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Quotidiano di Sicilia

Conti Fs in attivo, ma grazie allo Stato
di Rosario Battiato

Per il terzo anno consecutivo l’ad Moretti ha fatto registrare l’utile in bilancio, nel 2010 raddoppiato rispetto all’esercizio precedente. L’Alta velocità rende, ma in Sicilia è miraggio. Investimenti bloccati perché non c’è il contratto di servizio

Tags: Ferrovie Dello Stato, Mauro Moretti, Trasporti



ROMA – E sono tre. Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, cala il tris facendo registrare per il terzo anno consecutivo degli utili alla società.
I conti di Fs veleggiano verso lidi rassicuranti, profitti raddoppiati e utili saliti a 129 milioni per il gruppo nel 2010, e, dopo l’approvazione del bilancio 2010, la performance dell’azione di risanamento della società nel triennio 2007-2010 è stata dichiarata conclusa.

Eppure dallo Stato continuano a piovere contributi che lasciano seri dubbi sull’effettivo rilancio della società, come ha spiegato in un recente dossier l’Istituto Bruno Leoni, perché ogni anno Fs incassa mediamente 4 miliardi di euro in contributi e sussidi dallo Stato e dagli enti pubblici territoriali. Inoltre la percezione del risanamento e del rilancio, vista dal profondo sud, appare come una specie di miraggio, dal momento che in Sicilia le ferrovie continuano a diminuire le corse e a depotenziare le infrastrutture. Su tutto incombe la mancata firma sul contratto di servizio con la Regione siciliana.

I risultati sono giunti puntuali. Nei tre anni previsti dal piano industriale di Fs si è conclusa la fase di risanamento con utili in crescendo dal 2007 all’ultimo bilancio 2010. I ricavi operativi di Fs sono arrivati per la prima volta oltre i 9 miliardi, mentre tra 2009 e 2010 c’è stata una crescita del 139 per cento con un risultato netto arrivato a 129 milioni di euro contro i 54 milioni del 2009. I conti, realizzati secondo principi contabili internazionali per la prima volta in Fs, hanno inoltre sancito altre notizie positive per il gruppo: margine operativo lordo da 1.450 a 1.660 milioni, risultato operativo di 2.436 milioni e risultato netto di 2.244 milioni, ricavi operativi toccano quota 8 miliardi.

Il salto dal 2006 ad oggi è stato in buona parte dovuto, dicono gli analisti del Sole 24 Ore, ad una sforbiciata del personale che è passato da 84.900 a 80.200 unità, così come i costi totali sono in generale scesi del 2 per cento tra 2009 e 2010. Inoltre crescono anche le controllate di Ferrovie, Rfi e Trenitalia, sempre a fronte di una riduzione generale dei costi. E certo non bisogna dimenticare che ogni anno lo Stato versa 4 miliardi euro a Fs. Le performance finanziarie non collimano, però, con quanto si intravede sul fronte dei servizi all’utenza. Chiaramente non parliamo del Settentrione, dove varie frecce attraversano le regioni a tempi da record, ma del dimenticato meridione, e in particolare della Sicilia dove l’attività di dismissione procede progressivamente, così come in maniera inversamente proporzionale crescono gli utili delle Fs negli ultimi anni.

Qualche dato dovrebbe servire a rendere l’idea: dal 2007 ad oggi sul fronte dei treni, si legge in una nota della Cisl Sicilia, si è registrata una riduzione del 65% dei treni passeggeri a lunga percorrenza traghettati, percentuale che sale a circa il 75% nel settore dei treni merci, mentre le navi traghetto sullo Stretto di Messina sono passate da tre ad una e mezza (mezza perché non svolge il servizio notturno).

Intanto da Confindustria, durante l’assise di Bergamo, arriva un segnale preciso, cioè che l’associazione degli industriali non dovrà servire alle imprese “per ottenere fondi pubblici”.
Parole di Emma Marcegaglia.

Articolo pubblicato il 27 maggio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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