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Quotidiano di Sicilia

Palermo - I dispetti tra sindaco e presidente per la riqualificazione dei quartieri
di Agostino Laudani

Cammarata escluso: “Si sono presi il merito”. Lombardo: “Nessun vincolo per il Comune”. Fondi ex Gescal messi a disposizione dalla Regione, una pioggia di 47 mln €

Tags: Palermo, Diego Cammarata, Raffaele Lombardo



PALERMO - È stata anticipata da una “spruzzatina” di dispetti istituzionali tra Cammarata e Lombardo, la  pioggia di 47 milioni di euro che cadrà su tre importanti quartieri degradati di Palermo.

Il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, e l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Pier Carmelo Russo, hanno infatti presentato la bozza di accordo quadro che presto sarà sottoscritto tra il Comune e la Regione, per la riqualificazione urbana dei quartieri di Borgo Nuovo, Zen e Sperone. Un accordo che permetterà di sfruttare una cifra che si aggira intorno ai 47 milioni di euro, provenienti dagli ex fondi Gescal, e che saranno suddivisi, per opere di riqualificazione urbana, tra i quartieri di Borgo Nuovo (5 milioni di euro), Sperone (21.6 milioni di euro) e San Filippo Neri (20.6 milioni di euro).
“Abbiamo lavorato tanto per poter riuscire a sbloccare gli ex fondi Gescal che da undici anni restavano di fatto inutilizzati - ha spiegato Lombardo -. Quello di oggi è già un grosso passo avanti. Dobbiamo dare una mano a chi vive nelle zone disagiate delle nostre città ed è anche per questo che abbiamo scelto il quartiere di San Filippo Neri per la conferenza stampa di presentazione.

IL SINDACO - “La Regione sta dando l’ennesima prova di maleducazione e sgarbo istituzionale non invitandoci alla conferenza stampa”, ha però dichiarato il sindaco Diego Cammarata, rammaricato per essere stato escluso dalla presentazione dell’accordo. “Sono stati i tecnici degli uffici comunali a ideare i progetti - ha aggiunto - a redigerli e metterli nero su bianco. E ora la Regione vorrebbe prendersene il merito presentandoli alla stampa senza invitarci né comunicarci nulla.
“Le opere erano previste dall’accordo di programma quadro - ha spiegato Cammarata - firmato con la Regione nel 2005. Due anni dopo, però, la Cassazione ci comunica che era necessario rimodulare l’accordo visto che i costi delle espropriazioni dei terreni erano maggiori rispetto a quelle previste: il Comune, insomma, avrebbe dovuto reperire ulteriori 10 milioni di euro.
“Nel frattempo proponiamo però alla Regione - ha precisato - di iniziare una prima tranche di lavori, quelli più urgenti, con i 42 milioni già a disposizione. Ma da allora tutto si è arenato rimanendo fermi ad una bozza di accordo ancora senza firma fino ad oggi quando veniamo a sapere che presenteranno in pompa magna proprio i nostri progetti. Qual è la strategia della Regione? Prendersi il merito e con questo anche i 42 milioni di euro?”

LA REPLICA - “Non c’è nessuna polemica e per questo - ha aggiunto Lombardo - non ci sarà nessun vincolo nei confronti del Comune di Palermo sulla spesa di queste risorse che però speriamo possano essere sfruttate al meglio”.
“Noi speriamo - ha aggiunto l’assessore regionale Russo - che i progetti che verranno finanziati tramite queste risorse possano essere attivi il prima possibile”.
Presenti alla conferenza anche Davide Faraone, capogruppo del Pd al comune di Palermo, ed Antonello Cracolici, capogruppo del Pd all’Assemblea Regionale Siciliana. “Il sindaco di Palermo - ha detto quest’ultimo - invece di fare l’offeso vari un pacchetto di opere pubbliche utili per la città e le proponga. Finiamola con le polemiche e lavoriamo sodo per Palermo”.

Articolo pubblicato il 16 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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