Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Catania - A pagare sono sempre i soliti e gli evasori hanno vita facile
di Melania Tanteri

L’assessore al Bilancio, Bonaccorsi: “L’amministrazione si sta già muovendo in questa direzione”. Ufficiale l’aumento della Tarsu. Un sacrificio che si sarebbe potuto evitare

Tags: Catania, Tasse, Tarsu, Roberto Bonaccorsi, Rosario DÂ’Agata



CATANIA - Le tasse aumentano, senza che a questo sacrificio corrisponda però un miglioramento della qualità dei servizi e senza che vengano attivati tutti quei meccanismi che potrebbero portare l’amministrazione a recuperare notevoli quantità di fondi, attraverso la lotta all’evasione e all’elusione tributaria.

La notte tra giovedì e venerdì, dopo quattro lunghe sedute sospese poi per mancanza del numero legale, il Consiglio comunale etneo ha infatti votato l’aumento del 8,5 per cento della Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani, dal momento che la legge impone che il servizio di raccolta dei rifiuti debba essere coperto interamente dalla tassa sull’immondizia.

Ebbene, ed è questa la posizione mantenuta dalle opposizioni in aula - che, infatti, al momento della votazione hanno espresso contrario – si tratta di un aumento che si sarebbe potuto evitare se l’amministrazione avesse proceduto praticamente, e non solo formalmente, a contrastare gli evasori, in gran numero nel caso della nettezza urbana.

“Abbiamo dovuto assistere – ha sottolineato il capogruppo del Pd, Rosario D’Agata - alla decisione di attuare un prelievo forzato dalla tasche dei cittadini. Se ci fosse però stata una seria lotta all’evasione, non ci sarebbe stato bisogno di tutto questo”.
Anche il vice capogruppo de La Destra-As, Manfredi Zammataro ha sottolineato come “a pagare di piu saranno sempre gli stessi cittadini, presenti da anni nelle liste dei contribuenti dell’Ente. I furbi, quelli che non hanno mai pagato, la faranno come al solito franca. Tutto questo però al sindaco e all’amministrazione cittadina non interessa perché si pensa solo a fare cassa sulla pelle dei catanesi”.

La lotta all’evasione contributiva, anche in relazione ad altre imposte, come per esempio quella sull’occupazione del suolo pubblico o quella sulla pubblicità, potrebbe costituire lo strumento privilegiato per fare cassa ed evitare che a pagare siano sempre gli stessi, onesti, cittadini. Inoltre, per i Comuni, c’è l’opportunità, inserita nell’articolo 2 del decreto legislativo 23/2011, che al fine di rafforzare la capacità di gestione delle entrate comunali e di incentivare la partecipazione dei Comuni all'attività di accertamento tributario, eleva al 50 per cento la quota dei tributi statali riconosciuta ai Comuni. In pratica, gli Enti locali hanno diritto alla metà del maggior gettito prodotto grazie alle segnalazioni (prima la quota spettente ai comuni era del 33 %) e oltretutto questo gettito sarà disponibile da subito, salvo successiva compensazione, e non dal momento in cui l’accertamento diventa definitivo. Insomma, un bell’incentivo per attivarsi nella lotta all’evasione fiscale.

“L’amministrazione comunale – ha affermato l’assessore al Bilancio del Comune di Catania, Roberto Bonaccorsi – si sta già muovendo nell’ottica di contrastare l’evasione tributaria a ogni livello e sta addirittura accellerando, grazie agli strumenti di cui si è dotata. Solo quest’anno sono state accertate 33 mila nuove partite Tarsu, cioè evasori totali che non avevano mai pagato”.
“Un lavoro – ha concluso l’assessore – che proseguirà anche relativamente alle altre tariffe, ma che, ad oggi, ha comportato un minor impatto dell’aumento della tariffa sui rifiuti”.

Articolo pubblicato il 02 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus