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Palermo - Mondello e la condotta obsoleta che imprigiona le acque piovane
di Luca Insalaco

L’opera destinata al deflusso in caso di pioggia è stata utilizzata per immissioni abusive di acque nere. Il noto “Ferro di cavallo”: 2700 metri realizzati un secolo fa, senza manutenzione

Tags: Palermo, Mondello



PALERMO - La stagione delle grandi piogge sembra lontana ed è proprio questo il tempo per operare affinché la città non piombi nel sempiterno incubo degli allagamenti, condizione a cui i palermitani sono ormai rassegnati anche dopo qualche ora di pioggia. Una delle zone più critiche è quella di Mondello. Non è raro vedere la borgata marinara trasformarsi nella laguna di Venezia. Le cause vanno ricondotte nella vetustà del cd. “Ferro di Cavallo”, lungo 2700 metri e realizzato circa un secolo fa, ma anche negli allacciamenti abusivi.

“La condotta, realizzata per assicurare il deflusso delle acque bianche, cioè delle acque piovane, negli anni è stata utilizzata per immissioni abusive di acque nere provenienti dalle unità abitative che hanno sostanzialmente intasato e ostruito il canale, diminuendone la portata del 75% - spiega la capogruppo di Un’Altra Storia, Nadia Spallitta -. In altri termini, l’abusivismo edilizio ha portato, tra le tante conseguenze, anche quella relativa agli allacci illeciti con scarico a mare, oltre che per le strade nei casi di pioggia, delle acque nere, che in modo irregolare confluiscono nel ‘Ferro di cavallo’. Dal 2004 – ricorda la consigliera d’opposizione - l’amministrazione ha avviato un appalto di circa 5 milioni di euro per la bonifica del ‘Ferro di cavallo’, e la rimozione di sedimenti e detriti che impediscono il normale deflusso delle acque. Ma gli interventi hanno subito immediatamente una battuta d’arresto (dopo ben 5 anni di inutili procedure), anche perché è stata riscontrata all’interno del canale la presenza di rifiuti pericolosi e tossici (idrocarburi). Nel 2010 il progetto, per questioni finanziarie, è stato eliminato dall’elenco annuale, per cui non potrà attivarsi nessun nuovo bando e nessun intervento in assenza del nuovo programma triennale delle opere pubbliche”.

Per la Spallitta, oltre agli interventi di manutenzione e di bonifica della condotta, l’amministrazione comunale deve “attivarsi immediatamente per verificare gli allacci abusivi ed applicare tutte le conseguenti sanzioni, anche in considerazione del danno all’ambiente e alla salute che l’abusivismo determina”. “Contiamo di bandire la gara d’appalto per la bonifica entro la fine dell’anno” assicura Sergio Rappa, assessore comunale alle Opere pubbliche con delega alle Manutenzioni. L’amministrazione comunale, inoltre, dall’inizio dell’anno ha avviato una serie di controlli che hanno portato a scoprire numeri scarichi abusivi.

Articolo pubblicato il 12 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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