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Quotidiano di Sicilia

Teatri siciliani, in scena lo spreco
di Michele Giuliano

Efficienza. Attività culturali gestioni a confronto.
Organici e cartelloni. Palermo conta 400 dipendenti, a Catania ce ne sono 233. Gli spettacoli prodotti sono poco più di 200. La Scala e il Regio ne realizzano ogni anno, invece, quasi 500.
Tagli indigesti. Vista la riduzione del Fondo unico per lo spettacolo, sarà indispensabile razionalizzare le risorse finanziarie, rivedendo le spese superflue e l’eventuale personale in eccesso.

Tags: Teatri, Cultura, Sicilia



PALERMO - L’incredibile “bolgia” di dipendenti nei Teatri siciliani finisce ogni anno per risucchiare quasi per intero il bilancio degli enti. A Palermo si contano ben 400 dipendenti, con 44 amministrativi, cioè significa che uno su 10 sta dietro una scrivania. Per pagare tutti servono 24 mln l’anno, in base all’ultimo bilancio. A Catania di dipendenti ce ne sono 233 (15 amministrativi, 6,5 per cento) e qui si spende all’incirca 18 mln  di stipendi.
I confronti con i Teatri del Nord sono davvero impietosi. Infatti al Regio di Torino ci sono 380 persone assunte che però assorbono non oltre il 50 per cento dei fondi in bilancio, su un totale di 40 mln. Alla Scala di Milano il bilancio è di 110 mln €, ma anche qui i dipendenti incidono per il 55 per cento della spesa: vi sono 804 unità in servizio che costano una sessantina di milioni in tutto. (continua)

Articolo pubblicato il 08 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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