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Universitari stranieri snobbano la Sicilia
di Liliana Rosano

Secondo l’ultimo dossier statistico Immigrazione della Caritas/Migrantes su dati Miur, l’Isola conta solo 703 studenti extra Ue. Crescono invece gli iscritti nelle scuole di primo grado, in diminuzione nelle superiori

Tags: Miur, Studenti, Università



PALERMO – Cresce la percentuale degli studenti stranieri in Sicilia nelle scuole di ogni ordine e grado ma l’Isola è ancora lontana dall’essere polo d’attrazione degli studenti universitari stranieri e dalle alte percentuali che invece caratterizzano le regioni del Centro-Nord.

È il quadro emerso dall’ultimo Dossier Statistico Immigrazione elaborato dalla Caritas/Migrantes su dati del Miur.
Nell’anno scolastico 2009-2010 complessivamente l’Isola, a livello territoriale, ha registrato un incremento di iscritti nelle scuole superiore alla media (+ 8,7 per cento) insieme a Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige (in entrambi i casi +11,2%), la Campania (+11%), la Calabria (+9,3%), e la Lombardia (+8%). Lo scorso anno, su un totale di studenti (scuole e università) pari a 861.720 di cui 17.985 stranieri, questi ultimi incidono sulla popolazione studentesca con una percentuale pari al 2,1% Di questi il 20,5 per cento è nato in Italia. Quanto alle singole scuole di ogni ordine e grado (infanzia, primaria, I grado, II grado ed università), in Sicilia gli studenti stranieri iscritti alla scuola dell’infanzia sono 3.095  e di questi il 55,5 per cento è nato in Italia. Sale il numero degli stranieri nella scuola dell’infanzia dove tra i banchi troviamo 7.054 stranieri con un’incidenza pari al 2,7 e una percentuale di nati in Italia del 31,5 per cento.

Nelle scuole di primo grado siciliane le varie etnie a popolare le aule sono presenti in un numero pari a 4.348 studenti che incidono sulla popolazione studentesca con il 2,5 per cento.
Diminuisce il numero invece nelle scuole di secondo grado, dove gli studenti stranieri sono 3.488 con un tasso di incidenza sulla popolazione dell’1,3 per cento. Infine, decisamente basso il numero degli studenti universitari stranieri che hanno scelto gli atenei siciliani: soltanto 703 studenti  per una percentuale dello 0,4 per cento.

Le regioni che maggiormente ospitano più studenti universitari non italiani sono il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige, rispettivamente con una percentuale di stranieri pari al 6,2 e 6,1 ed un numero di iscritti alle università che nell’anno accademico 2009-2010 è stato di 2.103 (per il Friuli Venezia Giulia) e 1.643 (per il Trentino Alto Adige). A seguire l’Umbria che accoglie una buona fetta della popolazione studentesca (5,9 per cento) sicuramente anche grazie all’Università degli stranieri di Perugia.

Nelle regione umbria sono 1.811 gli studenti iscritti nello scorso anno accademico. Altre due regioni scelte come mete dagli studenti sono il Piemnonte e la Lombadia. Nel primo caso gli studenti universitari iscritti sono 9.719, mentre in Lombardia vanno a studiare 5.044 studenti stranieri.

Nella geografia italiana, è il Centro della Penisola a registrare complessivamente il più alto numero di iscritti all’Università (18.677), seguito dal Nord Ovest (16.598) e dal Nord Est (14.576). Il Sud è in coda con 3.916 studenti. La presenza degli studenti stranieri nelle scuole è un tema di particolare attualità che ha a che fare non solo con l’immigrazione ma anche con il processo di integrazione e di crescita della società. Gli studenti stranieri rappresentano una risorsa importante per l’Italia e contribuiscono a far crescere il tasso demografico, in un paese, come l’Italia, sempre più vecchio.



Nelle scuole isolane in forte aumento pakistani, senegalesi e moldavi
 
Nell’ultimo anno, sempre secondo il Rapporto Caritas Migrantes, si mostrano, nelle scuole italiane, incrementi superiori alla media di alcune popolazioni straniere: è il caso degli studenti ucraini (+9,7%), egiziani (+12,3%), indiani (+12,5%), nigeriani (+15,3%), moldavi (+20,2%), senegalesi (+24,3%), pakistani (+30,4%). L’Asia (+9,7%) e l’Africa (+8,4%) risultano così essere i continenti di origine degli studenti per i quali gli incrementi sono stati più alti.
Le reazioni preoccupate al crescente numero di figli di immigrati nelle scuole, oltre ad esser semplicemente antistoriche, meriterebbero probabilmente un rovesciamento di prospettiva, se solo si considerasse che dal 2007 al 2010 gli italiani nelle scuole hanno registrato un calo del -1,7% (in valori assoluti -147.478 unità, -31.362 solo nell’ultimo anno), a fronte di un aumento di alunni stranieri del 34,6%. Si spiega anche così il progressivo crescere dell’incidenza degli iscritti non italiani sul totale, che nel 2009/2010 ha raggiunto il 7,5%, valore medio tra un’incidenza superiore all’8% nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado e il 5,3% della secondaria di II grado.

Articolo pubblicato il 19 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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