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Quotidiano di Sicilia

Hobby e tempo libero, i teenager siciliani preferiscono gli amici alla pratica sportiva
di Anita Gensabella

Indagine condotta da “Save the Children” sulle abitudini e gli stili di vita dei giovanissimi. Nord e Sud a confronto. Complici anche i costi proibitivi delle strutture sportive. Internet, invece, preferito nel 30% dei casi

Tags: Save The Children, Teenager



PALERMO - La tecnologia che avanza e che toglie tempo e spazio ad attività manuali e comunitarie, il tempo sempre più dedicato al lavoro e sempre meno alla famiglia, il cemento delle città che dilaga a discapito degli spazi verdi.

Questo e molto altro, inevitabilmente, apre un’ampia riflessione sul come stanno crescendo i nostri figli in questa società e, proprio in risposta a tali interrogativi, è intervenuta una ricerca realizzata da Ipsos Public Affairs, azienda specializzata in ricerche strategiche e di mercato, dal titolo “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi”.
Portata avanti lo scorso aprile per l’associazione non-profit “Save the Children” e l’azienda alimentare “Kraft foods”, l’indagine ha coperto tutto il territorio nazionale mettendo in luce dati decisamente interessanti.

Il primo punto nodale dell’indagine, si incentra sull’importanza delle attività motorie, facendo un opportuno distinguo tra quelle che vengono praticate all’interno degli istituti scolastici e quelle, invece, praticate autonomamente. Considerata diffusamente indispensabile per la salute dei propri figli, l’attività fisica  scolastica è praticata dal 91% dei giovani italiani e, entrando nel dettaglio delle città siciliane, la totalità catanese scende all’88%, contro il 92% palermitano, che supera addirittura il 90% milanese. La principale causa, in generale, del mancato svolgimento di attività sportive a scuola è attribuibile all’assenza di spazi attrezzati.

La media nazionale dei giovani che praticano sport nel tempo libero, scende all’82%, mantenendosi più o meno stabile (81%) al Sud e nelle isole. Anche in questo caso, però, la città che registra il dato inferiore è Catania (77%), mentre Palermo si mantiene nella media con l’83%. Qui, tra i motivi principali della risposta negativa, si riscontra spesso l’impossibilità da parte dei genitori di accompagnare i propri figli presso le strutture sportive, le quali, inoltre, hanno costi esosi.

Altra causa della mancanza di attività sportive è la svogliatezza e sembrerebbe facile immaginare che questa possa essere in qualche modo collegata al sempre più diffuso uso dei videogames. A tal proposito, però, importante sottolineare che a Catania non sono stati registrati dati di giovani che preferiscano il videogioco allo sport, contro, invece, il 14% di Palermo e lo sconcertante 42% milanese.

La televisione, considerata la “baby sitter” del III millennio, non sembra svolgere un ruolo determinante nella vita dei nostri ragazzi, i quali in media, guardano la TV per non più di due ore giornaliere.
Internet spopola sempre più e sembra addirittura soppiantare la televisione: i dati delle varie città messe a confronto sembrano più o meno omogenei, sintomo forse di una società che davvero sta cambiando, con lievi picchi del 30% e del 31%, rispettivamente, a Palermo e Milano.

Ma quali sono le attività preferite dei giovani di oggi? Su tutte, spopola un 41% relativo allo stare in compagnia: dato confermato anche in città come Palermo e Catania, in particolar modo per la fascia di età compresa tra i 14 e i 17 anni.
Dati, questi ultimi, che conforteranno di certo i più scettici nei confronti di questi tempi moderni che rendono la vita indubbiamente più frenetica ma che non fanno perdere di vista, comunque, l’importanza del confronto con l’altro e della compagnia.
 

 
Alimentazione. In compenso maggiore disciplina a tavola
 
Direttamente collegato al problema dello scarso svolgimento di attività sportive ed alle sempre più diffuse attività statiche, come il navigare su internet o giocare con i videogames, di certo risulta essere l’annoso problema dell’alimentazione.
Nonostante l’obesità incalzante di cui tanto si parla nella nostra società, il problema sembrerebbe non sussistere nella nostra penisola, dove i giovani si considerano per la maggior parte normopeso rispetto ai propri coetanei. Scendendo nel dettaglio, la colazione – pasto considerato più importante nella dieta mediterranea – viene regolarmente consumato in casa dal 77% dei giovani catanesi e dall’80% di quelli palermitani.
Poco rilevante il 5% catanese e il 3% palermitano che non fa colazione alla mattina.
Lo stesso vale per i pasti del pranzo e della cena, che, soprattutto per le fasce di età compresa tra i 6 e i 13 anni, vengono consumati in casa in compagnia dei genitori, mentre la percentuale scende lievemente per quanto riguarda la fascia compresa tra i 14 e i 17 anni. Un caso a parte è determinato dai pasti consumati a mensa che però risultano essere decisamente più frequenti al Nord: 15-16% siciliano contro il quasi 50% delle regioni settentrionali.

Articolo pubblicato il 06 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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