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Abbattimento barriere architettoniche. A Gela si combatte ancora una guerra
di Liliana Blanco

Palazzo di Città off limits: solo un vecchio ascensore mal funzionante. Ingresso sud sprovvisto di pedana di accesso. Edifici pubblici e spazi aperti inaccessibili: la città perfetta per il cittadino che gode di ottima salute fisica

Tags: Disabili, Barriere Architettoniche, Gela



GELA (CL) - Negli Stati Uniti è la normalità, così come in tutti i Paesi evoluti ed anche in una parte dell’Italia che produce, ma nelle nostre realtà il concetto di barriere architettoniche non è entrato ancora nelle stanze dei bottoni e nella mentalità dei normodotati. Sono trascorsi 30 anni dalla promulgazione della prima norma che prevedeva l’abbattimento delle barriere architettoniche ed a Gela si combatte ancora una guerra. Gli scaloni delle chiese medievali rappresentano la scenografia giusta per una sposa ma un ostacolo insormontabile per un disabile credente; un ascensore bloccato può essere un incentivo all’attività fisica per un obeso, ma è un deterrente per un cittadino in carrozzella che deve raggiungere i piani alti di un ufficio pubblico. E la situazione che si registra a Gela è proprio questa: molto si è fatto per abbattere le barriere di una città costruita per il cittadino in salute perfetta, ma quanto si deve ancora fare per creare le condizioni del vivere sereno per chi è meno fortunato...! La prima legge per l’abbattimento delle barriere architettoniche, rivoluzione copernicana in fatto di architettura, su edifici pubblici e privati, adeguata alle esigenze dei disabili è la 118/ 71.
 
Il decreto attuativo è stato emanato nel 1984; per poi approdare alle legge 13 del 1989 che prevedeva aggiornamenti. Bisogna arrivare alla legge quadro 104/92 per potere avere uno strumento legislativo in grado di regolamentare i criteri di costruzione degli edifici pubblici ed aperti al pubblico (come bar, ristoranti ecc.) e privati per le esigenze dei disabili. A Gela solo da una decina di anni per le nuove costruzioni e da qualche anno per l’adeguamento alla struttura generale della città ci si pone il problema di creare le condizioni perchè il portatore di handicap possa muoversi autonomamente. Il Palazzo di città si sviluppa su quattro piani dove sono dislocati uffici e servizi. Nell’androne centrale un imponente scalone fa bella vista di sè: certo sul lato sinistro dell’ingresso esiste un vecchio ascensore delle dimensioni adeguate ad accogliere una carrozzina, ma non sempre funziona alla perfezione e se va in tilt, il cittadino disabile ha un bel da fare se si considera che sul lato sud c’è un altro ingresso con gradini e senza pedana. Sette anni fa è stato applicato un montascale al primo piano per permettere al disabile di raggiungere l’ingresso dell’ascensore che porta ai piani superiori ma non funziona da sempre e non è mai stato riparato. Molti uffici sono off limits, per non parlare dei bar. Parliamo delle strade della città: nel centro storico o nei quartieri di nuova costruzione ci sono gli scivoli; non esistono invece nelle strade secondarie pur se vicine al cuore della centro cittadino, ma spesso sono occupati da dissuasori, pali o auto. Il Museo archeologico solo tre anni fa si è attrezzato con un montascale per rendere fruibile ai disabili in primo piano. Perfino i servizi sanitari sono difficili da raggiungere dai disabili per ascensori vetusti spesso fuori uso.
 
L’“Associazione Progetto H” ha sollevato il problema proponendo all’Assessore alla Solidarietà Sociale del Comune di Gela un progetto riguardante lo studio sull’abbattimento delle barriere architettoniche  che potesse in qualche modo scuotere la collettività che, distratta com’è dai problemi della quotidianità, non attenzione come dovrebbe il mondo dell’handicap. Il progetto riguarda un tratto di lungomare che va dalla Piazza delle tre porte (Macchitella) al Club Nautico.
 
La proposta progettuale prevede la ristrutturazione di tutto il tratto considerato riproponendolo come un luogo in cui è possibile: sostare potendo, all’occorrenza, fruire di tutti i servizi necessari a tal fine; fare jogging utilizzando dei percorsi deputati a questo utilizzo; raggiungere la spiaggia in maniera agevole potendo utilizzare facilmente tutte le attrezzature che permettono di fruire il mare, specie se in condizione di handicap; dare  una occasione in più di svago a quanti raggiungono la città dalle aree vicine.
 

 
Spiagge off limits, si corre ai ripari
 
GELA (CL) - In città esistono gli scivoli nelle zone ristrutturate – dice l’assessore ai servizi sociali Fortunato Ferracane - certo c’è ancora molto lavoro da fare. Ma proprio qualche giorno fa abbiamo inaugurato una nuova iniziativa che permetterà di accedere al litorale gelese con una carrozzelle. La spiaggia sarebbe off limits, ma le associazioni: Ass. H, Gela Sport e Ass di Volontariato Santa Lucia, con il sostegno di alcune imprese private ed il Comune hanno trovato la soluzione aprendo un varco nella zona del lido “La Conchiglia”, dove le persone diversamente abili, possono accedere al mare, grazie la costruzione di una passerella, che facilita l’accesso in spiaggia. L’associazione “il Pungolo”, grazie al lavoro dei volontari, sarà a disposizione di chiunque vorrà andare a mare, con l’iniziativa ‘Mare Insieme’ “.
L’Amministrazione che ha collaborato alla realizzazione di questo progetto, accelerando soprattutto i tempi burocratici:
“Sono delle iniziative che sono e devono essere sostenute - afferma l’assessore Ferracane. In questo progetto c’è stato un grande lavoro di collaborazione, tra le associazioni e le aziende private”.
“L’obiettivo è di arrivare ad avere una spiaggia piena di servizi. La nostra città – continua Ferracane - non deve avere solo un bel mare, ma una spiaggia attrezzata. Dobbiamo collaborare tutti insieme ed essere più rapidi nelle procedure, mettendo sotto processo anche la macchina amministrativa, per far funzionare nei migliore dei modi, tutto l’iter burocratico. Dobbiamo essere già pronti con tutti i servizi, all’inizio della prossima stagione estiva”.

Articolo pubblicato il 17 agosto 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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