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Palermo - Provincia: Avanti, le partecipate e l’equilibrio politico che non c’è
di Luca Insalaco

Maggioranza con 21 consiglieri, opposizione con 24: numeri rischiosi per il funzionamento dell’ente. Il Consiglio dismette Università ed Esco Energy: batoste per il presidente

Tags: Palermo, Partecipate, Giovanni Avanti



PALERMO - Il Consiglio provinciale vota per la dismissione della partecipazione al Consorzio Universitario ed alla Esco Energy. Dopo il voto negativo sulla Palermo Convention Bureau, il presidente della Provincia, Giovanni Avanti, incassa un’altra sconfitta in aula e sente scricchiolare la propria poltrona.

Del Consorzio Universitario Palazzo Comitini detiene il 35,6% con un capitale di 250 mila euro. Una vita travagliata quella del Consorzio, colpito dalla riforma della scuola e che ha già cambiato due sedi - Petralia, dove, nonostante gli investimenti i corsi non sono mai partiti, e Termini Imerese - e che si appresta ora a trasferirsi a Castelbuono per far partire nuovi corsi. Nonostante la dismissione, infatti, l’amministrazione provinciale potrà dare seguito alle progettualità in corso, come la Scuola per la valorizzazione dei beni culturali del Mediterraneo e il programma formativo di legalità del “Pon Sicurezza” finanziato con 700 mila euro dal ministero dell’Interno.

Il presidente Avanti deve inoltre incassare le dimissioni di Giuseppe Frisella, esperto della Provincia per le Politiche economiche, dalla presidenza del Consorzio Universitario.
Esce di scena anche la Esco Energy, società consortile fortemente voluta dal presidente Avanti e che tante polemiche aveva suscitato. La società era stata creata nel 2009 con la mission della gestione delle risorse energetiche attraverso l’uso delle fonti rinnovabili. La società, tuttavia, aveva finora suscitato poco interesse negli enti locali del territorio, raggranellando l’adesione di appena un paio di Comuni, vista la capacità degli enti di attingere autonomamente ai fondi europei per finanziare le attività legate alle energie rinnovabili. In questo periodo, tuttavia, la società ha comunque regolarmente elargito i compensi ai componenti del proprio consiglio di amministrazione.

“La Esco era una scatola vuota, creata solo per ricompensare chi aveva permesso l’elezione del presidente – accusa Giusi Scafidi, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio provinciale - Già un anno, fa quando abbiamo iniziato la nostra battaglia, l’avevamo definita un carrozzone. Il tempo ci ha dato ragione. Ora – incalza la consigliera – il presidente Avanti prenda atto che non ha più una maggioranza e si dimetta. L’unica via percorribile è quella del voto”.
Attualmente Avanti può contare su 21 consiglieri contro i 24 dell’opposizione. Numeri che, per la Scafidi, mettono a rischio il funzionamento dell’Ente.
 


Manovre. L’annuncio di un rimpasto in Giunta
 
PALERMO – “Una decisione immotivata e irresponsabile”: così il presidente della Provincia, Giovanni Avanti, definisce la decisione di uscire dal Consorzio Universitario. “In questi due anni –ricorda Avanti - il Consorzio si è contraddistinto per la sua capacità di essere serio interlocutore di tutte le Istituzioni coinvolte, promuovendo importanti iniziative e progetti di prestigio che lo stavano candidando ad un ruolo di traino dell’attività culturale e di alta formazione nel territorio”. Per il presidente dell’ente, “davanti a questioni che riguardano la formazione dei nostri giovani e lo sviluppo culturale ed economico della provincia, la mera contrapposizione dei numeri in Consiglio tradisce il mandato che ogni consigliere di maggioranza o opposizione ha ricevuto dagli elettori”. Intanto, però, Avanti cerca di rinsaldare la propria poltrona annunciando un rimpasto in giunta. Un “riequilibrio” che accontenti gli alleati in modo da rendere il cammino meno incerto.

Articolo pubblicato il 06 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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