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Quotidiano di Sicilia

Vino, bene l’export ma imprese in crisi
di Michele Giuliano

Nonostante i prodotti siciliani siano molto apprezzati all’estero si registrano delle quotazioni dei prodotti inferiori ai costi di produzione. Soffrono soprattutto le grandi aziende: questo è il segno di un sistema di mercato distorto

Tags: Diego Planeta, Assovini Sicilia



PALERMO - Bene l’export del vino, che ha chiuso il 2010 con un andamento stabile nel territorio nazionale ma che all’estero ha fatto segnare dati positivi. Il problema reale è che però questa crescita non ha giovato affatto alle imprese agricole, segno evidente che qualcosa di distorto nel mercato dell’agroalimentare siciliano c’è e continua a creare problemi di un certo spessore.

“La vendita di vino imbottigliato siciliano è rimasta stabile in Italia – commenta Diego Planeta,  presidente di Assovini Sicilia, l’associazione che riunisce i maggiori  imbottigliatori dell’Isola - ma in incremento oltre i confini nazionali. Stiamo rincorrendo i risultati del 2007 e del 2008, adesso una ripresa c’è ma c’è ancora della strada da percorrere. Credo che riusciremo a fare bene”.

Una analisi sulla stessa linea di quella di Giuseppe Martelli, il direttore generale di Assoenologi: “I mercati esteri sono riusciti ad assorbire 450 mila ettolitri in più rispetto al 2009, offrendo una valvola di sfogo a un mercato interno saturo”. Bene, ottimo. Ma qui saltano fuori le contraddizioni che fa emergere la Coldiretti. Secondo la Confederazione, infatti, i risultati positivi delle esportazioni non portano alcun giovamento alle imprese agricole siciliane che registrano delle quotazioni dei prodotti inferiori ai costi di produzione, segno tangibile delle influenti modifiche che subiscono i prezzi lungo la filiera prima di giungere ai consumatori. La risposta delle cantine siciliane ai dati positivi dell’export non ha tardato ad arrivare. In una recente riunione sul “Progetto di Riorganizzazione e aggregazione delle Cantine sociali siciliane”, promossa da Legacoop, Confcooperative e Cantine Trapanesi Riunite (CTR), è stato presentato un piano per rilanciare il settore vitivinicolo siciliano. Le cantine aderenti al progetto, tramite operazioni di riconversione, adeguamento e rinnovamento tecnico, professionale e manageriale, nonché tramite l’opportunità di aggregarsi per svolgere alcuni servizi, potranno ridurre i costi ed ottenere dei prodotti di livello superiore più competitivi che potranno farsi largo sui nuovi mercati.

L’obbiettivo delle cantine, infatti, sarà quello di puntare alle vendite nei paesi esteri. I mercati principali sui quali si muoveranno le operazioni di vendita saranno l’Est Europa, la Cina e la Russia. Altra contraddizione è quella che si evince un calo nel fatturato delle grandi aziende vitivinicole.

È uno dei dati che emerge nella seconda edizione del volume dal titolo “Analisi per indici delle aziende siciliane grandi” a cura di Sebastiano Torcivia, il presidente del Comitato Ordinatore del Master Manager delle Aziende del Settore Vitivinicolo. “L’analisi dei fatturati relativi agli ultimi due anni ha riguardato 28 aziende grandi, cioè quelle che hanno un volume confezionato superiore al milione di pezzi - precisa Torcivia -. Soltanto 7 hanno evidenziato un incremento significativo di fatturato. Quattordici poi le aziende che hanno registrato un calo, 3 in più dello scorso anno”.
 


L’approfondimento. Usa, una certezza mentre la Cina è in crescita
 
Più di un quinto dei proventi dell’export del vino arriva dal mercato statunitense, che surclassa il mercato tedesco e si afferma come la principale piazza di mercato del vino italiano.
Notizie positive anche dai mercati Russi, che nel 2010 hanno incrementato del 51 per cento il valore delle loro importazioni di vino, stimato a 100 milioni di euro.
I dati più rilevanti arrivano dalla Cina, il popolo orientale ama il vino ed il 2010 si è chiuso con dei risultati sorprendenti per le esportazioni di vino in oriente. Le importazioni cinesi dei prodotti enologici nazionali sono raddoppiate rispetto al 2009 e l’incremento delle vendite è del 102 per cento.
Ma il vino non è il solo prodotto siciliano che fa registrare un aumento delle vendite sul mercato internazionale. In generale, tutti i prodotti agroalimentari hanno subito un incremento dei consumi sulle tavole straniere. Settori trainanti sono l’ortofrutta ed i formaggi. A livello economico, le esportazioni dei prodotti agroalimentari nel 2010 dovrebbero registrare una crescita dell’undici per cento, con un fatturato a livello nazionale prossimo ai 27 miliardi di euro.

Articolo pubblicato il 15 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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