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“Due i politici che hanno veicolato la cosa...”
Nel verbale di arresto del deputato regionale del Pd le intercettazioni al mediatore, l’ing. Ingrassia, anch’egli in carcere. Il tariffario delle tangenti fissato a 10 mila euro a megawatt: “Ne servono 50 mila”

Tags: Gaspare Vitrano, Fotovoltaico



PALERMO - Come sempre più spesso accade, sono state le intercettazioni telefoniche e ambientali a fornire il quadro accusatorio nei confronti di Gaspare Vitrano, 49 anni, deputato regionale del Pd, arrestato venerdì scorso dopo avere intascato una mazzetta di 10 mila euro da un imprenditore per velocizzare una pratica relativa ad un impianto fotovoltaico. Le trascrizioni sono contenute nel verbale di arresto di Pier Giorgio Ingrassia (l’ingegnere che avrebbe avuto un ruolo di mediazione tra il politico e l’imprenditore che ha denunciato la richiesta di tangente) e Vitrano, esaminato dal gip che ha ordinato la custodia cautelare in carcere per i due indagati.

Nel verbale si leggono innanzitutto le spiegazioni di Ingrassia all’imprenditore che ha denunciato il tentativo di concussione prima dell’arresto suo e dell’on. Vitrano - quest’ultimo subito sospeso dall’Ars e dal Pd - su chi fossero i “personaggi politici della cui rilevanza non poteva avere idea”: “Queste due persone, l’onorevole Vitrano e l’onorevole Bonomo... che hanno veicolato la cosa, c’era un patto chiaro, ci guadagnavano tutti, tutti d’ accordo, tutti d’amore e d’accordo”. Il deputato regionale Api Mario Bonomo, cui si fa riferimento nell’intercettazione, non risulta indagato.

Dalle intercettazioni emerge un patto fra l’ex socio dell’imprenditore che ha denunciato e Ingrassia. Grazie all’interessamento del deputato del Pd avrebbero snellito le pratiche dei cantieri per gli impianti fotovoltaici.

L’imprenditore-vittima aveva raccontato agli inquirenti che il 24 febbraio Ingrassia, ingegnere alle sue dipendenze e direttore dei lavori nei cantieri di Roccamena e Francofonte, gli aveva spiegato che ci volevano cinquanta mila euro: “Voi avete preso, fatto questi lavori... grazie ad un intervento speciale del sottoscritto a seguito di una richiesta espressa di due politici, mi hanno detto guardi dobbiamo dare questo incarico... siamo andati là e voi avete preso questi lavori ed avete fatto strada avevamo un accordo economico con Gaspare e con ‘omissis’ (fa nome e cognome del socio dell’imprenditore che ha denunciato)”.

Ed ancora: “A questo lavoro eravamo rimasti che 10 mila euro a megawatt, sarebbero stati 10 mila euro a megawatt, perché erano 6,3 megawatt, sarebbero stati in ogni caso corrisposti, infatti eravamo rimasti per 70 mila... poi c’é stato il problema che voi due megawatt non li avete potuti fare perché vi hanno tolto una serie di discussione contro discussione c’erano problemi di pagamento... ed eravamo rimasti che 50 mila euro sarebbero stati dati a queste persone, senza le quali voi non avreste potuto lavorare a questi due politici. Che se lei vuole ora ci sediamo in macchina e ci andiamo... glielo dico, sono due, uno un onorevole del Pd ed uno di Api, ci andiamo e li incontriamo, uno si chiama Gaspare Vitrano”. 

Ingrassia spiega all’imprenditore: “... lei mi deve dire domani quanto mi consegna e io dopo glielo vado a dire e come facciamo per gli altri, cioé dobbiamo pagare queste persone?... No non mi interessa, non mi interessa, domani mattina lei cortesemente non mi deve dare meno di ventimila euro, domani pomeriggio lei deve venire qua con non meno di 20 mila euro, se non succede... lei ha finito di lavorare... Le assicuro che le fanno finire di lavorare... lei ha cinque... sei... quattro cantieri... sette cantieri... glielo assicuro questo è il discorso... perché questo è in grado di fare la politica...”.

L’incontro col parlamentare regionale Pd viene fissato in via Principe di Belmonte, da dove si spostano assieme in moto fino a raggiungere l’Asp di via Cusmano. Durante il tragitto Ingrassia dice: “Se qua tutti ci comportiamo bene possiamo lavorare per i prossimi 10 anni!... Se ci comportiamo male abbiamo finito... Quanto hai portato?”. “Diecimila euro! No vabbé lunedì gli faccio avere gli altri 10, tranquillo! Lunedì entro le 11 ha tutto...”.
Commentando l’episodio, l’assessore regionale all’Energia, Giosuè Marino, ha annunciato indagini interne (ne riferiamo a pagina 11).
 


L’ingegnere scarica l’onorevole: “Ha intascato altre tangenti”
 
PALERMO - La tangente di diecimila euro non sarebbe l’unica incassata dal deputato Gaspare Vitrano per agevolare l’iter burocratico di alcuni impianti fotovoltaici. A raccontarlo, nel corso dell’interrogatorio davanti al Gip, è stato l’ingegnere Pier Giorgio Ingrassia, secondo cui, Vitrano in passato avrebbe intascato ventimila euro per un altro cantiere. Un particolare che trova conferma anche dalle intercettazioni: “Ci hanno riconosciuto tutto, tutto. Hanno riconosciuto i signori a questa terza parte e ci può parlare lei con i due fratelli”, diceva riferendosi a due imprenditori di cui nel verbale di arresto viene specificato il cognome.
Gli inquirenti sono convinti di avere scoperto un sistema ben strutturato. Più che agevolare le pratiche, il deputato sarebbe stato pagato preventivamente per non ostacolarle. Ingrassia spiegava, infatti, all’imprenditore che lo ha denunciato: “Le assicuro che le fanno finire di lavorare, perché questo è in grado di fare la politica, questo è in grado di fare con ispettorato del lavoro, questo sono in grado di fare con gli assessorati, questi sono in grado di fare, io le do questo consiglio dopodiché lei è libero di regolarsi come vuole”. Ingrassia sarà di nuovo interrogato, probabilmente domani, dai pubblici ministeri Maurizio Agnello e Emanuele Ravaglioli.

Articolo pubblicato il 15 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Gaspare Vitrano
Gaspare Vitrano