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Quotidiano di Sicilia

Ispettori del lavoro inspiegabilmente ai box
di Michele Giuliano

L’Assemblea regionale siciliana ha preso posizione sul personale formato ma mai operativo, chiedendone l’immissione in servizio. 43 dipendenti della Regione hanno conseguito il tesserino frequentando un corso costato 4 mln €

Tags: Lavoro, Ispettore



PALERMO - Ci sono voluti due anni all’Assemblea regionale siciliana per accorgersi che la Regione ha speso una marea di soldi per formare nuovi ispettori del lavoro, già belli e pronti per entrare in servizio che sono rimasti quasi in blocco fuori dai giochi.

Un vero paradosso in una Sicilia che soffre in questo versante di una cronica carenza d’organico a fronte di una enorme galassia di imprese da controllare, oltre 400.000. In questi la Commissione Lavoro all’Ars potrebbe avere dato la svolta. è stato infatti votato un ordine del giorno che impegna la Regione “a procedere celermente all’immissione in servizio presso i nuclei ispettivi dei soggetti che hanno conseguito la qualifica di ispettori del lavoro, a seguito della partecipazione al corso di qualificazione professionale Formispe”.

Il riferimento è ai 4 lunghi anni per completare questo percorso di formazione per diventare ispettori del lavoro, costato ben 4 milioni di euro alle tasche della Regione. Quando tutto sembrava oramai giunto al termine, con i primi tesserini di abilitazione alla professione dati nell’ottobre del 2009, ancora una volta a mettersi di mezzo una strana combinazione mista tra burocrazia e scarsa volontà. Sta di fatto che ben 43 dipendenti della Regione, che hanno da un anno e mezzo il tesserino di ispettori del lavoro, rimangono inspiegabilmente ai box.

Il tutto avviene tra l’altro di fronte ad uno strano silenzio dell’assessorato regionale al Lavoro, interrotto solo nel marzo del 2010 per annunciare, di fronte alle continue pressioni di interrogazioni parlamentari e di mugugni, che gli ispettori nuovi sarebbero stati avviati a partire dall’1 aprile. A distanza di quasi un anno di nuovi ispettori immessi in servizio neanche l’ombra. La cosa ancor più grave è che negli ispettorati siciliani c’è una grossa carenza di ispettori. Ora però la Commissione lavoro dell’assemblea regionale è convinta di avere dato un’importante svolta: “Abbiamo fatto un passo importante – sostiene il vicepresidente dell’organismo, Filippo Panarello - per rafforzare i controlli e la sicurezza su lavoro. La risoluzione approvata dalla commissione va esattamente in questa direzione: aumentare il numero degli ispettori per contrastare il lavoro nero e far rispettare le norme a tutela dell’incolumità dei lavoratori. è importante – aggiunge Panarello, promotore della risoluzione – che personale qualificato e adeguatamente formato non venga dimenticato, specialmente in un ambito delicato come quello della sicurezza sul lavoro nel quale troppe volte si incontrano difficoltà proprio per il basso numero di ispettori”.

Nonostante l carenza di organico, dal 2007 al 2009 (ultimo anno censito), sono sempre aumentati i controlli nelle aziende e di conseguenza sono stati stanati in proporzione molti più lavoratori irregolari. Si è passati dai 2.000 irregolari del 2007 a 10.590 scovati invece nel 2009. Questo per effetto di un processo di razionalizzazione delle risorse interne dal punto di vista organizzativo di tutti gli ispettorati. Ma adesso si è arrivati davvero ad un punto di non ritorno.
 

 
La carenza di organico in tutte le province
 
Secondo quanto risulta all’ispettorato regionale del lavoro, un po’ in tutte le province esistono problemi di carenza d’organico. Soltanto Palermo dovrebbe avere in organico 80 ispettori. Anche Siracusa non sta meglio: in questo territorio vi è un’altissima concentrazione di industrie chimiche e quindi servirebbero quantomeno 50 unità per effettuare le ispezioni. Invece ce ne sono soltanto 35. Ma sulla stessa barca navigano Enna e Trapani. Secondo una ricognizione fatta ultimamente proprio dall’assessorato regionale al Lavoro, sarebbero 43 gli ispettori già arruolabili con tanto di tesserino. Altri 23 hanno completato il cosiddetto “affiancamento” (lezioni pratiche sul campo) e quindi sarebbero in procinto di avere il tesserino. Un buon numero di ispettori che avrebbero potuto già garantire un certo numero di ispezioni in più. Rifacendosi alla media di ispezioni fatte nel 2009 da ogni singolo ispettore in servizio (37,19 imprese e stanati 53 lavoratori non in regola in un anno), ad oggi si sarebbero potuti sviluppare in più, contando i 43 ispettori già con il tesserino da 8 mesi, ben 300 ispezioni ad imprese e scoperto 1.500 lavoratori irregolari.

Articolo pubblicato il 05 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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