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Fiat chiude tra 7 mesi a Termini Imerese ma sul futuro non ci sono ancora certezze
Ieri ennesima riunione sindacale sulla credibilità delle proposte presentate per la riconversione dello stabilimento. Landini (Fiom): “L’impresa automobilistica non vada via se prima non ci sono intese reali”

Tags: Maurizio Landini, Fiat, Termini Imerese



TERMINI IMERESE (PA) - “Entro maggio va chiarita la credibilità e sostenibilità delle proposte presentate per Termini Imerese. Fiat dal canto suo deve adoperarsi per favorire soluzioni che garantiscano l’occupazione. Quel che è certo è che non aspetteremo passivamente, perché di tempo ne è già passato troppo”. Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, intervenendo ad un attivo dei lavoratori e dei delegati dello stabilimento siciliano e dell’indotto, ieri a Termini Imerese.

“Nei giorni scorsi - ha specificato Landini - abbiamo chiesto unitariamente al ministro Romani un tavolo al quale partecipino anche la Fiat e i soggetti che hanno presentato proposte. Noi pensiamo - ha aggiunto - che la Fiat non possa andare via se prima non ci sono intese che diano certezze e prospettive occupazionali e industriali”. A sostegno di queste posizioni, dunque di un’accelerazione del processo e del ruolo che deve avere la Fiat nel favorire proposte che diano garanzie occupazionali e industriali, il segretario della Fiom ha detto che proporrà agli altri sindacati iniziative unitarie.

“Ci sono 2.200 lavoratori dello stabilimento e dell’indotto che attendono risposte precise - ha rilevato Landini - e la Fiat non può venir meno alla responsabilità sociale. Consideriamo il mese di maggio decisivo - ha concluso - per la soluzione della vicenda”.

Secondo il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, che ha partecipato all’incontro promosso dalla Fiom, “la vertenza Fiat è ancora una questione aperta, l’accordo di programma siglato a Roma lo scorso febbraio, rappresenta un punto di partenza per conseguire l’obiettivo di mantenere i posti di lavoro attualmente presenti nel territorio con Fiat e l’indotto”.

Il primo cittadino, manifestando l’amarezza “per la situazione che il nostro territorio è costretto a vivere”, ha aggiunto: “Probabilmente è colpa di tutti, ma i lavoratori, le istituzioni, le forze sindacali hanno sinora rispettato un percorso stabilito, che ha portato agli incontri tenuti presso il ministero dello Sviluppo economico in cui si è discusso delle proposte avanzate da più parti per il rilancio industriale del territorio. Oggi siamo ancora senza uno scenario chiaro e definito. Appena qualche giorno fa, abbiamo chiesto al Governo regionale e al Parlamento siciliano - ha detto il sindaco - di considerare la possibilità di approvare una norma speciale per Termini Imerese che semplifichi le procedure burocratiche necessarie per consentire l’insediamento di nuove imprese e la realizzazione delle infrastrutture dell’area industriale termitana. Purtroppo abbiamo appreso con amarezza, che il dibattito parlamentare per l’approvazione della finanziaria regionale ha cancellato la nostra proposta. Il 31 dicembre è sempre più vicino e ciò deve indurre a passare dalla parole ai fatti”.

Articolo pubblicato il 04 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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