legalità
 
In che modo il cittadino può contattarvi? A che livello si attesta l’evasione fiscale?
“Il 117 è il nostro numero di pubblica utilità, punto di riferimento per la segnalazione dei cittadini. Un centro di smistamento delle chiamate che garantisce l’anonimato, ma le segnalazioni anonime stanno diminuendo, segno di una rinnovata presa di coscienza dei cittadini. Quest’anno abbiamo individuato redditi con un incremento di 119 mln di euro (+ 11 % rispetto al 2009), il che denota un aumento esponenziale dell’evasione in tempi di crisi. Un dato preoccupante in quanto l’incremento dei redditi non denota uno sviluppo economico maggiore ma una palese evasione del fisco. I tempi di pagamento da parte della pubblica amministrazione per le aziende che lavorano con gli enti pubblici, si attestano ai 18-24 mesi ed un’azienda che non incassa deve accendere mutui per pagare i dipendenti, i fornitori e le imposte senza ricevere le spettanze in tempi ragionevoli. Abbiamo conteggiato 22,5 mln di euro di Iva evasa all’erario ed il dato è in linea con l’anno scorso”.

Quali sono gli obiettivi che vi prefiggete per quest’anno?
“Ci muoviamo senza grandi scostamenti rispetto all’anno scorso. Puntiamo al mantenimento della legalità e alla lotta ai patrimoni delle cosche mafiose: questi sono gli obiettivi primari. La disciplina antiriciclaggio è un'altra attività primaria su cui lavoreremo. Ci sono molte segnalazioni sospette che ci arrivano dall’Uif della Banca d’Italia che raccoglie le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette e che vengono girate ai vari reparti d’Italia fra cui il nostro per garantire la legalità con la collaborazione di commercialisti e legali”.
 

 
Curriculum
 
Gianfranco Ardizzone è originario di Catania. Ha assunto il comando della Guardia di Finanza di Caltanissetta nel luglio 2007, dopo avere svolto le stesse mansioni ad Enna. Si è arruolato nella GdF nel 1979 ed assegnato alla Scuola nautica di Gaeta. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e la specializzazione in Sicurezza economico-finanziaria. Ha assunto il ruolo di comandante della Compagnia di Messina e Milazzo, del Nucleo di Polizia tributaria a Pavia e del Comando provinciale di Prato. Nel nucleo di Polizia tributaria di Milano ha collaborato con il pool “Mani pulite”.

Articolo pubblicato il 03 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Gianfranco Ardizzone, comandante della Guardia di Finanza di Caltanissetta
Gianfranco Ardizzone, comandante della Guardia di Finanza di Caltanissetta



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