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Quotidiano di Sicilia

Il “mestiere” di genitore in Sicilia è a rischio estinzione
di Antonio Borzì

Matrimoni in calo, giovani in fuga dalle responsabilità. Lavoro, soldi e successo obiettivi primari. La crisi economica e dei valori costituiscono il principale freno alle nascite

Tags: Famiglie; Crisi



PALERMO - In un momento storico dove la parola crisi risuona praticamente in ogni attimo della nostra vita  la scelta di diventare genitori diventa, come se già non lo fosse, difficile da compiere. Questa per un’insicurezza costante che non consente spesso di pianificare in modo adeguato uno dei passi più importanti della vita degli italiani.
I dati parlano chiaramente di un arretramento demografico dovuto a un calo delle nascite di ben 7mila bambini a livello nazionale. La locomotiva demografica italiana continua a muoversi solo grazie all’immigrazione che fa in modo che il saldo fra nascite e morti sia positivo per il nostro paese.

In questo quadro certamente non roseo appartiene anche la Sicilia che mostra un tasso di natalità compreso fra il 9,5% e il 10,5% a fronte di una mortalità invece che naviga fra il 9 e il 9,6%. Il comune di Palermo rappresenta una delle poche eccezioni in un quadro nazionale dove nei grandi centri urbani il tasso naturale è sempre negativo.
A sostegno di questa difficoltà nell’accumulare le risorse necessarie per compiere il grande passo giungono anche altri dati dell’Istat che mostrano come nel primo trimestre 2011, solo per citare un dato vicino a noi, il potere d’acquisto delle famiglie italiane sia calato dell’0,8%.

Anche i dati sulla povertà mostrano un Mezzogiorno, e una Sicilia in particolare, in forte difficoltà. La percentuale di famiglie povere è passata dal 24% del 2010 al 27% del 2011. In questo quadro quasi un terzo delle famiglie con più di tre figli risultano vivere sotto la soglia di povertà.
A tutto questo si deve poi aggiungere anche la difficoltà maggiore per le donne di trovare un lavoro. Spesso infatti nel non costruire un nucleo familiare influisce anche il timore di un possibile licenziamento a causa di una condizione lavorativa instabile e ottenuta non senza pochi sforzi.
Il quadro appena elencato mostra come sia difficile essere genitori nel 2011 in un’Italia che stenta a crescere e che mostra sempre più chiaramente tutti i suoi deficit economici e culturali. In questo quadro chi compie la grande scelta si ritrova a dover affrontare degli ostacoli che possono provocare numerosi problemi.

L’assenza di una rete a tutela nei confronti dei genitori risulta evidente. I soli consultori familiari non sono sufficienti per fornire il giusto aiuto a coloro i quali affrontano il primo passo e hanno delle difficoltà nella gestione del minore. Delle difficoltà che diventano critiche quando il bambino è molto piccolo e le scelte diventano fondamentali. Inoltre in questo quadro quando si cresce il collegamento fra scuola e famiglia appare quasi inesistente. Sono rare le occasioni in cui, soprattutto in quartieri con maggiore difficoltà, la scuola cerca di dare una mano alle famiglie. Una mano volta in special modo a indirizzare il bambino verso lo studio e non verso un possibile contesto di illegalità dato da un ambiente sociale difficile in cui vive. La cosa che stranisce è come nella quasi totalità dei casi i pochi aiuti alle famiglie provengano da associazioni di volontari che si sono poste quest’obiettivo.

L’iniziativa in quest’importante campo per lo sviluppo della popolazione sembra lasciata soltanto a quei cittadini che in modo lodevole e con grandi difficoltà cercano di recuperare le fasce deboli della popolazione. Poco o nulla infatti viene dalle istituzioni che si limitano a fotografare successivamente la situazione senza intervenire nel concreto per cercare di sistemare le cose.
A tutto questo, ed è doveroso dirlo, si somma anche un crollo dei valori della famiglia che è stato soppiantato da altri interessi ritenuti primari dai giovani. Lavoro e successo hanno sostituito la costituzione del nucleo familiare e soprattutto si avverte una tendenza all’essere eterni Peter Pan che fa slittare e di molto la scelta del matrimonio e di mettere al mondo un figlio.
E così italiani e siciliani ci troviamo costretti a ricorrere all’aiuto degli immigrati per ottenere un saldo positivo tra natalità e mortalità il tutto a causa di problemi oggettivi e di valori ormai perduti.

Articolo pubblicato il 12 agosto 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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