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Messina - Iacp: il Cga contro il nuovo Cda e Laface resta ancora in sella
di Francesco Torre

Nei prossimi giorni i giudici del Tribunale amministrativo saranno tenuti a entrare nel merito della contesa. Accolto il ricorso del commissario straordinario: lo scontro politico continua

Tags: Messina, Iacp



MESSINA - Una storia già vista. Il Tar si pronuncia in un modo, il Cga esattamente all’opposto. E tutto rimane bloccato.
Sono innumerevoli i casi che stanno paralizzando la città. Pensiamo per esempio alla Zona Falcata, con il Tar che dà legittimità alla denuncia dell’Autorità portuale e il Cga che, al contrario, sbilancia ogni giudizio a favore dell’Ente porto. Risultato? Non si riesce nemmeno ad aggiustare una strada perché non si capisce di chi sono le competenze.

Stessa cosa con il secondo Palagiustizia. Il Tar si pronuncia a difesa della graduatoria del bando pubblico comunale e della società vincitrice dell’appalto, il Cga – al contrario – dà ragione ai ricorrenti. Risultato? Palazzo Zanca rischia di perdere i finanziamenti già da tempo acquisiti.

E adesso la mannaia cade anche sul settore risanamento, e non sappiamo ancora con quali conseguenze. Ricorderete sicuramente il pronunciamento del Tar del 13 gennaio scorso con il quale si obbligava la Regione siciliana a nominare un Cda dell’Iacp, di fatto già da tempo confezionato dal deputato Pdl Germanà e dalla maggioranza politica della città. La sentenza, che in pratica si proponeva di defenestrare l’attuale commissario straordinario Giuseppe Laface, in quota Fli, era stata generata da una denuncia della Provincia regionale di Messina, rappresentata dal legale Marcello Scurria. Ebbene, nei giorni scorsi quella sentenza è stata rivoltata come un calzino.
 
Il ricorso presentato proprio da Laface, attraverso l’avvocato Pasquale Gazzara e per conto dell’assessorato regionale alle Infrastrutture e la Presidenza della Regione, è stato infatti accolto in toto dai giudici palermitani del Consiglio di giustizia amministrativa (collegio presieduto da Luciano Barra Caracciolo, giudice relatore Gabriele Carlotti, componenti Guido Salemi, Pietro Ciani e Alessandro Corbino) e nessun Cda, dunque, occuperà le poltrone dello Iacp di Messina, almeno per il momento. Certo, nelle prossime settimane i giudici del Tar saranno tenuti a ripronunciarsi, entrando proprio nel merito della contesa, ma a quel punto anche gli appellanti potrebbero far nuovamente ricorso al Cga. In un gioco diabolico e quasi infinito che ci lascerebbe pure indifferenti se lo scopo dello Iacp non fosse quello di spendere soldi pubblici per dare una casa ai bisognosi. E non certo quello di essere un presidio politico a uso e consumo dei potenti di turno.
 


Rione Taormina. In arrivo le prime assegnazioni
 
MESSINA - Dopo il Villaggio Matteotti, un’altra grande area di “casette” verrà a breve demolita per dar luogo a più dignitosi appartamenti residenziali: rione Taormina.
Qui, in una porzione del territorio ampia 1.270 metri quadri, sono già stati consegnati i lavori (ammontare di 2 mln 737 mila euro) dall’assessore comunale al Risanamento, Pippo Rao, e dal commissario dello Iacp Laface alla ditta Cantieri riuniti srl. Sarà dunque possibile, alla luce di questo fondamentale passaggio, dare alle 28 famiglie che si ritroveranno sbaraccate un alloggio nuovo e definitivo in una palazzina già completata nei pressi dell’entrata sud del Policlinico. Una buona notizia, se si pensa che il procedimento in questione era stato avviato – udite udite – nel 1994, ovvero 17 anni fa. I nuovi lavori saranno diretti da Giovanni Rinaldo, anche progettista del palazzo. Si tratterà in pratica di un secondo lotto: 20 alloggi che dovrebbero aggiungersi ai 28 già fabbricati lì accanto e in procinto di essere assegnati.

Articolo pubblicato il 12 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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