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Università, 40.000 richieste d’ammissione
di Antonio Borzì

Ecco tutti i numeri dei test d’ingresso alle varie facoltà degli atenei siciliani, la più gettonata è sempre Medicina. Ma attenzione, ogni studente può aver presentato domanda per diversi corsi di laurea

Tags: Università, Test



PALERMO – Dopo la calma dei giorni estivi che ha visto uffici e aule degli atenei siciliani vuote si inizia a fare sul serio. Con l’arrivo di settembre infatti le università siciliane scaldano i motori e si apprestano ad iniziare. Il primo scoglio da superare è quello dei test d’ingresso. Da prerogativa dei soli futuri medici infatti sono diventati cosa comune per tutti coloro i quali vogliano intraprendere la carriera universitaria. Infatti a seguito delle nuove regole imposte dal ministro Gelmini tutti i corsi di laurea di primo e secondo livello hanno avuto il numero chiuso.

Quest’anno sono infatti oltre 40.000 i giovani che hanno fatto richiesta per accedere ai corsi universitari dei tre maggiori atenei siciliani. Un numero che potrebbe trarre in inganno poiché ogni studente ha presentato domanda per l’ammissione a diversi corsi universitari gonfiando così il numero delle richieste ai test. Tutto questo per il timore di venire respinti in un corso e trovarsi così impreparati. Ad ottenere il premio di corso di laurea più ambito come da tradizione è sempre la facoltà di Medicina e Chirurgia che ottiene questo risultato in tutti gli atenei siciliani. Mentre a Palermo ai test del 5 settembre si sono presentati in 3.846 per i 400 posti disponibili a Catania sono stati in 3.196 a fronte di 328 posti a disposizione. Infine a Messina sono 2.221 le richieste per 225 posti a disposizione.

I dati dei due maggiori atenei permettono di evidenziare quali sono i corsi di laurea più attraenti per gli studenti siciliani. A Catania ottimo risultato per Scienze della Formazione che ha avuto oltre 2.100 domande d’accesso a fronte dei 700 posti disponibili. Ambite anche le facoltà etnee di Scienze Politiche e di Giurisprudenza. La prima ha avuto 1.414 domande per 808 posti a disposizione mentre la seconda ha ottenuto oltre 1.700 domande per i 1.200 posti a disposizione.

Una situazione che non differisce di molto con quanto emerge da una lettura dei dati inerenti l’ateneo di Palermo. L’unica grande differenza è però rappresentata dal fatto che per i futuri avvocati palermitani vi è l’opportunità d’accedere al corso di laurea senza la mannaia del test d’ammissione. Infatti la facoltà di giurisprudenza del capoluogo siciliano essendo ad accesso libero fa effettuare dei test che sono considerati d’ingresso. Ultima osservazione sugli atenei siciliani è data dal fatto che la facoltà di Agraria continua ad essere l’unica con un numero praticamente uguali d’iscritti ai test d’ingresso e posti disponibili.
 
Una questione che nemmeno si pone a Palermo essendo la facoltà ad accesso libero. Infine si confermano stabili nella classifica d’interesse delle matricole siciliane anche facoltà come Lettere ed Economia con questa seconda che sta prendendo il sopravvento anche a fronte di un riscontro occupazionale sicuramente maggiore rispetto alla prima minacciata dall’ormai evidente chiusura dello sbocco all’insegnamento.

In tutto questo quadro, apparentemente contorto, ma anche molto remunerativo per le facoltà, partecipare ai test costa 40 euro, si inserisce anche la specialistica che anch’essa è diventata a numero chiuso e che vede costretti spesso i futuri studenti a sottoporsi a delle prove d’ingresso inutili a fronte di una rispondenza quasi identica fra posti disponibili e richieste d’ammissione.

Una situazione che vede un esborso sempre maggiore da parte degli studenti, e soprattutto delle famiglie siciliane, mentre latita una politica di collegamento fra università e mondo del lavoro. Infatti, sono pochissimi coloro i quali riescono a mettere a frutto in breve tempo il titolo di studio conseguito. Dopo i tre anni dalla laurea sono meno della metà gli stendenti messinesi che riescono a lavorare, a Palermo sono quasi il 67 per cento mentre a Catania il dato si attesta attorno al 74 per cento.
 

 
A Palermo, 1 studente su 3 abbandona gli studi prima del tempo
 
Una voglia d’apprendere che sembra pervadere gli studenti siciliani solamente nella fase iniziale della carriera universitaria. Le classifiche sugli atenei siciliani sono impietose in questo caso. Infatti sulle 58 università statali analizzate nello studio del Sole 24 ore Palermo occupa il 55° posto, Messina il 49° e Catania il 31°. Una situazione quella dell’anno accademico 2010-2011 pessima per le università siciliane soprattutto per il classico abbandono precoce e per l’incapacità di sostenere gli esami degli studenti. Mentre il fenomeno della dispersione non sembra arretrare con quasi uno studente su tre a Palermo che decide d’abbandonare prima del tempo; la situazione di chi è in regola con gli esami non brilla affatto. Infatti la percentuale di chi non ha sostenuto esami nel corso dell’anno è elevatissima. Oltre il 32% dei messinesi non sostiene esami, a Palermo si tocca il 27,3%, a Catania il 20,1% e il 21,4% ad Enna. A tutto questo non può che conseguire un dato pessimo anche per coloro i quali si laureano in tempo. Meno del 6% a Palermo mentre a Catania sono il 6,5. Messina in questo caso ha risultati migliori con il 15,3%.

Articolo pubblicato il 10 settembre 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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