Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Costante prevenzione contro la criminalità
di Annalisa Giunta

Forum con Ten. Col. Baldassare Daidone, comandante provinciale Carabinieri Enna

Tags: Baldassare Daidone, Enna, Carabinieri



Quali sono stati i risultati più importanti raggiunti di recente?
“Dalle attività investigative messe in atto nei primi momenti della mia permanenza ad Enna non credevo che ci fosse un’attività criminale organizzata così sviluppata. Tra le operazioni più recenti quella denominata “Fiumevecchio” che ci ha portato ad arrestate dieci mafiosi di Catenanuova accusati a vario titolo dei reati di cui all’art. 416 bis codice penale e soprattutto, in parte, si è fatta luce su un fatto grave avvenuto nel 2008 a Catenanuova quando un gruppo armato di kalashnikov fecero irruzione nella piazza e uccisero Salvatore Cirimbolo e ferirono altre cinque persone, per ottenere il predominio della zona. Questi ultimi arresti riguardano soggetti affiliati a “Cosa nostra” e personaggi legati al clan “Cappello” di Catania che si erano contesi il territorio di Catenanuova e dintorni. Per cui Enna che viene considerata una provincia tranquilla, in realtà presenta un aspetto diverso, perché qui si sono fatte delle grandissime guerre di mafia. In questo territorio sono state fatte le riunioni durante le quali è stata decisa la strage di Capaci, qui c’è un fermento criminale di livello. Devo dire che l’attività delle forze dell’ordine ha decapitato negli ultimi anni la manovalanza tant’è che l’influenza dei clan catanesi nell’area di Enna è terminata poiché c’è una carenza di leadership nel territorio dovuta ai colpi assestai negli ultimi 20 anni dalle forze dell’ordine. Altre operazioni svolte di recente sono il sequestro dei beni dei Seminara, l’operazione Carpia riguardante il traffico di sostanze stupefacenti nel territorio di Valguarnera e la Granfonte due riguardante un’indagine per droga a Leonforte”.

Com’è la situazione sul fronte della criminalità minore?
“Per quanto riguarda la criminalità comune, forse quella che interessa più il cittadino, teniamo molto alla prevenzione e svolgiamo molti servizi esterni sul territorio. Fortunatamente abbiamo 20 comuni e 21 stazioni, quindi c’è un presidio in più con la stazione di Villa d’Oro e riusciamo così a controllare bene la situazione e a contenere abbastanza i crimini minori. Nel 2010 e 2011 c’è stata una recrudescenza dei furti ai cavi di energia elettrica, perché il rame è arrivato a 7,65 euro al kg, questo ha determinato nei primi sei mesi qualcosa come 106 furti. Tra i reati che si vanno diffondendo anche quello delle macchinette per il gioco di scommessa, a quanto sembra c’è una banda organizzata, su cui stiamo indagando, che fa questo tipo di lavoro. Sul fronte della droga c’è qualche piccola attività di coltivazione, è usuale che il ragazzo consumatore vada ad acquistare a Catania per poi a sua volta rivenderla nel paese e ricavare denaro per comprarsi la droga. Per lo più lo spaccio riguarda la cocaina e marijuana”.

Qual è la situazione sul fronte delle estorsioni?
“Non abbiamo avuto grosse denuncie, ma questo non significa nulla perché nell’estorsione normalmente quando c’è la denuncia si arriva automaticamente all’arresto Nell’ultima operazione “Fiumevecchio” si vede come ci sia stato un tentativo di estorsione, anche se dalle intercettazioni è emerso che i mafiosi del posto disdegnano l’estorsione a tappeto e preferiscono quella mirata nei confronti di chi può pagare”.

La situazione del lavoro irregolare?
“Abbiamo svolto alcune attività investigative con il Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) ma al momento non ci sono grosse fenomenologie. Anche sul fronte dell’immigrazione il fenomeno non è molto diffuso anche se abbiamo dato la disponibilità al Prefetto di alcuni siti, ma al momento non è arrivato nessuno”.

È soddisfatto dell’organico di cui disponete?
“I nostri organi ormai sono un po’ in sofferenza, ma questa situazione non riguarda solo Enna ma tutto il territorio nazionale. L’istituzione sta facendo una politica di accontentare tutti con i luoghi di preferenza perché siamo convinti che il personale lavora bene nel luogo dove si vuol trovare bene a lavorare. Purtroppo la provincia di Enna proprio perché è una provincia interna risente dei rischi di vocazione, pur essendo in sofferenza ritengo che il dispositivo è adeguato”.
 
Qual è il livello di informatizzazione dei vostri uffici?
“Su questo campo siamo all’avanguardia. Addirittura abbiamo un’area intranet che consente di immettere nel sistema un documento e di leggerlo in tempo reale”.
 

 
“Il siciliano è molto vicino alle istituzioni e, in particolare, all’Arma dei Carabinieri”
 
Che cosa pensa del rapporto che c’è tra l’Arma e i cittadini?
“Devo dire che il siciliano è sempre molto vicino alle istituzioni e all’Arma dei Carabinieri. Il cittadino è il nostro interlocutore. Da parte nostra forse perché viviamo in una realtà particolare e siamo ancorati sul territorio c’è un rapporto bellissimo tra cittadino e forze dell’ordine”.

Qual è il rapporto con le scuole?
“Ottimo. Le scuole vengono al Comando provinciale per vedere e conoscere le nostre attività. Visita che viene divisa in tre momenti: nella prima parte facciamo vedere le autovetture, poi li portiamo a visitare la centrale operativa e infine gli facciamo conoscere il Sis (Sottocentro investigativo scientifico), infatti siamo uno dei quattro comandi provinciali della Sicilia che ha in dotazione questo sottocentro che dipende dal Ris di Messina dove effettuiamo una serie di analisi investigative: dal rilevamento delle impronte, all’analisi di alcune polveri per verificare se siano sostanze stupefacenti. Inoltre i miei ufficiali sono stati mandati in diverse conferenze nelle scuole, conferenze previste nell’ambito del progetto disposto dal comando generale e sponsorizzato in tutta Italia. Ad aprire questi incontri sono stato io con la visita all’istituto alberghiero di Enna”.

Quali domande le fanno solitamente i ragazzi?
“Solitamente mi domandano come si fa ad entrare nell’Arma, il titolo di studio che occorre, chi ha precedenti penali, se è possibile accedere al concorso per l’Arma”.
 

 
Curriculum
 
Baldassare Daidone è nato a Trapani il 29 aprile del 1969. Si è arruolato nel 1987 ed ha seguito la scuola sottoufficiali marescialli, nell’89 è entrato all’Accademia militare di Modena e dal ’91 al ’93 ha seguito la Scuola ufficiali carabinieri. Nel ’93 è andato a dirigere come comandante il Nucleo operativo radio mobile di Misilmeri; dal ’95 al ’97 ha comandato la Compagnia di Lercara Friddi e dal ’97 al 2001 la Compagnia di Misilmeri. Dal 2001 al 2003 è stato comandante della Compagnia di Castel Gandolfo e dal 2003 sino al 2010 al Comando generale all’ufficio addestramenti e regolamenti. Nel settembre del 2010 è stato destinato alla Compagnia di Enna.

Articolo pubblicato il 01 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus
Ten. Col. Baldassare Daidone, comandante provinciale Carabinieri Enna
Ten. Col. Baldassare Daidone, comandante provinciale Carabinieri Enna