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Iblis: Lombardo stralciato, caso Mannino docet
di Raffaella Pessina

Il quorum ai referendum ma per le amministrative piccolo calo di affluenza. Fa giurisprudenza l’assoluzione in Cassazione dell’ex ministro

Tags: Ars, Referendum, Raffaele Lombardo, Calogero Mannino, Fondi Fas



PALERMO - Il raggiungimento del quorum ai referendum di ieri fa crescere l’instabilità politica non solo in Italia, ma anche in Sicilia. Soprattutto è la dimostrazione che qualcosa i cittadini vogliono cambiare e in Sicilia soprattutto il cambiamento di rotta è dovuto alla mancanza di lavoro, i fondi Fas che non arrivano, il Piano per il Sud.

Se è vero che la Sicilia storicamente rappresenta una roccaforte di centro destra, è anche vero che una riflessione da parte della dirigenza politica sia opportuna. La sinistra, alleata con l’attuale governo siciliano, approfitta del buon vento e fa pressione da un lato nei confronti del Governatore per ottenere più spazio e dall’altro per mettere sempre più all’angolo il centro-destra, almeno fino alla fine della legislatura, quando la parola passerà ai cittadini.

Ma questo weekend in Sicilia si sono tenuti anche i ballottaggi per gli 11 comuni che devono ancora eleggere il loro primo cittadino. Alle ore 22 di domenica, alla terza rilevazione sull’affluenza alle urne hanno votato 117.090 elettori, pari al 44,15% degli aventi diritto. Alla stessa ora, negli stessi comuni, al primo turno si erano recati alle urne, invece, in 137.724, pari al 51,93%, con un calo complessivo, quindi, del 7,78%. I dati sono diffusi dal servizio elettorale regionale dell’assessorato delle Autonomie locali e della funzione pubblica, al quale affluiscono dai Comuni. Il raggiungimento del quorum ha comunque provocato la soddisfazione di Cateno De Luca, di Sicilia Vera, “è stata vinta una battaglia contro le lobbies politico clientelari – ha dichiarato De Luca - gli italiani hanno dimostrato grande senso di responsabilità abrogando norme che avrebbero avuto gravi ripercussioni sulla vita di tutti i cittadini”. Non vi sono stati altri commenti, almeno per ora sul risultato del referendum o su altre questioni politiche. Questa probabilmente sarà una settimana di transizione, perché questioni politiche regionali e nazionali nonché quelle giudiziarie terranno impegnato il Palazzo dei Normanni ancora per un po’ di tempo. Tutto a scapito del lavoro parlamentare.

Intanto, questo pomeriggio riprende l’attività dell’Assemblea Regionale con all’ordine del giorno il disegno di legge che riforma la normativa sugli appalti e la riorganizzazione ed il potenziamento “potenziamento della rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili.

Intanto sull’inchiesta Iblis la Procura della Repubblica di Catania ha stralciato la posizione del presidente della Regione Raffaele Lombardo. L’incertezza sulla posizione del capo del governo siciliano rende ancora più difficile il raggiungimento di un’intesa, così come il rinnovo dell’esecutivo ed infine una veloce ed efficace azione amministrativa.

Intanto, questa settimana di particolare rilievo troviamo in Commissione affari istituzionali l’esame del disegno di legge nn. 651-66-166-212 Norme per il sostegno delle  politiche giovanili’. Il cui relatore sarà Vincenzo Vinciullo (Pdl) e l’esame del disegno di legge n. 353 “Transito del personale in servizio   presso le basi USA in Sicilia nei ruoli dell’amministrazione regionale’.

La decisione alla procura di Catania su Lombardo è stata adottata dai vertici dell’ufficio - il procuratore capo facenti funzioni, Michelangelo Patané, e il coordinatore del gruppo, l’aggiunto Carmelo Zuccaro - che hanno avocato il fascicolo ai quattro sostituti che invece avevano sollecitato la richiesta di rinvio a giudizio di 52 persone, compresi Raffaele e Angelo Lombardo, nell’ambito di un’inchiesta in cui erano affluite le indagini di carabinieri del Ros.

L’avocazione dell’inchiesta e lo stralcio del presidente della Regione e di suo fratello sarebbero propedeutiche alla richiesta di archiviazione per entrambi. In ambienti della Procura della Repubblica di Catania si sottolinea che la decisione di stralciare la posizione dei due indagati dall’inchiesta Iblis “é ovviamente figlia di una valutazione esclusivamente e meramente giuridica”.
 
“L’ipotesi di reato di concorso esterno non avrebbe retto in sede di giudizio perché sul concorso esterno all’associazione mafiosa “fa giurisprudenza la sentenza di assoluzione della Cassazione nei confronti di Calogero Mannino”.

Articolo pubblicato il 14 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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