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In Sicilia mare sempre più blu. Aumentano le località premiate
di Rosario Battiato

Alle quattro aree marine protette presto potrebbero aggiungersi Capo Passero e Vendicari. I premi di Fee e Legambiente valorizzano le amministrazioni sostenibili

Tags: Fee, Legambiente, Bandiere Blu



PALERMO – Aumentano le spiagge isolane premiate durante quest’ultimo anno tra  le bandiere blu della Fee, la Fondazione per l’educazione ambientale, e le vele della Guida Blu 2011, il report stilato da Legambiente e Touring Club Italiano. Una fotografia che dovrebbe migliorare col passare degli anni anche in virtù di una balneabilità che, stando ai dati 2010 del ministero della Salute, coinvolge il 98% del totale delle spiagge isolane. In prospettiva, se quest’andazzo venisse confermato, il mare siciliano nei prossimi decenni potrebbe fare incetta di premi.

Lo scorso maggio la soddisfazione espressa da Gianmaria Sparma, in rapporto alle due new entry nel listino delle Bandiere Blu isolane, ha lasciato intuire che la strada intrapresa è quella giusta. Alle già note Fiumefreddo di Sicilia-Marina di Cottone in provincia di Catania, Menfi in provincia di Agrigento, Ragusa-Marina di Ragusa e Pozzallo in provincia di Ragusa, si sono aggiunte quest’anno Lipari, da cui prende nome l’omonimo arcipelago in provincia di Messina, e Ispica, sempre nella provincia iblea. Un riconoscimento che potrebbe fare da apripista, come modello di gestione, per altre realtà italiane perché le Bandiere Blu rappresentano le acque pulite, ma anche la cura per i servizi e il rispetto dell’ambiente. In quest’ottica Sparma ha tenuto più volte a ribadire la scelta del governo regionale di opporsi alle trivellazioni e ai parchi eolici offshore.
 
Un risultato costruito grazie al lavoro degli ultimi anni, e che dovrebbe dare ulteriori frutti in futuro, così come confermato nella “Guida Blu 2011” di Legambiente e Touring Club Italiano. Su 14 località balneari italiane premiate con il massimo, cinque vele, ben tre sono siciliane: Salina, isola delle Eolie in provincia di Messina, San Vito lo Capo, provincia di Trapani, e Noto, provincia di Siracusa. A stretta distanza, con quattro vele, troviamo Favignana, Siculiana e Pantelleria. A tre vele Lampedusa e Linosa, Ustica, Custonaci, Menfi, Campobello di Mazara, Sciacca, Modica, Brolo, Taormina, Cefalù e Sant’Agata di Militello. In fondo alla classifica dieci spiagge premiate con due vele e sei con una vela. Complessivamente sono state 34, su 367 censite, le località isolane che hanno meritato almeno una segnalazione. Tra le amministrazioni virtuose per qualità dei progetti ricordiamo San Vito lo Capo, dove il Comune ha puntato da tempo su una corretta politica di valorizzazione e delocalizzazione dell’attività turistica dando vita al progetto Baia Santa Margherita, una vasta area tra le riserve del Monte Cofano e le zone di preriserva dello Zingaro, luogo dove è vietata la circolazione veicolare privata, permettendo, al contempo, al turista il recupero di un rapporto diretto con la natura. Il centro del trapanese è noto anche per essere il territorio siciliano con il numero maggiore di strutture turistico-ricettive fornite di certificazione Ecolabel europea, dove si è riusciti a recuperare una costa di oltre 2 chilometri da destinare esclusivamente alla libera balneazione.
 
Anche Noto è un centro dell’eccellenza turistica sostenibile dove si attende l’istituzione di ben due aree marine protette: l’isola di Capo Passero e Vendicari, già sede di una riserva naturale. Inoltre esistono già ben quattro aree marine protette (Isole Ciclopi, Isole Pelagie, Capo Gallo - Isola delle Femmine e quella del Plemmirio) e due riserve naturali marine (Isola di Ustica e Isole Egadi).

Articolo pubblicato il 29 giugno 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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