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Quotidiano di Sicilia

Incendi: prevenire è meglio che curare
Sparma: “Il Corpo forestale sta svolgendo un ottimo lavoro nell’azione antincendio, ma dobbiamo tenere alta la tensione”. Secondo dati di Legambiente, nel 2010 la Sicilia è stata la regione più colpita dal fuoco

Tags: Incendi, Gianmaria Sparma, Legambiente



PALERMO – La bella stagione porta l’inevitabile ritorno degli incendi. Gianmaria Sparma, assessore regionale Territorio e ambiente, ha delineato lo stato dell’arte nel 2011, visto che la Sicilia resta una delle regioni a più alto rischio. Propri i dati del 2010 testimoniano un trend poco rassicurante che vede l’Isola scalzare la Sardegna dalla vetta delle regioni colpite per numero di incendi.

L’appuntamento è arrivato puntuale con la fase più calda della stagione. Nei giorni scorsi l’assessore regionale al Territorio e ambiente, Gianmaria Sparma, è stato in visita presso il centro operativo regionale del Corpo forestale della Regione siciliana, che si trova alle falde del Monte Pellegrino. Nel cuore operativo del servizio “1515”, il numero gratuito dell’emergenza ambientale e della difesa contro gli incendi boschivi, l’assessore, ricevuto da Pietro Tolomeo, dirigente generale del corpo, ha passato in rassegna il servizio che funziona 24 su 24 ed è coordinato a livello regionale e provinciale, attraverso appositi centri operativi, squadre, gruppi meccanizzati di pronto intervento, aerei ed elicotteri appositamente attrezzati nella lotta antincendio. Le parole dell’assessore hanno fatto fotografato lo stato dell’intenso lavoro estivo. “Il corpo forestale - ha spiegato Sparma - sta svolgendo un ottimo lavoro nell’azione antincendio”.

Tuttavia l’azione post-incendio non può essere sufficiente. “Dobbiamo tenere alta la tensione con l’opera di spegnimento, - ha proseguito l’assessore - ma soprattutto nell’attività di prevenzione, sia attraverso l’azione di segnalazione dei focolai, sia con la realizzazione dei viali parafuoco, che purtroppo ancora non sono completamente definiti”. Alcune azioni preventive cominciano a dare segnali positivi. “Le provincie di Enna e Palermo – ha concluso l’assessore - sono quelle dove il corpo è dovuto maggiormente intervenire, mentre buoni risultati ha dato l’apposita campagna antincendio delle colture cerealicole di giugno, che ha visto ridotto il numero degli ettari di superficie bruciati”.
La Sicilia rientra nel programma nazionale “Non Scherzate col fuoco”, la campagna nazionale di Legambiente e dipartimento della Protezione Civile, interamente dedicata all’immenso patrimonio forestale del Paese. L’Isola,  assieme a Calabria, Campania, Puglia e Sardegna, è tra le regioni più colpite dagli incendi. I dati del 2010 la collocano persino al primo posto.  Secondo i dati del Corpo forestale dello Stato, lo scorso anno si sono verificati 4.884 roghi che hanno percorso una superficie di 46.537 ettari di cui 19.356 di bosco. La Sicilia è stata la regione più coinvolta, battendo la Sardegna che invece deteneva il poco invidiabile primato nel 2009. Nell’Isola si è avuta la più estesa superficie percorsa dal fuoco (20.258 ettari, quasi il 50% di tutto quello che è bruciato in Italia) e anche il più alto numero d’incendi (1.159). L’ex capolista Sardegna, invece, si è dovuta “accontentare” di 800 incendi, in Calabria 652 e in Campania 543. In Puglia 473 roghi hanno mandato in fumo oltre 5mila ettari di territorio.

Intanto continua l’emergenza. Nei giorni scorsi numerosi incendi sono divampati in Sicilia. Due i roghi più violenti: uno in provincia di Palermo, dove sono stati necessari gli elicotteri della Forestale in ben sei punti fuoco, ed il secondo a Noto in provincia di Siracusa. Colpita anche la provincia di Enna con quattro roghi, cominciati dalle prime ore del mattino. Nella mappatura degli incendi regionali coinvolta anche Nicosia, dove è stato necessario l’intervento di due canadair.

Articolo pubblicato il 15 luglio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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