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Quotidiano di Sicilia

Sanità più cara del 2009 di 76 mln e di 202 mln € rispetto al 2008
di Lucia Russo

Emerge dal Rapporto 2011 su “L’Economia in Sicilia” a cura dell’Ufficio studi della Banca d’Italia. A pesare sono i finanziamenti ai privati mentre il settore pubblico ha subito tagli

Tags: Sanità, Spesa Sanitaria, Massimo Russo, Giuseppe Arrica



PALERMO - Aumenta la spesa per la sanità in Sicilia, con un aggravio per le casse pubbliche, nel 2010, di 76 milioni di euro rispetto all’anno precedente. La Regione ha allargato i cordoni della borsa per finanziare i privati convenzionati e accreditati che hanno ottenuto 146 milioni in più dello scorso anno, a fronte di tagli per 70 milioni per le aziende e gli ospedali pubblici. È quanto emerge dal rapporto 2011 su ‘L’economia della Sicilià elaborato dalla Banca d’Italia e presentato la scorsa settimana dal direttore della sede regionale, Giuseppe Arrica.  

In totale, la spesa per il 2010 risulta pari a 8,588 miliardi di euro, 76 milioni in più rispetto ai 8,512 miliardi del 2009 e 202 milioni rispetto al 2008 (era 8,386 mld). A fare lievitare i costi è la voce convenzionati e accreditati: nel 2010 sono stati corrisposti ai privati 3,471 miliardi. Rispetto al biennio precedente, quando la spesa era stata ridotta di 24 milioni (3,349 mld nel 2008 e 3,325 nel 2009), la Regione ha invertito il trend aumentando i finanziamenti, con un incremento, tra il 2009 e il 2010, di 146 milioni. Il costo maggiore riguarda gli oneri sostenuti per prestazioni specialistiche, riabilitative, integrative e protesiche, ospedaliere e altre prestazioni convenzionate e accreditate con una spesa (1,856 miliardi) in aumento di 95 milioni. In rialzo anche i costi per i medici di base (+35 milioni) e per la farmaceutica convenzionata (+16 milioni).     Di contro, Bankitalia registra un trend opposto per il settore pubblico. Se tra il 2008 e il 2009 la spesa era cresciuta di 151 milioni, tra il 2009 e il 2010 ci sono stati tagli per 70 milioni.   

“È utile ribadire che nel 2010 la Sicilia ha ridotto il proprio disavanzo di circa 150 milioni di euro rispetto all’anno precedente” questo quanto ha voluto ribadire l’assessore regionale alla salute in risposta ai dati diffusi dalla Banca d’Italia. Questo dato è stato certificato dallo stesso rapporto di parificazione nazionale della Corte dei Conti ed è stato possibile “grazie ad un’attenta politica – ha detto l’assessore Russo - di contenimento delle spese che ha permesso di utilizzare correttamente il Fondo Sanitario Nazionale di 8,495 miliardi di euro ottenendo un risultato economico finanziario ancora migliore di quanto concordato nel Piano di Rientro come del resto certificato anche dai tavoli ministeriali nella verifica per la chiusura dell’esercizio 2010”.

“L’aumento dei costi dello 0,9% circa cui fa riferimento il rapporto - prosegue Russo - è dovuto in larga parte all’adeguamento contrattuale degli operatori sanitari previsto dall’Accordo nazionale e al potenziamento dell’assistenza domiciliare e della residenzialità assistita concordata con il Ministero. Inoltre, il leggero aumento della spesa farmaceutica è attribuibile alla eliminazione del cosiddetto “sconto sui farmaci” introdotto nel 2009 per finanziare interventi a favore dell’Abruzzo”.

“Nelle cifre diffuse dalla Banca d’Italia - conclude Russo - va anche evidenziato che la voce relativa al finanziamento ai privati include, sorprendentemente, anche le spese per la farmaceutica, per i medici di famiglia, per gli specialisti ambulatoriali che operano nelle strutture pubbliche (Sumai), per i trasporti del 118 e perfino i finanziamenti ai centri di sperimentazione gestionale come l’Ismett e il San Raffaele”.
 

 
Spesa farmaceutica: interrotta la contrazione iniziata nel 2006
 
Riguardo la spesa farmaceutica, pari a 1,033 miliardi nel 2010 Bankitalia scrive nel rapporto che “l’incremento interrompe il processo di contrazione iniziato nel 2006”. Secondo i dati dell’Osservatorio nazionale sull’impiego di farmaci (Osmed), nei primi nove mesi del 2010 la Sicilia è risultata la seconda regione per spesa farmaceutica per i medicinali di classe A (per i quali si paga solo il ticket) con 199,3 euro pro-capite (+2,2% rispetto al 2009) dopo la Calabria (201,8 euro) e a fronte di una media nazionale di 161,2 euro e una media nel Mezzogiorno di 188,6 euro. In generale la spesa lorda per i farmaci di classe A è stata di 961 milioni, pari al 9,8% del totale nazionale.

Articolo pubblicato il 14 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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