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Marco Venturi: “150 mln per Termini Imerese”
di Rosario Battiato

Un accordo di programma è stato presentato dall’assessorato alle Attività produttive ai sindacati, il sindaco Burrafato e la Fiat. È necessario vigilare che i finanziamenti non diventino l’unico interesse di chi deciderà di investire

Tags: Fiat, Termini Imerese, Marco Venturi, Salvatore Burrafato



PALERMO – Novità per Termini Imerese. Marco Venturi, assessore regionale alle Attività produttive, ha illustrato ai sindacati l’accordo di programma per l’infrastrutturazione dell’area industriale dell’ormai prossimo ex polo Fiat. Sul piatto della bilancia degli investimenti la Regione, secondo quanto espresso da Venturi, sarebbe pronta a mettere risorse per 150 milioni di euro.

L’accordo di programma è stato presentato da Marco Venturi in un dibattito collettivo con i sindacati, il sindaco di Termini Imerese Salvatore Burrafato, il vice presidente della commissione Attività Produttive, Pino Apprendi, i rappresentanti Rsu Fiat e delle segreterie provinciali e regionali di Cgil, Cisl, Uil. Le parole dell’assessore illuminano la notte che si è abbattuta in questi ultimi tempi sul futuro di Termini Imerese, che al momento, tra questioni legali e crisi finanziarie, ha visto crollare alcuni degli elementi portanti della short list stilata da Invitalia, advisor del ministero dello Sviluppo economico.

Le buone nuove giungono proprio dall’investimento infrastrutturale, pari a 150 milioni di euro, che la Regione è pronta a sobbarcarsi per rendere il polo di Termini una realtà moderna in grado di offrire ai futuri compratori un assetto appetibile per i loro affari. “Ci sono dei progetti – ha spiegato Marco Venturi – immediatamente cantierabili per migliorare la viabilità, la funzionalità e l’accessibilità da e per l’area industriale di Termini Imerese. Infrastrutture e progetti a cura, tra gli altri, del Comune di Termini, dell’Asi, dell’Autorità Portuale, di Anas ed Rfi, che la Regione Siciliana si impegna a realizzare mettendo a disposizione risorse per 150 milioni di euro”.

Un ulteriore step per fare in modo che qualcosa attecchisca laddove la Fiat ha fallito chiudendo bottega e mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. “Si tratta di cantieri che possono partire – ha precisato Venturi – subito dopo la firma dell’accordo di programma che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. La Regione conferma la volontà di mantenere la vocazione del territorio termitano che è, e deve restare, un polo automobilistico”. Una certezza che nei giorni scorsi aveva visto le perplessità dei sindacati che vedevano il fallimento della Fiat come un segnale di scoramento per altre industrie del settore meno forti sul mercato del gruppo torinese. Sulle imprese che gravitano al momento nel futuro di Termini lo scoramento è plateale, secondo le parole di Venturi, anche per una lista che continua ad assottigliarsi e non concede molte garanzie.

“Ci aspettavamo altro. Il risultato al momento è deludente. In lizza ci sono 5 aziende, due si sono ritirate e una, la Dr il cui progetto di produzione di automobili sembrerebbe interessante, non è ancora ufficialmente entrata nella lista ufficiale di Invitalia”.

Secondo Venturi bisogna convincere altre imprese ad investire, anche in virtù dei 350 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione (250) e dallo Stato (100) per investire nel polo. Non bisogna neanche correre il rischio che i finanziamenti diventino l’unico interesse reale di chi vuole entrare nel progetto del dopo Fiat. Intanto Venturi sta valutando l’ipotesi, da condividere con l’intera giunta e con il presidente di Lombardo, di chiedere a Fiat di prendere in considerazione l’ipotesi di posticipare la data di dismissione dagli stabilimenti.

Articolo pubblicato il 24 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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