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Quotidiano di Sicilia

Far valere l’autonomia sul gettito tributario
di Raffaella Pessina

Forum con Giovanni Carapezza Figlia, segretario generale della Presidenza della Regione siciliana

Tags: Giovanni Carapezza Figlia



Quali sono i compiti del segretario generale della Presidenza della Regione?
“Il mio compito è quello di coordinare tutti i direttori, che rimangono comunque assolutamente autonomi, ma è necessario che ci sia quel momento di approfondimento comune per far si che, pur amministrando in maniera separata, si deve camminare  adeguatamente coordinati. La Segreteria generale ha tra le competenze più importanti, la verifica circa l’attuazione delle delibere della giunta regionale. Quindi attraverso l’organismo collegiale si può cercare di fare il punto comune su come l’attuazione viene posta in essere in maniera adeguata e conforme a ciò che è stato formalizzato dalla volontà del governo”. 

Ferma restando la impossibilità di intervento nel caso di difformità rispetto a queste direttive.
“La Segreteria generale ha la possibilità di segnalare anche ai singoli dirigenti generali, la necessità di adeguarsi a quei provvedimenti di carattere generale che il presidente ha posto in essere e di cui magari lo stesso presidente poi ha delineato meglio il modo di attuazione attraverso direttive o circolari. Invece il segretario della giunta svolge proprio il compito di notaio per la giunta stessa oltre che naturalmente quello di preparazione degli atti. Ci sono poi degli specifici servizi all’interno della Segreteria generale che hanno il coordinamento intersettoriale di determinati rami dell’amministrazione. Le funzioni tipiche della Segreteria generale sono quella del coordinamento delle attività amministrativa. Per esempio i provvedimenti di attuazione della legge 19 del 2009, che ha riordinato l’amministrazione regionale, parlo del regolamento che ha individuato quali sono puntualmente, declinandole, le competenze delle singole direzioni, dei dipartimenti regionali, dei servizi e delle aree che presso ogni dipartimento esistono, è frutto soprattutto del lavoro effettuato dalla Segreteria generale che ha coordinato e posto in essere questo cambiamento. Altro importante ruolo della Segreteria generale è quello di supportare il presidente nei suoi rapporti con gli organi istituzionali, certo non i rapporti politici, ma quei rapporti che sono necessari mantenere: in primo luogo la Commissione paritetica che ha una specifica competenza, statutariamente riconosciuta, di rendere le norme di attuazione dello Statuto”.

Norme dello Statuto che sono state carenti fino ad oggi.
“Diciamo che c’è stato un momento di blocco. L’assessore Armao ha  riproposto delle norme, alcune delle quali sono andate a buon fine ed hanno permesso alla Regione siciliana di acquisire alcuni immobili non più utilizzati dallo Stato e dei quali sono già stati formulati degli elenchi. Inoltre  io ritengo che si possa sperare in una ripresa dell’attività della Commissione paritetica”.

In questa logica del coordinamento dello Statuto, rientra l’attuazione concreta degli artt. 36, 37 e 38 dello Statuto siciliano?
“Certamente, però la competenza specifica, siccome si tratta di materie economico finanziarie, riguarda l’assessorato all’Economia. L’articolo 37, ma anche una rilettura dell’art 36, si  impongono. E’ necessario tuttavia  che ciò avvenga con norme di attuazione per definire il percorso attraverso cui ci può essere questa re-attribuzione della Regione. Peraltro, si deve valutare il fatto che la norma statutaria determina una serie di influenze sul gettito tributario. Secondo l’art.  36 dello Statuto la Regione dovrebbe incamerare i dieci/decimi delle imposte tributarie. In realtà la Regione percepisce non più del 60%, perché, per fare un esempio, le retribuzioni di tutti i dipendenti statali, in primo luogo i professori, sono centralmente gestite a livello nazionale e quindi il gettito non è percepito in Sicilia, luogo dove c’è la residenza dei soggetti che prestano la propria opera nelle scuole siciliane ma vengono gestite dal centro di Latina. Questa è la conseguenza di un modo, stabilito con legge nazionale, di applicare la tassazione”.
 

 
Il Piano aziendale coincide con le direttive e il programma di governo, obiettivi per i dipendenti

Quando lei si è insediato ha trovato alla Regione un Piano aziendale? E se no, secondo lei è mai esistito?
“Non riconduciamo tutto in un’ottica aziendalistica. I servizi che la Regione deve fornire li ha definiti nel suo Statuto, quindi è come se fosse un piano aziendale secondo grandi linee, che sono indicate secondo il momento e il tempo e secondo quella necessità che secondo l’avanzare e l’evoluzione della legislazione anche nazionale, si presentano. Questo piano aziendale viene poi completato dalle scelte che sono direttive di ordine politico e amministrativo che ciascun governo pone in essere sia all’inizio del suo corso sia nel corso dell’attività. I punti del programma di governo possono essere modificati nel corso del esercizio dell’attività di governo, essere posti in essere, e sono conseguenti applicati giuridici che l’Ars pone in essere, come la legge sulla semplificazione amministrativa. Quindi piano aziendale secondo me significa adempimento di tutto ciò che la Regione è chiamata a porre in essere attraverso tutta una serie di fonti statutarie, direttive, eccetera”.

Esistono delle direttive emanate dai vertici della Regione per i dipendenti?
“Noi tutti dipendenti della Regione siciliana siamo legati a quegli obiettivi strategici che dobbiamo porre in essere attraverso gli atti tipici che sono o le dichiarazioni programmatiche del Governo, od obiettivi strategici individuati o deliberazioni della giunta regionale e attraverso i quali l’organo collegiale dà un indirizzo”.

Articolo pubblicato il 14 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Giovanni Carapezza Figlia, segretario generale della Presidenza della Regione siciliana
Giovanni Carapezza Figlia, segretario generale della Presidenza della Regione siciliana