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Quotidiano di Sicilia

Strade dissestate, incidenti invariati
di Francesco Sanfilippo

Forum con Giovanni Di Ballo, dirigente della Polizia Stradale della Sicilia occidentale

Tags: Giovanni Di Ballo, Polizia Stradale



Quali sono i compiti della Polizia Stradale?
“La Polizia Stradale è una specialità della Polizia di Stato. Il dipartimento della Pubblica sicurezza è articolato in direzioni centrali di cui una è quella delle specialità. La Stradale fa parte di questa direzione e i suoi compiti concernono tutto ciò che interessa la circolazione stradale. I compiti che si svolgono sono previsti dall’articolo 11 del Codice della strada che consistono nella prevenzione degli illeciti stradali, nella rilevazione degli incidenti, nella predisposizione dei servizi per la circolazione su strada e nel coordinamento di tutte le attività di polizia stradale riguardanti i rilevamenti della velocità secondo quanto previsto dal ministro Maroni. Questa branca della Polizia si occupa, inoltre, della tutela e del controllo dell’uso della strada, e della scorta per la sicurezza della circolazione. Fino a poco tempo prima, la Polizia Stradale si occupava anche dei convogli eccezionali per peso e per dimensioni, ma sono state create per questo compito delle figure abilitate da apposito esame e sostenute da civili presso tutti i compartimenti”.

Avete mezzi e uomini sufficienti per svolgere questi compiti?
“La Polizia Stradale operante nella Sicilia occidentale ha 400 uomini di cui 30 sono impiegati civili in servizio e riesce a svolgere tutti i suoi compiti. Finora sono state messe in campo 14/15 mila pattuglie e una parte rilevante delle attività si occupa della prevenzione degli incidenti stradali o effettua i rilievi necessari in caso d’incidente”.

Riguardo agli incidenti, la Sicilia come si colloca?
“Statisticamente la Sicilia è in linea con i dati nazionali e non ci sono scostamenti rilevanti, nonostante le strade siano in condizioni più delicate, rispetto ad altri assi viari. D’altro canto, alla Polizia Stradale spetta la piena vigilanza autostradale, oltre a quella sulla viabilità ordinaria. In genere, si privilegiano gli assi stradali più trafficati come il tratto della Agrigento-Palermo, dell’Agrigento-Caltanissetta e la SS 115 che va da Gela fino a Trapani. Queste sono le arterie più impegnative, oltre la SS 113 che va da Cefalù a Trapani e altre strade di circolazione alternativa che collegano Trapani a Palermo. Qui vi è una viabilità sostenuta, mentre l’apertura ai voli di linea dell’aeroporto di Birgi ha intensificato la circolazione”.

Di quanti mezzi disponete?
“Il settore di mia competenza può contare complessivamente su 80 auto e su 40/50 moto”.

Quali risultati avete ottenuto?
“Si sono rilevati in totale circa 1100 incidenti di cui si sono avuti 26 con esito mortale nel 2009 e 29 nel 2010. Le persone decedute sono state 31 nel 2009 e 33 nel 2010. Inoltre, nel 2009 sono state ferite 1049 persone, mentre nel 2010 sono state 936. C’è stato un abbattimento del 10,7%”.

Come giudica la rete viaria siciliana?
“Si potrebbe fare di più, ma occorre confrontarsi con le risorse disponibili. Si stanno facendo, comunque, grandi sforzi come dimostra l’Agrigento-Caltanissetta, dove si sta dividendo la carreggiata. Esistono dei cantieri mobili operativi, i cui lavori, in questo momento, hanno obbligato alla chiusura del tratto della SS 640 Agrigento-Palermo fino al km 17”.

Quali sono stati i punti più critici che hanno provocato il maggior numero d’incidenti?
“Si sono avuti diversi incidenti presso lo svincolo di Villabate, per cui è stato adottato un provvedimento che ha ristretto la carreggiata, imponendo un incolonnamento che ha costretto gli automobilisti a ridurre la velocità. Il provvedimento ha avuto successo, tuttavia occorrerà realizzare interventi più importanti per ridurre definitivamente il numero degli incidenti. Ulteriori interventi sono stati realizzati sulla SS 189, sono stati aperti nuovi tratti tra Agrigento e Aragona e tra Lercara Friddi e Castronovo che hanno eliminato alcuni punti critici. Rispetto al decreto Maroni che prevede la contestazione immediata dell’infrazione, si può derogare nei tratti stradali a più alto numero d’incidenti”.
 

 
Mezzi pesanti sottoposti a check-up. I cittadini iniziano a rispettare i limiti di velocità
 
Avete l’obbligo di segnalare la presenza dell’autovelox ai conducenti?
 “Questo è un obbligo nazionale e gli autovelox mobili sono collocati in posizioni già segnalate dai cartelli, mentre il conducente può collegarsi al sito e visionare dove è presente l’autovelox fisso. Sono stati realizzati 663 servizi con autovelox mobili nel 2009 contro i 763 del 2010. Invece, nel 2009 sono state ritirate 1619 patenti contro le 1335 del 2010, dimostrando che i cittadini iniziano a rispettare i limiti di velocità. Sono stati decurtati 93 mila punti nel 2009 contro i 68 mila nel 2010. Un altro compito che si realizza, è il controllo dei veicoli pesanti adibite al trasporto sia delle merci sia delle persone. Esiste un centro di revisione mobile, che permette di controllare sia i tir sia gli autobus di linea. In questo modo si realizza un check-up del veicolo, in particolare si analizza il tempo di percorrenza del veicolo per rilevare eventuali infrazioni. I servizi fatti sono stati 62 nel 2009 e 74 nel 2010, mentre i veicoli controllati sono stati 695 nel 2009 contro i 1086 del 2010. Chiaramente, sono aumentate le infrazioni contestate, passando dalle 959 del 2009 alle 1481 del 2010”.

Il personale è motivato?
“Sì, la Polizia Stradale è formata da personale preparato in appositi corsi, non a caso il tributo pagato da questa sezione è il più alto tra le forze di polizia. Vorrei aggiungere che da anni è promosso un progetto, intitolato Icaro, per sensibilizzare con successo i giovani al rispetto delle regole stradali”.

Articolo pubblicato il 17 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Giovanni Di Ballo, dirigente della Polizia Stradale della Sicilia occidentale
Giovanni Di Ballo, dirigente della Polizia Stradale della Sicilia occidentale