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Il Mit: abolite le tratte poco frequentate
di Rosario Battiato

La Sicilia risulta essere una terra ghettizzata, dove la dismissione del sistema su rotaia prosegue ormai da anni. Il ministro Matteoli risponde ad un’interrogazione parlamentare sullo stato dei trasporti nell’Isola

Tags: Trasporti, Altero Matteoli, Trenitalia



ROMA – Nella bagarre sui trasporti siciliani interviene il Governo. Sul sito della Camera è stata infatti pubblicata la risposta ad una interrogazione promossa da un gruppo di parlamentari che hanno denunciato la ghettizzazione del servizio in Sicilia, un dato confermato dalla dismissione di alcune tratte e dall’assenza di investimenti per il sistema isolano.

Al contempo si denuncia una maggiore predisposizione verso l’asse nord del Paese. Nella replica il ministro Altero Matteoli ha risposto elencando gli interventi in corso e le prospettive future. 
Dal 2005, secondo i dati prodotti nell’interrogazione parlamentare, la Sicilia ha fatto registrare una riduzione di 42 treni a lunga percorrenza e un calo netto del numero dei passeggeri da poter trasportare, passato da 9.000 a 4.000 o addirittura a 3.000 secondo il nuovo piano trasporti. Una situazione preoccupante per lo stato delle infrastrutture, ma anche per una parallela ricaduta occupazionale.

La lunga risposta del ministero delle Infrastrutture ha sostanzialmente confermato il trend di questi ultimi tempi, precisando come, tramite il nuovo orario del 12 dicembre 2010, l’offerta del contratto di servizio sia stata organizzata “per tenere conto delle variazioni intervenute nelle frequentazioni dei singoli treni”.
Insomma il rapporto costi-ricavi deve essere prioritario sul servizio, e quindi si è agito “intervenendo su treni che presentavano volumi di passeggeri di  insufficiente consistenza e mantenendo il collegamento, in alcuni casi con bus, su tutte le relazioni precedentemente servite”.

Da questo ragionamento, pur tenendo ferma la necessità delle relazioni con il centro/nord, il ministero ha stabilito “la riorganizzazione del servizio ferroviario di media e lunga percorrenza da e  per la Sicilia” che “ha riguardato, in particolare, la fusione delle coppie di intercity notte 1938/1939 (Roma-Siracusa), intercity notte 1924/1925  (Roma-Palermo) ed EXP notte 853/854 (Roma-Agrigento) in un'unica coppia di intercity notte Roma-Messina, con sezioni da e per Palermo, Siracusa e Agrigento”.

Sull’esigenza di una rete infrastrutturale più adeguata ad una regione che vuole inserirsi a pieno titolo nello scacchiere commerciale internazionale il dicastero delle Infrastrutture ha spiegato come “Rete ferroviaria italiana è impegnata a dare attuazione ad una serie di interventi previsti nel vigente contratto di  programma, che si trovano a diversi stadi di avanzamento, in relazione alle risorse finanziarie disponibili ed agli iter autorizzativi e che sono  destinati ad aumentare e migliorare la capacità e la funzionalità della rete siciliana”.

I principali interventi riguardano alcune grandi opere strategiche di prossimo avvio come “le  progettazioni del nuovo collegamento Palermo-Catania, delle opere di  connessione al ponte sullo Stretto di Messina e la sistemazione del nodo di Catania”.

In previsione anche un piano di potenziamento per il nodo di Palermo con la linea di collegamento per  l’aeroporto di Punta Raisi, e il raddoppio delle tratte terminali delle linee Palermo-Messina e Catania-Messina, oltre che la velocizzazione delle linee Palermo-Agrigento, Catania-Siracusa e Siracusa-Ragusa-Gela.
Allo stato dei fatti, però, la Sicilia continua ad avere l’89% di binario unico, un vero record.
 


Invece del raddoppio promesso sulla Pa-Me, ecco i licenziamenti
 
CEFALù (PA) - A fine aprile scorso era stato aperto al traffico il nuovo svincolo  Z. Ind. Termini Imerese, lato monte,  sulla A19 Pa-Ct, lavori che facevano parte del raddoppio ferroviario Pa-Me, tratta Fiumetorto-Ogliastrillo. Una buona notizia che però fa il paio con l’inizio delle procedure di licenziamento  per oltre cento lavoratori impegnati nel raddoppio della linea ferroviaria. 
Il consorzio di imprese “Cefalù 20” ha avviato le procedure di licenziamento per 131 lavoratori su 176 impegnati nel raddoppio del tratto di linea ferroviaria Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo. La denuncia è arrivata da Fillea, Filca e Feneal che da oggi hanno immediatamente proclamato lo stato di agitazione a tempo indeterminato e chiedono al prefetto di Palermo una convocazione assieme a Rfi e al consorzio di imprese. L’opera era stata appaltata da Italferr attraverso Rfi, e riguarda 20 chilometri di linea ferrata. Attualmente, secondo i sindacati, sarebbe stato realizzato appena il 40-50 per cento del raddoppio, con opere edili in corso come la realizzazione di sottopassi e di una galleria sotto il Costa Verde.

Articolo pubblicato il 06 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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