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Quotidiano di Sicilia

Spese legali, pulizie dei locali, viaggi, auto tutti gli sprechi che si potrebbero tagliare
di Massimo Mobilia

Alla Regione non tornano i conti per il preventivo 2011 ma nel 2010 Presidenza, Autonomie locali e Salute hanno sperperato milioni. 2 mln € per avvocati e giudizi e 613 mila € a imprese del pulito malgrado i 10,3 mln € alla Multiservizi

Tags: Sprechi, Regione Siciliana



PALERMO – Guardando al modo in cui la Regione siciliana spende i soldi, si può capire anche perché, dopo tre mesi di esercizio provvisorio, prolungato di un altro mese (in corso), tra gli uffici di Palazzo d’Orleans e l’Ars ci sia un’enorme difficoltà a far quadrare i conti per partorire il bilancio di previsione e la finanziaria 2011. La “coperta” è troppo corta, anzi in Aula si parla addirittura di un buco da 500 milioni di euro che non si sa come coprire. Intanto, però, fino a dicembre dello scorso anno, non si è badato a sperperare i soldi, non solo in eccessivi costi di ordinaria amministrazione, ma anche per beni e servizi discutibili, a volte fuori da ogni logica. Lo abbiamo visto attraverso le nostre numerose inchieste che hanno posto la lente d’ingrandimento sulle “spese pazze” della Regione, arredi pagati a peso d’oro, regali costosissimi e somme per stampe e spese postali che confermano come in Sicilia la conclamata digitalizzazione non si è ancora vista.

I numeri della vergogna non sono finiti. Nelle Gurs (n. 54/2010 e n. 12/2011) in cui è stato pubblicato l’impiego dei fondi regionali nel 2010 da parte della Presidenza e degli assessorati Autonomie locali e Salute (strano che dei fondi usati dagli altri dieci assessorati non vi sia traccia), ci si accorge ad esempio che in un anno hanno uscito insieme quasi 2 milioni e 20 mila euro per spese legali, di cui 1,6 milioni del solo assessorato della Chinnici. Numeri dati dalle somme dei costi derivanti da sentenze di giudizio, rapporti con le Avvocature e parcelle di innumerevoli avvocati. Come se non bastava aver speso nello stesso anno circa 2,7 milioni di euro per assegnare 267 consulenze, (inchiesta Qds del 19 gennaio scorso) anche per ragioni legali.

Che dire poi di quanto le stesse amministrazioni hanno speso per la pulizia dei locali: 613 mila euro di servizi affidati ad aziende esterne, con la curiosità che in questa cifra sono compresi anche i 3.024 euro che Palazzo d’Orleans ha sborsato per lavare le asciugamani, quando si potrebbero usare i rotoloni di carta, molto più pratici ed economici. Senza dimenticarsi che la Regione ha una società controllata, la Multiservizi spa, che si occupa anche di pulizia, igiene, sanificazione, logistica e manutenzione degli ambienti la quale, già di per sé, costa tantissimo: 10 milioni e 328 mila euro, di cui la massima parte, 9 milioni e 928 mila, spesi dal solo assessorato per la Salute che impiega la Multiservizi nelle strutture sanitarie, e i restanti 400 mila euro spesi tra Presidenza e Autonomie locali. E vedendo poi che altri 27 mila euro sono stati usati per servizi di “facchinaggio”, ci si potrebbe chiedere come mai, per fare lavori di pulizia e simili, invece di affidarsi ad aziende esterne, non si utilizzino i 1.300 lavoratori ex Pip che, assunti a circa mille euro al mese, affollano gli uffici degli assessorati spesso per non fare niente, così come i loro 400 colleghi che ricevono lo stipendio standosene a casa.

L’assessorato Autonomie locali non ha badato a spese, in particolare, per le auto di servizio. In tutto il 2010, infatti, ha speso 388 mila euro in carburanti, sui 490 mila totali sborsati insieme a Presidenza e Sanità. Inclinazione che trova conferma anche nei circa 50 mila euro per lavaggi di auto e autonoleggi e negli oltre 5 mila euro per pagare pedaggi autostradali fuori dalla Sicilia. Che siano tutte auto blu? Probabile. D’altronde avevamo già notato in una precedente inchiesta la spesa di 150 mila euro da parte delle tre amministrazioni per il “parco mezzi”. E siccome le auto per funzionare hanno bisogno di qualcuno che le guidi, la Regione ha uscito 13.766 euro per autisti a Roma e 17.610 euro per quelli di Bruxelles. Per chi non lo sapesse, infatti, la Sicilia ha un ufficio di rappresentanza nella capitale europea di cui avevamo già segnalato un impiego di fondi per ben 553.174 euro.

Restando in tema di viaggi e mobilità, i funzionari della Presidenza della Regione non hanno usato solo la macchina per viaggiare, visto che risulta una spesa di 7.197 euro in fatture per le società di navigazione Tirrenia, TTT lines e Caronte. Per farci un’idea, stando alle tariffe medie dei biglietti, con questa somma si potrebbe raggiungere 60 volte Napoli da Palermo su nave Tirrenia, o da Catania su nave TTT lines, in cabina singola esclusi gli addizionali e in periodo di bassa stagione, o per attraversare almeno 200 volte lo Stretto di Messina con la propria auto sui traghetti Caronte.

C’è poi una particolare attenzione da parte della Presidenza regionale al comune di Grammichele, in provincia di Catania, che in un anno ha beneficiato di 553.384 euro per restaurare una chiesa, 388.000 euro per riqualificare il centro storico e anche di 7.500 euro per la pro loco. Come mai tanti soldi a un paese che conta poco più di 13 mila anime? Semplice: è il luogo di origine del governatore Lombardo. Passino gli aiuti al “paese”, una cosa è certa: in tempi di vacche magre e di un bilancio in profondo rosso, basterebbe iniziare a tagliare tutti gli sprechi che abbiamo documentato in un anno per ristabilire quantomeno gli equilibri. È più facile, però, che gli amministratori continuino a fare orecchie da mercante.

Articolo pubblicato il 16 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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