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Caltanissetta - Petrolchimico, esuberi in vista anche nel pianeta dellÂ’indotto
di Liliana Blanco

I recenti accordi siglati tra industria e forze sociali non hanno placato del tutto il clima di preoccupazione. Grossi investimenti ma anche tagli. I sindacati: “La forza lavoro non va dispersa”

Tags: Gela, Petrolchimico, Lavoro, Disoccupazione



GELA (CL) - Le prospettive economiche siglate nell’accordo fra forze sociali e dirigenza dell’Eni non chiudono le porte alle preoccupazioni di fronte alla crisi occupazionale. Investimenti si, per 500 milioni di euro, ma anche tagli all’occupazione già annunciati. E si parla di 400 unità in meno. Una forza lavoro che metterebbe a dura prova la già precaria situazione del territorio, ma che, secondo la dirigenza dell’industria, si allinea con il trend dei grandi poli industriali più avanzati di ogni parte d’Italia e del mondo.
Così il direttivo della Uilcem Uilm e la segreteria confederale  esprimono le loro preoccupazioni sugli esuberi del diretto, ma anche nell’indotto della Raffineria. Su questo argomento si sono pronunciati  il segretario provinciale della Uilcem Silvio Ruggeri ed il segretario confederale Salvatore Pasqualetto e Maurizio Castanìa. L’ultimo organigramma sull’assetto industriale dell’ indotto del petrolchimico contempla un migliaio di operai (contro gli ottomila degli anni ‘80) e anche questa forza lavoro è destinata a subire da qui a poco una ulteriore crisi occupazionale nel momento in cui le fermate dedicate alla manutenzioni, avviate qualche settimana fa, saranno destinate a concludersi.
“è questo un momento difficile  - ha detto Salvatore Pasqualetto – in cui dobbiamo cercare di mantenere  i livelli occupazionali. Stiamo lavorando ad un protocollo d’intesa con l’Eni affinché la forza lavoro dell’indotto della Raffineria non venga dispersa e qualora l’industria abbia bisogno dovrà far leva sulle forze esistenti nel territorio gelese. Ma dobbiamo lavorare anche a creare nuove forme di produzione affinché venga garantita l’occupazione anche dei giovani”.
Questa è stata la linea mantenuta  dalla segreteria dei metalmeccanici nel corso degli ultimi anni che si è dimostrata vincente: “Abbiamo ottenuto la fiducia di tanti lavoratori che hanno scelto il nostro sindacato - ha detto Pasqualetto - dopo aver fatto pulizia all’interno della segreteria. Ora siamo pronti a ripartire con forze nuove, lontano dalle logiche del malaffare”.
La crisi economica non si può negare e sono tanti i cittadini  che attendono ancora un’occupazione. Giovani che sperano nel Petrolchimico come una struttura in grado di risolvere il problema del loro lavoro, quando iniziano le manutenzioni e non solo. Finito questo momento “extra” la situazione del lavoro nel territorio non sarà felice.
 

 
 
Gli intenti. Supporto al tavolo di regia provinciale
 
GELA (CL) - “Abbiamo coscienza del fatto - ha detto Silvio Ruggeri - di dovere confrontarci con il problema pesante della violenza mafiosa che colpisce chi si oppone al dilagare dell’attività mafiosa, che ha voltato le spalle agli interessi che gestiva nelle campagne, nelle speculazioni edilizi e delle grandi aree urbane, ed ora punta su nuovi interessi, più lucrosi: gli appalti pubblici ed il traffico di sostanze stupefacenti ed armi. Siamo pronti a supportare con più forza il tavolo di regia provinciale. I nostri sforzi devono essere indirizzati in questa direzione - ha detto Maurizio Castanìa - dobbiamo continuare a lavorare nella convinzione che il sindacato deve confrontarsi con le esigenze del territorio”.
L’argomento spinoso della presenza mafiosa nella compagine sociale che si innesta nel tessuto industriale è stato affrontato qualche giorno fa anche  nel corso di un convegno che si è tenuto alla scuola media Ettore Romagnoli, alla presenza del direttore generale della Cgil Ignazio Giudice.

Articolo pubblicato il 26 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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