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Quotidiano di Sicilia

Sicilia mia, parto e vado via. L’Isola è ancora terra di migranti
di Anita Gensabella

Il 13,2% dei siciliani risiede all’estero per scelta o necessità. Ad Agrigento maggiore incidenza del fenomeno. Pubblicato il “Rapporto Italiani nel Mondo 2011”: meta privilegiata la Germania

Tags: Emigrazione, Sicilia



PALERMO - Fuga di cervelli o, forse, semplicemente “fuga”. Questa è la prima considerazione che viene in mente dopo un’attenta analisi dei dati emersi dalla VI edizione dell’indagine portata avanti dalla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana.

Presentata a Roma lo scorso 21 giugno, col titolo “Rapporto Italiani nel Mondo 2011”, l’indagine è costituita da 46 capitoli e 512 pagine suddivise in 5 sezioni che si interrogano sulle cause di tale “emorragia”, a cui seguono relativi allegati socio-statistici.
Venuto alla luce, non a caso, per i 150 anni dello Stato nazionale, il Rapporto Migrantes è ad essi dedicato, cogliendo l’occasione per mettere in evidenza la situazione migratoria italiana del corrispondente secolo e mezzo, la quale conta più di 30 milioni di italiani e 80 milioni di oriundi (italiani nati all’estero, figli di generazioni migrate in passato).
Il rapporto, basato sui dati AIRE (Anagrafe di Italiani Residenti all’Estero) aggiornati al 1° gennaio 2011, riesce a dare una perfetta fotografia dell’attuale stato dell’emigrazione nazionale, nonché di quella regionale.
In Italia, su 60.301.444 di abitanti, sono 4.115.235 quelli iscritti all’AIRE, con un’incidenza sulla totalità della popolazione nazionale del 6,8%.

Con 666.605 italiani residenti all’estero, è la Sicilia ad aggiudicarsi il primo posto tra le regioni italiane con maggior numero di migranti, con un’incidenza del 13,2% sulla popolazione regionale.
Agrigento è senza dubbio la provincia con il numero più elevato di residenti all’estero (142.290), seguita da Catania e Palermo con, rispettivamente, 103.738 e 103.512 iscritti all’AIRE.
Mettendo in relazione, però, questi dati con il numero di abitanti per provincia, l’incidenza maggiore è registrata nell’ennese, che raggiunge il 40,7%, contro il 29,6% di Agrigento.

Stringendo il campo ai comuni siciliani, Palermo risulta essere quello con il maggior numero di residenti all’estero raggiungendo i 24.422 e un’incidenza del 3,6%, seguito dal comune di Catania con 16.505 e relativa incidenza del 5,6%.
Il rapporto offre, inoltre, una chiara immagine di quali siano i paesi all’estero più gettonati dai migranti siciliani, riscontrando 208.261 iscritti all’AIRE in Germania, seguiti da meno della metà (93.867) in Belgio.
Infine, interessante notare quale sia la fascia di età più migratoria: in tutta la Sicilia il 24,6% di abitanti all’estero è compreso tra i 30 e i 44 anni.

È questo il dato che potrebbe far storcere il naso a qualcuno, cogliendo l’occasione per puntare il dito contro quelle politiche del lavoro, regionali e nazionali, dimostratesi fallimentari, costringendo i giovani a cercare un più certo futuro altrove. Se poi si volge lo sguardo sulla totalità nazionale, la percentuale costituita dai giovani di età compresa tra i 18 e i 44 anni, arriva a costituire quasi la metà degli italiani residenti all’estero con un preoccupante 46,3%.

Ma non solo connazionali che hanno definitivamente cancellato i propri nomi dalle anagrafi: altrettanta preoccupazione desta il 50,6% dei 2 milioni di italiani, dai 15 ai 29 anni, che non studiano e non lavorano e sperano di espatriare in cerca di maggiore fortuna.
A questo punto, resta solo da domandarsi quanti siano gli italiani migrati all’estero, che ancora non hanno cancellato i propri nomi dalle anagrafi nazionali.
 

 
Migrantes. La tutela dell’identità nazionale
 
Il 16 ottobre del 1987, grazie alla Conferenza Episcopale Italiana, nasce la Fondazione Migrantes, naturale evoluzione di una serie di organismi che, per la durata di un secolo circa, hanno favorito l’intervento della Chiesa tra i migranti italiani e non.
Principale intento della Fondazione, infatti, è quello di promuovere atteggiamenti ed opere di accoglienza, nonché comprensione e valorizzazione dell’identità nazionale, attraverso la vita religiosa, l’invio di operatori pastorali, il coordinamento di iniziative, il mantenimento di contatti con gli uffici e gli enti ecclesiali e civili, il rispetto dei diritti della persona umana.
Con sede in Via Aurelia n. 481 a Roma, la Fondazione è dedicata a tutte quelle persone costrette alla mobilità umana, come gli emigrati italiani all’estero, i migranti interni italiani, gli immigrati stranieri e i profughi, i nomadi Rom e Sinti, fieranti e circensi e gli addetti alla navigazione marittima e aerea.
Visitando il sito www.migrantes.it è possibile consultare il “Rapporto Italiani nel Mondo 2011”, nonché tutte le informazioni utili per sostenere attivamente le attività della Fondazione.

Articolo pubblicato il 02 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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