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Riforma Pa regionale zoppa senza tecnologia
di Gabriele Ruggieri

Forum con Giovanni Bologna dirigente gen.le dipartimento regionale  Funzione pubblica e Personale

Tags: Giovanni Bologna



In che modo è organizzato il vostro dipartimento e quali servizi svolgete per la Regione?
“Beh, più che come siamo organizzati, meglio dire come stiamo cercando di organizzarci. Intanto c’è un’anomalia, in quanto la legge di riforma ci ha consegnato sia la gestione della funzione pubblica che quella del personale, cosa che non accade in nessun altro posto. Se poi i dipendenti della Regione che il dipartimento del personale deve gestire sono 18mila, è chiaro che ciò assorbe gran parte del tempo a nostra disposizione. Il regolamento di attuazione, inoltre, non prevedeva nessuna delle figure tipiche di una funzione pubblica: non esisteva l’ispettorato, non esisteva la modernizzazione e quant’altro. È stato necessario istituirli per poter svolgere a pieno ed al meglio le nostre funzioni. Altro grande ostacolo è stato la mancanza presso il nostro assessorato del dipartimento dell’innovazione tecnologica, perché, ad oggi, ritenere che si possa fare funzione pubblica in maniera distinta dall’innovazione tecnologica è assolutamente sbagliato. Si può fare semplificazione e trasparenza quando da un lato si dettano le regola dei vari processi e dall’altro lato si dispone una struttura che consenta di innovare tecnologicamente. Quando questi due dipartimenti si trovano presso lo stesso assessorato è chiaro che la governance è unica, quindi si accorciano i tempi di realizzazione di ciò che si vuole fare, altrimenti i tempi finiscono per dilatarsi oltremodo. Non occorre fare una rivoluzione amministrativa per le riforme sulla trasparenza e sulla semplificazione, sarebbe sufficiente fare una rivoluzione tecnologica”.

Giudica adeguata l’informatizzazione dei suoi uffici?
“Assolutamente no. Non siamo sufficientemente attrezzati. Oggi abbiamo un sistema di gestione degli statini mensili, della ragioneria e quant’altro, creato da un dipendente regionale e dato in gestione a Sicilia e Servizi, che gestisce il tutto in maniera appena sufficiente. Il salto di qualità si può fare solo con una migliore infrastrutturazione tecnologica. Non siamo più in grado di stressare la macchina sul piano umano per ottenere più di quanto non stia già dando. Possiamo fare di meglio e di più”.

Di quanto personale dispone il vostro dipartimento? È un numero sufficiente?
“Siamo circa 700 persone, di cui più di 600 si occupano di personale ed il resto di funzione pubblica. poche se si pensa ad altri dipartimenti, tuttavia, è impensabile che l’8% del personale si occupi del personale. Purtroppo, a causa delle cattive infrastrutture esistenti, molte cose devono essere fatte manualmente dal personale ed il risultato è che 700 persone, pur essendo tante, sono un numero addirittura esiguo per rendere efficiente la parte interna della macchina”.

Come funziona la valutazione dei dirigenti?
“Il 2011 è un anno di svolta da questo punto di vista in quanto, come previsto dalla legge 5, bisognerà riformare il cosiddetto ciclo della performance, che va dalla programmazione, al monitoraggio, alla valutazione degli obiettivi sia collettivi che individuali di ogni dirigente. In questo momento un gruppo di studiosi sta ridisegnando la nuova mappa che indicherà come verrà programmata l’iniziativa organizzativa della Regione, come verrà monitorata, come verrà valutata ed in fine quali saranno gli effetti della valutazione. Non è nostra volontà tuttavia stravolgere un sistema che ha già dato buoni frutti”.

Sono stati fatti passi avanti sull’incentivo al pensionamento come mezzo di riduzione dei dirigenti ?
“La legge per i prepensionamenti non è andata avanti. Oggi in Sicilia abbiamo solo una legge di prepensionamento “qualificata”, che permette ai dirigenti di andare in prepensionamento solo a particolari condizioni legate allo stato di saluto del dirigente o di un suo familiare molto stretto, norma considerata da più parti negletta e per la quale l’assessore ha già presentato un Disegno di legge, che è già stato approvato in Giunta, per l’abrogazione di questa norma, ma ad oggi è l’unica legge che abbiamo in merito”.

Articolo pubblicato il 10 agosto 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Giovanni Bologna dirigente gen.le dipartimento regionale  Funzione pubblica e Personale
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