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Quotidiano di Sicilia

Calo export due volte sopra la media Italia
di Gaetano Cusimano

L’andamento delle esportazioni per i mesi da gennaio a marzo 2009 registrato dall’Istituto nazionale di statistica. Coke e prodotti petroliferi dalla Sicilia rappresentano il 38% del valore dell’export italiano

Tags: Istat, Coke, Petrolio, Sicilia, Export



PALERMO - Un indicatore sufficientemente rappresentativo della crisi economica e finanziaria che ha colpito l’Italia e le sue regioni è fornito dalla dinamica delle esportazioni. Una generalizzata flessione a due cifre delle esportazioni, come è accaduto nel periodo gennaio-marzo 2009 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, deve preoccuparci perché si accompagna ad una contrazione della produzione dei prodotti esportati e ad una riduzione dell’attività lavorativa. Che la contrazione delle esportazioni sia imputabile prevalentemente alla caduta della domanda mondiale non ci consola.   

Nel primo trimestre del 2009 il valore delle esportazioni siciliane (1.188 milioni di euro) ha registrato una flessione pari al 52,6 per cento rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. La flessione ha interessato tutte le regioni italiane, ad eccezione della Liguria, che ha invece registrato un aumento (+5,9 per cento), con un’intensità crescente passando dal Centro-Nord (-21 per cento) al Mezzogiorno (-36,4 per cento), al cui interno la flessione cresce passando dall’Italia Meridionale (-27,5 contro) a quella Insulare (- 51,6 per cento) in prevalenza imputabile alla riduzione del valore delle vendite all’estero di prodotti petroliferi raffinati. L’analisi per area geoeconomica mostra che nel Mezzogiorno la flessione delle esportazioni è risultata leggermente maggiore verso l’Unione europea rispetto a quella verso i paesi extra-Ue (37 contro 35 per cento). 

La Sicilia ha registrato la flessione maggiore fra le regioni italiane pari a oltre due volte quella media dell’Italia (-22,8 per cento).
Le esportazioni siciliane, come quelle nazionali, sono caratterizzate da una notevole concentrazione: i prodotti delle attività manifatturiere assorbono, infatti, il 90 e rispettivamente il 95 per cento del valore complessivo. All’interno di questo settore di attività economica, il Coke e i prodotti petroliferi raffinati rappresentano il 58 per cento in Sicilia e solo poco meno del 3 per cento in Italia. Il contributo della Sicilia alla formazione delle esportazioni del Paese nel 2009 sfiora l’1,7 per cento con una punta del 7,4 per cento per i prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca; minore del 2 per cento il contributo dei prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere e dei prodotti delle attività manifatturiere.
All’interno di questo settore delle esportazioni siciliane il Coke e i prodotti petroliferi raffinati ammontano a 685 milioni di euro e rappresentano il 38 per cento del valore delle esportazioni italiane.

Abbiamo in precedenza rilevato che le esportazioni siciliane hanno registrato una flessione del 52,6 per cento nel periodo gennaio-marzo 2008 e 2009. Tale flessione ha interessato tutti i settori di attività economica con un’intensità compresa fra il 13,8 per cento per i Prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca ed il 74,8 per cento per i Prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento; per i Prodotti delle attività manifatturiere la flessione è stata pari al 54,7 per cento, con una punta del 58,9 per cento per il Coke e i prodotti petroliferi raffinati.

Articolo pubblicato il 01 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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